Migranti, 15 sbarcano a Lampedusa dopo 66 di Trapani. Siamo a 2546 dal 1/6

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Una piccola imbarcazione con a bordo 15 migranti è approdata venerdì sera a Lampedusa dopo essere stata intercettata da una motovedetta della Guardia costiera a poche miglia dalle coste dell'isola. Si tratta di sei uomini e nove donne, una delle quali incinta, in prevalenza subsahariani, che hanno riferito di essere salpati dalla Tunisia. Una volta sbarcati hanno raccontato di aver subìto torture in Libia prima di trasferirsi in Tunisia per imbarcarsi.

Mercoledì notte al porto di Trapani sono invece giunti 66 tunisini reduci da un barcone a poca distanza dall'isola di Pantelleria, poi soccorsi da due motovedette della Guardia costiera e della Finanza. I migranti sono stati tutti trasferiti all'hotspot di Milo (Catania): sono 57 adulti e nove ragazzi tra i 16 e i 17 anni. Per i maggiorenni è stata avviata la procedura di rimpatrio, consentito da un accordo bilaterale Italia-Tunisia, o sarà consegnato loro un decreto di espulsione (speriamo di no) con cui si ordina di lasciare l'Italia, autonomamente, entro sette giorni. 
E' invece sempre bloccato al largo il mercantile Sarost 5, fermo da 12 giorni davanti alle coste della Tunisia con 40 persone a bordo che Italia, Malta e Tunisi hanno rifiutato. l Tunisia rifiuta l'attracco nei suoi porti per non essere considerata in futuro "porto sicuro", dove sbarcare in sicurezza i migranti (che in Tunisia non vogliono nemmeno andare o tornare).

Con questi ultimi due sbarchi siamo arrivati a un totale di 2546 migranti giunti in Italia dal 1 giugno scorso, giorno d'insediamento al Ministero dell'Interno di Matteo Salvini. Il leader della Lega e vicepremier ha ottenuto il dirottamento delle navi ong verso la Spagna, ma nulla riesce a fare contro le navi della "sua " Guardia costiera che applica norme internazionali sul salvataggio dei naufraghi. Salvini tace sui suoi militari e battibecca con le ong: ora twitta contro la spagnola Proactiva della nave Open Arms che ha portato a Palma de Maiorca (Spagna) la naufraga camerunense Josefa  e due cadaveri (nella foto d'apertura, il momento del soccorso al relitto) e minaccia di denunciare Libia e Italia per l'omissione di soccorso alla donna e omicidio colposo.

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