Migranti SeaWatch sbarcano a Malta. Conte si accorda con Ue contro Salvini

E' stato risolta, alla fine, con un accordo fra nove paesi, fortemente voluto e mediato dalla Commissione europea che ha dialogato con tutti gli Stati membri, la crisi dei 49 migranti soccorsi nel mar Mediterraneo dalla fine di dicembre e sbarcati oggi a Malta dalle navi delle ong Sea Watch e Sea Eye a cui era stato negato lo sbarco in Italia dal ministro dell'Interno Matteo Salvini.
Il greco Dimitris Avramopouloscommissario europeo agli Affari interni e Immigrazione, ha spiegato i dettagli dell'accordo in una conferenza stampa a Bruxelles (Belgio), precisando che quello che è successo negli ultimi giorni "non è certo stata l'ora più bella dell'Europa". L'accordo prevede anche altri 200 migranti sbarcati nei giorni precedenti I paesi che hanno accettato di farsi carico di una parte dei migranti, oltre a Malta, sono: Germania (60 migranti), Francia (60), Italia (almeno una ventina, forse più, in particolare donne, bambini e i loro familiari), Portogallo (20), Olanda, Lussemburgo e Irlanda (sei a testa), Romania (cinque). In tutto, saranno ricollocati o rimpatriati 220 migranti. In questo numero sono compresi anche 44 cittadini del Bangladesh, che verranno sicuramente rimpatriati, perché non hanno diritto a restare nell'Unione europea.
Avramopoulos ha sottolineato che "questi accordi temporanei 'ad hoc' possono costituire un ponte per un periodo limitato di tempo fino a che la riforma del sistema dell'asilo di Dublino stabilirà un meccanismo permanente" per una ripartizione degli arrivi fra gli Stati membri più equa del regolamento attuale, che "pesa in modo sproporzionato" su alcuni paesi, quelli di primo arrivo, e che sia in grado di trovare il giusto "equilibrio fra responsabilità e solidarietà". Questi accordi, comunque, ha aggiunto il commissario, "permettono di allentare le tensioni fra gli Stati membri e di rendere più prevedibile la gestione degli sbarchi". Il commissario si è detto "ottimista" sul fatto che l'accordo sulla riforma di Dublino sarà raggiunto nei prossimi mesi, e che sarà "uno scudo per il futuro" e "un'eredità per l'Europa" di lasciata da questa Commissione.

Su tutte le furie il vicepremier leghista Salvini, che ha subito la decisione del suo governo mentre era a Varsavia (Polonia) a stringere accordi fra sovranisti, voluta dal premier in persone Giuseppe Conte (nella foto a fianco è a sinistra con Salvini), espressione dell'alleato di governo Movimento Cinque Stelle, filo-immigrati rispetto alla Lega che sulla lotta agli immigrati irregolari fonda il suo consenso elettorale non solo più al Nord. "Io non cambio idea, non si molla. Stop ong, stop scafisti - ha scritto su Twittter Salvini, che, però, chiede un immediato confronto col suo Conte e l'altro vicepremier grillino Luigi Di Maio - Scelta non condivisa. Io non autorizzo alcun arrivo".

Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani (Forza Italia): "La scelta fra gli Stati europei di dividersi il collocamento dei migranti mi sembra una soluzione di buon senso, non si potevano lasciare in mare tante persone e tanti bambini. In Italia regna sovrana la confusione: in questa occasione ha vinto Conte, ha perso Salvini".

A questo punto l'accordo di governo è a forte rischio perché ciò che è successo oggi è la conferma che la prima forza politica italiana (quella pentastellata) si è confermata favorevole all'accoglienza dei migranti se in pericolo di vita nel mare, in contrasto con la posizione della Lega che sul respingimento in ogni caso (pure donne e bambini) fonda la sua forza elettorale.

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