Comune Lodi condannato per stranieri fuori da mense: Solo Isee niente extra

ll Comune di Lodi guidato dalla sindaca leghista Sara Casanova è stato condannato dal Tribunale di Milano per il Regolamento che - tramite la richiesta, oltre l'Isee, di documenti integrativi difficili da reperire nei Paesi d'origine - aveva di fatto escluso i bambini stranieri dall'accesso a mensa scolastica e scuolabus. Un caso che creò a ottobre scorso molte reazioni anche politiche e di cui si occuparono ampiamente i media (come il servizio tv qui sotto a destra). Le famiglie straniere erano state costrette a produrre certificati per dimostrare di avere o non avere oltreconfine proprietà immobiliari e mobiliari e, quindi, intanto, a dover pagare la tariffa massima di cinque euro (e non la minima di 2,2). La conseguenza voluta dal sindaco leghista è stata quella di non far accedere i bimbi stranieri alla mensa scolastica, creando agli scolari esclusi una discriminazione per loro incomprensibile, se non traumatica.

Un Regolamento discriminatorio che mirava solo a escludere gli extracomunitari dal sostegno comunale, come avviene in tutti gli altri comuni italiani (in vari si arriva pure alla gratuità, per chi ha un Isee sotto una certa soglia). Chi emigra dal Terzo mondo lo fa per fuggire dalla miseria nera e di certo non lascia case o ville di proprietà. Certo, extracomunitari sono pure gli statunitensi, i canadesi o gli australiani, cittadini che se, però, emigrano in Italia lo fanno per motivi di lavoro e non per disperazione.

Il Tribunale milanese ha prevedibilmente riconosciuto ieri tale condotta come "discriminatoria", accogliendo il ricorso presentato dall'Associazione studi giuridici sull'immigrazione (Asgi) e dalla Naga. L'ordinanza dei giudici chiede di "modificare il 'Regolamento per l’accesso alle prestazioni sociali agevolate' in modo da consentire ai cittadini non appartenenti all’Unione europea di presentare la domanda mediante la presentazione dell’Isee alle stesse condizioni previste per i cittadini italiani e comunitari".

 

 

Contrariamente a quando asserì la sindaca Casanova (nella foto d'apertura col suo leader vicepremier Matteo Salvini, che la difese) per giustificarsi ("Applico la legge, chi non è in regola o paga o trova altre soluzioni" che furono i panini portati da casa ma da mangiare in classe e non a mensa), i giudici hanno confermato che per accedere a mensa e scuolabus, come ad altri servizi pubblici, in Italia deve bastare il previsto Isee dell'Inps. Strumento reddituale familiare che a sua volta è collegato con l'Agenzia delle Entrate) che verifica i soli beni immobili e mobili (conti bancari, postali e libretti di risparmio, motoveicoli) posseduti in Italia. In Italia l'unica legge che prevede che gli stranieri debbano dimostrare cosa hanno o non hanno all'estero è quella sul gratuito patrocinio legale a spese dello Stato italiano. E anche qui molti stranieri dei paesi del Terzo mondo hanno difficoltà a produrre la documentazione richiesta che, spesso, non c'è in nazioni dove non esistono questo tipo di registri o non sono telematizzati con i consolati.

La sentenza è stata commentata da Paolo Grimoldi (nella foto a destra), deputato e segretario lombardo della Lega che ha scritto: "Non cambiamo idea e andiamo avanti ad appoggiare la norma di buon senso varata dal Comune di Lodi, con voto del Consiglio comunale, che semplicemente chiede agli extracomunitari di dimostrare con un atto certificato dal loro Stato di provenienza di non possedere beni immobili. Perché bisogna regalare la mensa gratuita a chi magari in patria è proprietario di immobili? Perché un cittadino italiano (alcuni dei quali hanno anche proprietà all'estero, ndr) per accedere a una tariffa agevolata deve dimostrare di non possedere immobili e pretendere altrettanto da un cittadino extra Ue è discriminatorio? Sindaco Casanova vai avanti, siamo con te".

 

 

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