Groupon Community, funzionano i coupon della solidarietà

Oltre 200mila euro raccolti in un anno: a tanto ammonta l’importo complessivo della cosiddette “campagne charity” di Groupon. "Groupon community", per l’esattezza, perché così si chiama il settore che, circa un anno fa, è nato in Italia per affiancare al business – attività originaria dell’azienda – la solidarietà.

L’esordio, in realtà, risale al 2011, con la prima raccolta fondi in favore della Croce Rossa, all’indomani del terremoto in Giappone. Ci vollero però alcuni mesi ancora perché l’identità solidale di Groupon si consolidasse, strutturandosi come settore e calendarizzando le proprie attività. Marita Delli Santi è responsabile dei progetti di Csr (responsabilità sociale d'impresa) di Groupon Italia.

Innanzitutto, perché lo fate? E come è nata l’idea? 

"Lo facciamo perché crediamo di poter essere d’aiuto, grazie ai moltissimi utenti che raggiungiamo: 10 milioni di iscritti solo in Italia. Groupon non guadagna nulla con questi 'deal': il 100% dell’importo raccolto è devoluto all’associazione di riferimento. Abbiamo iniziato con le emergenze, con il Giappone, in particolare. Poi abbiamo allargato l’attività, estendendola a progetti specifici. Cerchiamo però di collegare sempre la campagna a un evento particolare o a una ricorrenza: Natale, Pasqua, San Valentino, la festa della Donna… In questo modo ci assicuriamo visibilità e possiamo contare su una maggiore sensibilità dei clienti".

Quali criteri seguire nella selezione dei progetti. Immagino che le richieste siano molte…
"Sì, riceviamo un centinaio di richieste al mese e chiaramente dobbiamo rifiutarne la maggior parte. Abbiamo, infatti, dieci posizioni disponibili ogni anno, cioè circa una campagna al mese, escluso il periodo estivo. Il primo criterio è che i progetti riguardino l’Italia, visto che anche nel nostro Paese ci sono tanti bisogni e tante associazioni che cercano di soddisfarli. Altro requisito fondamentale è che la campagna abbia una buona possibilità di successo, ovvero ci siano fondate speranze di raccogliere un importo significativo. E questo dipende dalle associazioni e dalla tipologia di causa sociale".
Puoi spiegarci meglio? Quali sono le associazioni e le cause che preferite rappresentare?
"Le associazioni sono quelle più strutturate e conosciute. Purtroppo, abbiamo sperimentato che le raccolte fondi per le piccole realtà non hanno successo: avendo pochi spazi a disposizione, dobbiamo e vogliamo sfruttarli al massimo. Per quanto riguarda le cause sociali, abbiamo osservato che i nostri clienti donano più facilmente per campagne in favore di minori, senza setto o in ricerche per la salute. Quando si tratta di ambiente, per esempio, sono meno motivati".

Qual è, in media, l’importo della donazione?
"Chiediamo di donare da tre a 15 euro e il deal può restare aperto da uno a tre settimane. La causa viene dettagliata nel testo del deal, riportando anche informazioni e contatti del’associazione. Per questo, ci teniamo che non sia considerata solo una raccolta fondi, ma anche una campagna di informazione. E’, questo, un altro aspetto a cui le associazioni danno grande importanza: tramite Groupon, infatti, le tematiche per cui s'impegnano ogni giorno raggiungono un bacino di utenza molto ampio, difficile da raggiungere per altri canali. Da parte nostra, c'impegniamo molto in questo lavoro di informazione: a fine campagna, tra l’altro, comunichiamo a ogni donatore, tramite una lettera firmata dall’associazione, l’importo complessivo raccolto. Questo accresce il senso di responsabilità e rassicura sulla destinazione della somma donata. Parlando di somme, ecco qualche esempio di quelle raccolte dalle ultime campagne 'charity' di Groupon. L’ultima si è conclusa il 16 febbraio scorso, con 9166 euro raccolti in due settimane a favore dell’Associazione italiana ricerca sul cancro (Airc). Decisamente più alto l’importo raccolto dalla Casa della Carità di Milano, la campagna lanciata da Groupon a dicembre, che in tre settimane ha raccolto quasi 42mila euro, corrispondenti a oltre ottomila pasti per gli ospiti della struttura. In questo caso ha certamente aiutato il testimonial della campagna: lo chef Rubio, noto volto televisivo, che ha offerto un corso gratuito di cucina a 10 donatori estratti a sorte. Meno successo riscuote invece la causa ambientale: il progetto del Wwf 'Natura d’Italia', per la tutela della natura e delle oasi protette, ha raccolto meno di cinquemila euro, sebbene il deal sia stato aperto, in via eccezionale, per oltre tre settimane".

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