Migranti sulla Diciotti, Salvini contro tutti. Pm Ag: 'Hanno la scabbia'

Se la vicenda della nave militare italiana Diciotti, ferma al porto di Catania con 148 migranti a bordo, continua a provocare scontri all'interno della coalizione di governo fra la Lega del ministro dell'Interno Matteo Salvini e il Movimento 5 Stelle, non c'è nessuno scontro fra il governo e la magistratura paventato dallo stesso Salvini. Il procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio (nella foto qui sotto a destra, salutato dai Carabinieri che pattugliano a terra la Diciotti) ha spiegato che l'apertura di un fascicolo era "necessaria" per compiere una ispezione sulla nave, su cui c'è "una realtà devastante"Nessuna "interferenza" contro il governo, assicura: "Per fare un`ispezione - precisa il magistrato - era tecnicamente necessaria l`apertura del fascicolo per sequestro di persona e arresto illegale. Ma la valutazione tecnico giuridica e l'individuazione degli eventuali responsabili è complessa e mi riservo ogni ulteriore decisione da adottare dopo le indagini che ho delegato alla Guardia costiera. La politica e l'alta amministrazione sono libere di prendere le scelte che ritengono opportune. Alla magistratura resta la valutazione giuridica di quanto avviene, su sfere e ambiti diversi. Ovviamente qualsiasi limitazione della libertà personale deve fare i conti con norme e regole della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell`uomo, della Costituzione, del Codice penale e del Codice di procedura penale. Non si scappa".
Un fascicolo d'indagine aperto "contro ignoti", dunque, al quale Salvini, che ha ordinato alle forze di polizia di non far scendere nessun migrante dalla Diciotti, ha reagito dichiarando sui social che non c'è nessun ignoto, che si sa chi è che ha ordinato il blocco forse illegale: è lui e che non teme magistrati ed eventuali processi, è pronto a sacrificarsi per il bene dell'Italia a suo dire strapiena di immigrati clandestini che l'Unione europea non vuole prendersi in carico nemmeno quando lo promette.
Nel sopralluogo sulla nave, Patronaggio racconta: "Ho constatato che sono quasi tutti affetti da scabbia. Una realtà devastante, a cominciare dai cattivi odori che ti restano addosso. Mi ha accompagnato un appuntato che non era mai stato a contatto con questa realtà. Sconvolto. 'Dottore dal vivo cambia tutto, non è come si legge sui giornali...'. Ha ragione". Per quanto riguarda l'indagine, spiega, "ho acquisito i report sanitari che studieremo in questi giorni. E c'è pure un grosso problema relativo ai minori non accompagnati. Ne ho trovati 29, compresa una ragazzina. Ecco perché condivido la preoccupazione e l`appello lanciato dalla presidente del Tribunale dei minori di Catania sulla necessità di assicurare rapidamente a questi giovani accoglienza e cure adeguate a terra". La Procura di Agrigento non perde la competenza sull'inchiesta dopo il trasferimento della Diciotti a Catania, "perché - ha spiegato il pm - sequestro di persona e arresto illegale sono reati permanenti".

Subito dopo l'ispezione di Patronaggio i 29 minori a bordo sono stati fatti sbarcare a terra, con l'ok di Salvini che ha scritto: "I bambini possono scendere adesso ed essere curati e accuditi, per gli altri se l'Europa esiste lo dimostri: almeno con il mio permesso non sbarca nessuno. Se vuole intervenire il presidente della Repubblica lo faccia, se vuole intervenire il presidente del Consiglio lo faccia, chiunque faccia qualcosa che va al di la di quello che ho detto non lo fa con il consenso del ministro dell'Interno e del vicepresidente del Consiglio. Abbiamo già dato".

Rimangono quindi a bordi i 148 migranti adulti, su cui è intervenuto pure il Garante dei Detenuti Mauro Palma, che ha parlato di persone "private di fatto della libertà senza alcuna base legale e tutela giudiziaria. In forza dei poteri conferiti all`Autorità di garanzia in quanto Meccanismo di prevenzione nazionale ai sensi del Protocollo opzionale alla Convenzione dell'Onu contro la tortura e altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti (Opcat): accesso a tutti i luoghi di privazione della libertà siano essi 'de iure' o 'de facto', accesso a colloqui riservati con tutte le persone private della libertà e a tutta la documentazione". Migranti fra cui ci sono anche persone scappate "da paesi come l'Eritrea, Siria, Somalia e Sudan" ha detto Palma.

