Cina, contrordine compagni: web va tollerato. La svolta di Xi Jinping

Magari non sarà l'inizio di una "glasnost" alla cinese, ma un segnale incoraggiante c'è. Il presidente, Xi Jinping, ha ordinato ai pubblici ufficiali cinesi di avere "tolleranza e pazienza" con gli utenti di Internet, secondo la ricostruzione fatta dall'agenzia di stampa ufficiale XinhuaLa Cina è nota per la pesante censura che viene applicata sulla rete e sui social network che, ciononostante, sono diventati la principale tribuna in cui si manifesta l'opinione pubblica e persino il dissenso. Pechino blocca alcuni dei più importanti siti del mondo internet - Google, Facebook e Twitter - tanto che solitamente si parla di "Great firewall", con un gioco di parole. Venticinque tra i più popolari brand globali, in Cina, lo scorso anno sono risultati inaccessibili. Tuttavia, attraverso escamotage informatici, molti utenti sono comunque in grado di bypassare questi blocchi e connettersi alla rete globale. Xi Jinping ha invitato i funzionari cinesi a valorizzare le critiche. "Noi non solo dovremmo accoglierle, ma anche studiarle con cura per futuri provvedimenti", ha detto il leader cinese, parlando a un simposio su internet del gruppo guida per la cybersecurity e l'informatizzazione della Cina.
"Tolleranza e pazienza" è la formula che la Xinhua attribuisce al presidente cinese, il quale chiarisce dovranno essere accolte con attenzione non solo le critiche nei confronti di singoli funzionari, ma anche del Partito e dello Stato. Pure quelle formulate con torni aspri. Ad ascoltare il presidente c'era il fior fiore dell'economia internet cinese, a partire dal famosdo Jack Ma (nella foto d'apertura), fondatore della principale piattaforma di e-commerce del mondo, Alibaba. Accanto a lui Ren Zhengfei (nella foto a destra), amministratore delegato della compagnia tecnologica di Huawei (famosa in tutto il mondo per i suoi smartphone), e tanti funzionari del sistema internet cinese. A loro deve essere parsa musica sentire la valutazione secondo la quale "migliore gestione del cyberspazio e una sana cybercultura rappresentano un bene per tutti" formulata dal presidente.

Tuttavia, non si tratta di un "liberi tutti". La sicurezza su Internet, per Jinping, rappresenta un prerequisito per lo sviluppo della rete e tale sicurezza è una "responsabilità condivisa" da parte del governo, ma anche delle imprese, delle altre organizzazioni sociali e dei singoli netizen. Pechino, in ogni caso, sembra rendersi conto che una stretta troppo forte sulla rete ha un impatto economico. Recentemente gli Stati Uniti hanno inserito i blocchi su internet nella lista annuale degli impedimenti al libero commercio nel mondo. L'Ufficio per il rappresentante al commercio degli Usa, nel suo rapporto annuale, ha segnalato che le limitazioni alle libertà su internet "hanno posto un ostacolo significativo ai fornitori stranieri, danneggiando sia i siti web sia gli utenti che spesso dipendono da loro per gli affari" nel 2015.

Queste lamentele, mentre i campioni dell'economia internet cinesi cercano di globalizzarsi, come è il caso di Alibaba e Huawei, rischiano di ritorcersi contro Pechino e, probabilmente, la leadership ne è consapevole. Ecco perché Jinping ha lanciato un invito a incoraggiare l'economia su internet, a partecipare alla competizione globale. Ma anche, rivolto ai funzionari, a creare un clima favorevole allo sviluppo delle imprese sul web. Con un limite tuttavia ben chiaro: "Noi invitiamo le aziende internet straniere a venire in Cina nella misura in cui loro si attengono alle leggi e ai regolamenti cinesi".

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