Immigrati clandestini, dei 500mila censiti 430mila sono braccianti agricoli

Dodici braccianti agricoli immigrati morti ieri a Lesina, nel Foggiano, e tre giorni prima altri quattro uccisi da un incidente stradale simile, sempre nella provincia di Foggia. Stranieri, perlopiù africani, che tornavano nei loro alloggi, costretti come bestie in furgoni (non pulmini) fatiscenti, dopo una massacrante giornata di lavoro nei campi a raccogliere pomodori per due o tre euro l'ora (meno della metà di quella regolare) e cinque da pagare al "caporale" per il trasporto da e per il lavoro. La Cgil (che parla di "mattanza senza fine") denuncia che del milione di lavoratori agricoli circa 430mila sono in nero e immigrati clandestini. Se il Rapporto Idos rileva circa 500mila immigrati clandestini, dati più o meno confermati dalla destre sovraniste all'opposizione di ieri e in parte (Lega) dal 1° giugno al governo nazionale, viene confermato il dato che in Italia non c'è nessuna invasione di clandestini ma che, anzi, pure gli irregolari sono indispensabili all'economia nazionale, soprattutto agricola. Ecco perché le mafie li fanno arrivare in Europa, per lavorare in nero e sottopagati, soprattutto a raccogliere pomodori, arance e raccolti vari.

La legge anti-caporalato voluta dal precedente governo sembra funzionare poco perché chi delinque lo fa con qualsiasi norma, forte dell'omertà di chi ha bisogno di quei pochi spiccioli per campare in maniera invisibile. Sotto accusa, dopo le stragi sulla strade in cui il rosso del sangue si è mischiato con quello dei pomodori riversi sull'asfalto, sono gli organismi di controllo: polizie sulle strade e ispettorato del lavoro e guardia di finanza sui terreni agricoli. Gli imprenditori senza scrupoli sfruttano i clandestini in nero ma, per non destare sospetti, fanno risultare assunti regolarmente pochi amici o parenti compiacenti che, magari, a fine contratto si prendono pure l'indennità di disoccupazione agricola, come spesso leggiamo sulle cronache grazie alle scoperte che fa l'Inps.

La Polizia di Stato e le altre forze dell'ordine fanno sapere che i controlli in strada ci sono e che nella sola provincia di Foggia da agosto 2017 hanno riservato particolare attenzione anche alla verifica dei mezzi circolanti su strada e diretti a reprimere illegalità scaturenti dalla mobilità da e per il Centro richiedenti asilo (Cara) di Borgo Mezzanone e dagli insediamenti ove trovano temporanea sistemazione lavoratori stagionali, per lo più immigrati africani, impiegati nella raccolta di pomodori e olive delle vaste coltivazioni del Tavoliere delle Puglie.
I servizi "straordinari" da ottobre 2017 sono stati 75 per una media di due a settimana. L'esito dei controlli interforze è di 1678 persone controllate fra ottobre 2017 e luglio 2018, 1742 i veicoli controlalti, con 57 furgoni, 147 gli automezzi sequestrati e 357 sanzioni elevate per infrazioni al codice stradale, 20 persone denunciate e quattro arrestate. Recentemente, fanno sapere, nell'ambito dei controlli "Action week", dal 15 al 18 maggio 2018, le polizie, in collaborazione con l`Ispettorato del lavoro di Foggia, ha svolto servizi finalizzati "al contrasto delle associazioni per delinquere dedite al traffico di essere umani in particolare riferimento allo sfruttamento del lavoro": controllando sette aziende agricole; elevando sei contestazioni amministrative nei riguardi di altrettanti proprietari terrieri per violazioni delle norme sull'impiego di lavoratori senza preventiva comunicazione di assunzione, con sanzione corrispondente a tremila euro per ogni lavoratore non assunto. Sono state inoltre sospese due attività imprenditoriali.

Ma se la provincia di Foggia, che fa 627mila abitanti, rappresenta l'1% della popolazione nazionale, la stessa percentuale degli immigrati clandestini equivale a quattromila unità (in realtà molti di più perché questi schiavi del terzo millennio sono concentrati perlopiù al Sud). Ancora troppo poco per un settore dove, invece, i controlli andrebbero fatti a tappeto, addirittura con telecamere su droni propose qualcuno già tre anni fa ma finora ancora niente.

 

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