Sudamericani a Montecitorio per “rompere il silenzio sul Venezuela”

Venerdì 11 aprile, alle 10,30, i venezuelani residenti in Italia contro il governo chavista di Nicolas Maduro o semplicemente contrari alla violenza e agli scontri in corso in Venezuela dallo scorso febbraio, si sono dati appuntamento ancora una volta a Roma, questa volta a Montecitorio, per chiedere al Parlamento e Governo Italiano di esprimersi con forza sulla violazione dei diritti umani che il popolo venezuelano sta subendo. L’obiettivo della manifestazione sarà la consegna di un appello alla Camera sottoscritto da tutti i partecipanti per fare chiarezza sulla posizione della comunità venezuelana residente in Italia. Con l'iniziativa gli organizzatori sperano che il Governo italiano “rompa il silenzio sul Venezuela e possa farsi garante dei diritti umani e delle libertà individuali e collettive di una nazione che attualmente ospita circa due milioni di persone di origini italiane - fa sapere Marynellis Tremamunno, giornalista e portavoce della comunità - Da mesi il popolo venezuelano sta subendo un grave peggioramento delle normali condizioni di vita, sostanzialmente riassumibile in assenza di generi alimentari di prima necessità, assenza di medicinali, assenza di sicurezza personale, delinquenza dilagante, inflazione fuori controllo, tutti fenomeni che hanno innescato una situazione di generale e diffuso malcontento sfociata in manifestazioni di piazza. Maduro ha dato una risposta brutale e repressiva, messa in atto dall'esercito, dalla Guardia nacional bolivariana, dalla Policia nacional bolivariana e da gruppi paramilitari che terrorizzano la popolazione civile con palesi e numerose violazioni dei diritti umani. Infatti, il primo aprile è stato presentato a Madrid, in Spagna, il Rapporto di Amnesty international sul Venezuela. Allo stato attuale delle cose abbiamo grande timore per ciò che potrà accadere nell’immediato futuro e, come venezuelani residenti in Italia, gran parte di cittadinanza italiana o di origini italiane, desideriamo trasmettere la nostra più viva e accorata preoccupazione per l’incolumità dei nostri connazionali in Venezuela”. La Tremamunno ha aggiunto che il Paese sudamericano, che dopo l'ultimo conflitto mondiale ha accolto con benevolenza milioni di stranieri "emigranti" provenienti dal continente europeo, “ora ha bisogno della vostra concreta solidarietà e del vostro sostegno - conclude - Facciamo appello al profondo vincolo che unisce l’Italia al Venezuela per la difesa della dignità umana, dei diritti fondamentali e della serena convivenza di un popolo che in questo momento lotta pacificamente per la legittima difesa della propria democrazia”.

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