Germania, indagati tre manager di Facebook per istigazione a odio razziale

La procura di Amburgo sta esaminando una denuncia contro tre dirigenti tedeschi di Facebook, accusati di non intervenire contro i commenti xenofobi diffusi dagli internauti in Germania. Lo ha riferito la stessa Procura all'agenzia "France presse", confermando quanto apparso sul giornale "Der Spiegel".
"Facebook non ha dato prova di alcuna volontà di cambiare le proprie pratiche riguardo ai messaggi di odio", ha spiegato al settimanale tedesco l'avvocato Chan-jo Jun, che ha sporto la denuncia. Anche se il social media ha creato una funzione che consente agli utenti di segnalare commenti razzisti, questi ultimi non vengono rimossi in modo sistematico, tanto da sollevate aspre critiche dalle autorità tedesche alle prese con l'arrivo di centinaia di migliaia di richiedenti asilo e un aumento di commenti xenofobi. Secondo "Der Spiegel", l'avvocato Jun ha segnalato a Facebook più di 60 commenti, perché inciterebbero all'odio, alla violenza o sarebbero delle calunnie, ma la maggior parte di questi post non sarebbe stata rimossa perché non sarebbero contrari alle regole del social media. Il ministro della Giustizia tedesco, Heiko Maas, aveva inviato una lettera a Facebook a fine agosto per sollecitare una migliore applicazione delle norme che dovrebbero garantire una più rapida cancellazione dei messaggi razzisti. A metà settembre la sede tedesca del social network più gettonato al mondo aveva annunciato nuove misure contro il razzismo.

 

Nell'immagine, un pesante insulto razzista piazzato da un hacker nel 2012 sulla pagina Facebook dell'Italian gospel choir (il coro nazionale che rappresenta l'Italia nella musica gospel e ne indossa i colori): la foto del cantante americano, nero e cieco, Stevie Wonder, applicata con la frase "meglio cieco che negro".

 

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