I migranti erano giunti prima a Lampedusa ed erano 190. Nella notte del 15 agosto, erano state intercettate a bordo di un barcone in avaria a circa 16 miglia dall'isola di Lampedusa, isola su cui sono stati fatti scendere per motivi sanitari di 13 eritrei, affidati alle cure dell'equipe sanitaria del noto medico Pietro Bartolo (nella foto qui a destra intervistato dalla nostra Antonella Allegrino, per il premio conferitogli nel 2016 "Sì all'uomo"). Bartolo è ormai star pure del cinema dopo il 28 anni ha visitato e curato circa 300mila migranti sbarcati nell'isola italiana più vicina all'Africa.

Salvini ha avuto ieri un duro confronto a mezzo stampa col presidente pentastellato della Camera Roberto Fico (nella foto qui sopra, è a destra a fianco di Salvini), che aveva chiesto l'immediato sbarco dei migranti. "Tu - ha detto il titolare del Viminale - fai il presidente della Camera, io faccio il ministro dell'Interno di un governo che ha un programma e un contratto di governo ben preciso. Comincio a pensare che fare il presidente della Camera non porti proprio bene: Bertinotti, Fini, Boldrini, Fico...". A stretto giro la replica di Fico: "Buona notizia che il governo abbia deciso di far scendere i minori dalla Diciotti. Per me fare il presidente della Camera significa fare sì che lo Stato non rinneghi mai principi fondamentali e dignità umana".

Il delegato Cocer della Guardia costiera, il primo luogotenente Antonello Ciavarelli, (nella foto d'archivio qui a sinistra, con Salvini a bordo di una nave) ha lamentato lo "stallo imbarazzante" a cui è costretta una nave e i suoi militari italiani a bordo: "Noi militari ovviamente obbediamo al governo - ha detto - però ci aspettiamo anche una politica più risoluta nel dare disposizioni. I migranti per ora sono tranquilli e i colleghi a bordo mi scrivono su WhatsApp che tutto va bene, è risaputo che se le stesse persone capissero che li vogliamo riportare in Libia o trasbordare su un`altra nave diretta in Libia, ecco che sarebbero disposti a tutto, anche al suicidio". Il luogotenente ha riferito quindi di messaggi ricevuti da "tanti colleghi per esprimere disagio" anche a fronte "di attacchi ingiusti" mossi sui social, tra cui quelli in cui "il nostro operato viene paragonato a quello degli scafisti". Infatti, la difficoltà politica di Salvini e la Lega sta tutta qua: hanno vinto le elezioni promettendo la soluzione degli immigrati clandestini e la fine degli sbarchi dall'Africa e invece, a parte il blocco delle navi private dell ong, che dirottano altrove (tipo la più accogliente Spagna) (definite da Salvini "vicescafisti"), dal giorno dell'insediamento del governo Conte, con i 13 malati più 29 minori, siamo già a quota 2588 migranti sbarcati in Italia, tutti portati dalle nostre navi militari in pattugliamento nel Mediterraneo, che non possono far altro che rispettare le norme internazionali e del Diritto del Mare. Con i 148 a bordo ma che prima o poi sbarcheranno pure, con buona pace di Salvini che dovrà arrendersi, arriveremo a quota 2736. "Salvini è ostaggio di se stesso - ha detto Pippo Civati del movimento Possibile (ex Pd), presente a Catania - Il principio di non respingimento è sancito dalla Convenzione di Ginevra e garantisce che nessuno possa essere trasferito in paesi dove la sua vita è a rischio. Questo è un punto ineludibile di qualsiasi politica sull`accoglienza dei migranti ed è, lo sappia Salvini e il suo governo, inviolabile. Senza dimenticare che è contro la Costituzione italiana su cui ha giurato".

Peraltro la Libia ha dichiarato che "non accetterà mai quello che viene diffuso dai media circa il ritorno di migranti clandestini ai paesi del Nord Africa di quali sono venuti". Lo ha detto il ministero degli esteri del governo d'Accordo nazionale libico, Mohamed Taha Siala (nella foto qui a destra, riceve a Tripoli lo scorso luglio il ministro degli Esteri italiano Enzo Moavero) dopo che domenica Salvini aveva ventilato la possibilità, non si sa quanto praticabile, di riportare in Libia, i migranti sulla Diciotti. "O l'Europa decide seriamente di aiutare l'Italia in concreto - aveva detto Salvini - oppure saremo costretti a fare quello che stroncherà definitivamente il business degli scafisti. E cioè riaccompagnare in un porto libico le persone recuperate in mare". Ma Siala ha replicato che "la Libia non accetta ne accetterà questa procedura ingiusta e illegittima"  anche perché il suo Paese "ha sul proprio territorio più di 700mila migranti clandestini che costituiscono un costo pesante sotto tutti gli aspetti".

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