Yahoo! lascia l'Italia per l'Irlanda. Utenti attenti: rischio blocco account

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Yahoo! lascia l'Italia e trasferisce i servizi per il nostro Paese dalla sede di Milano in Irlanda. La multinazionale fondata in Usa nel 1994 da Jarry Yang e David Filo (foto), fra le primissime nella rete, è stata per anni leader assoluto fra i motori di ricerca per poi lasciare il primato a Google. Gli utenti italiani non hanno ancora ricevuto alcuna e-mail in merito ma l'azienda ha già fatto sapere che a partire dal 21 marzo 2014 i servizi saranno forniti da Yahoo! Emea Limited con sede in Irlanda.

Il trasferimento, che richiede modifiche alle condizioni contrattuali, in quanto il contratto verrà trasferito dalla srl italiana alla Limited irlandese, varrà per tutti i servizi di Yahoo come Mail, Flickr e Answers. Per utilizzare i servizi, successivamente alla data del 21 marzo 2014 , gli utenti dovranno accettare le modifiche alle "Condizioni generali per l’utilizzo del servizio e alla politica sulla privacy”. Qualora l’utente non intenda accettarle, è tenuto a chiudere il proprio account prima del 21 marzo. Yahoo! smentisce che il trasferimento è per vantaggi fiscali ma tutti sono convinti del contrario vista la tassazione che contraddistingue il nostro Paese. Spiegano che è solo "per beneficiare delle infrastrutture irlandesi" perché "a Dublino ci sono tutti i leader della tecnologia globale" che stanno là per i molteplici vantaggi anche fiscali che l'Irlanda pratica da tempo per attrarre investimenti stranieri. Comunque, Yahoo! ha chiuso il 2013 con fatturato in declino di appena lo 0,9%, da 4,47 a 4,43 miliardi di dollari, ma pur sempre con un utile di 348.2 milioni di dollari, in crescita rispetto all'anno precedente (272.3 milioni).  L'errore storico che costò a Yahoo! la leadership nel settore motori di ricerca fu quello di rifiutare nel 2008 l'offerta di acquisizione da parte del colosso Microsoft, con il quale si era già avviata una partnership tecnica. Tantevvero che il motore di ricerca Yahoo! non è più aggiornato manualmente da una serie di operatori e dai siti segnalati dagli utenti, come avveniva nel passato, ma si limita ancora oggi a proporre i risultati di Bing, il motore di ricerca Microsoft, che dispone di un'indicizzazione automatica dei siti, come il principale concorrente Google.

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