Altri migranti in Italia: siamo a +1917 con Salvini che si arrabbia con militari

Nonostante i proclami pre e post elettorali del vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini, i migranti continuano a sbarcate sulle coste italiane e a portarceli non sono le navi delle ong ma quelle della marina militare. Ieri altri 106 africani sono stati sbarcati a Messina da una nave militare irlandese - il pattugliatore "Samuel Beckett"della missione europea "Eunavformed" ("Operazione Sophia")che li ha soccorsi in mare, come prevede il Diritto del mare internazionale. Dal primo giugno scorso, giorno d'insediamento del nuovo governo Conte grillino-leghista, sono così saliti a 1917 i migranti salvati dai militari anche italiani, ai quali i porti non si possono chiudere. La settimana scorsa erano sbarcati a Pozzallo (ragusa) altre 21 persone soccorse nel Canale di Sicilia da stessa nave Diciotti della Guardia costiera italiana, che già ne aveva sbarcati altri nello stesso porto.

 

Su un articolo irlandese del 2015 si legge che già da allora la nuova nave Beckett avrebbe proseguito "assistendo le autorità italiane nelle operazioni umanitarie di ricerca e salvataggio". L'allora ministro della Difesa Simon Coveney dichiarava: "Il successo delle operazioni condotte finora (con le precedenti navi. ndr) coinvolge il recupero di oltre seimila migranti dimostra chiaramente il valore della partecipazione dell'Irlanda a questa importante risposta umanitaria. Credo che dovremmo continuare a sostenere l'Italia in maniera pratica il più possibile e le autorità italiane hanno indicato che il sostegno in corso è benvenuto". Certo, sbarcando i migranti solo in Italia è decisamente "umanitario", soprattutto per gli italiani. Anche se poi i migranti, alla fine, profughi e economici che siano, se non vengono rispediti a casa loro, giungono sempre, prima o poi, nel luogo dove hanno deciso di andare e quasi sempre non è l'Italia ma la Francia, per via della lingua, molto parlata nelle ex colonie francesi. Oppure altri paesi del Nord Europa, dove c'è più lavoro rispetto a Italia, Spagna, Malta o Grecia.

L'arrivo dei migranti a bordo della nave militare irlandese ha mandato Salvini su tutte le furie. Il ministro dell'Interno ha annunciato che chiuderà i porti (che non sono di sua competenza) anche alle navi militari "che dovranno sbarcare altrove", ma è stato subito smentito dalla collega pentastellata titolare della Difesa, Elisabetta Trenta"Eunavformed è una missione europea ai livelli Esteri e Difesa, non Interni. Quel che vanno cambiate sono le regole di ingaggio della missione" e occorre "farlo nelle sede competenti, non a Innsbruck", in Austria, dove giovedì prossimo s'incontreranno i ministri degli Interni dell'Unione europea. L'azione, sottolineano le fonti, "deve essere coordinata a livello governativo, altrimenti l'Italia non ottiene nulla oltre a qualche titolo sui giornali, fermo restando che la guida italiana per noi è motivo di orgoglio".

"Dopo aver fermato le navi delle Ong, giovedì - annuncia Salvini - porterò al tavolo europeo di Innsbruck la richiesta italiana di bloccare l'arrivo nei porti italiani delle navi delle missioni internazionali attualmente presenti nel Mediterraneo. Purtroppo i governi degli ultimi cinque anni avevano sottoscritto accordi (in cambio di cosa?) perché tutte queste navi scaricassero gli immigrati in Italia, col nostro governo la musica è cambiata e cambierà". Anche il ministro grilli Danilo Toninelli, titolare di porti e infrastrutture e, quindi, competente su chiusure e Guardia costiera miitare, non sapendo dove sbattere la testa se la prende pure lui con il passato: "Abbiamo accolto a Messina 106 migranti salvati da nave Eunavformed. Ce lo impone folle accordo europeo Sophia con cui Renzi ha svenduto interessi Italia. Rispettiamo regola, ma ora va cambiata. Quello migratorio non può più essere solo un problema italiano, sennò rischia la Ue". Ma il suo predecessore allo stesso dicastero, il dem Graziano Delrio, gli ha replicato che "l'accordo da cambiare è quello di Dublino, quello votato dalla Lega a vantaggio degli amici di Salvini del gruppo di Visegrad. Con accordi di Sophia e Themis si ridistribuiscono in Ue costi e responsabilità dei salvataggi. Salvini è il problema".

E intanto, dopo la doppia missione di Salvini, anche il ministro degli Esteri Enzo Maovero Milanesi, è volato ieri a Tripoli, in Libia, per incontrare il governo riconosciuto dalla comunità internazionale (nella foto qui a sinistra con l'omologo Mohamed Taha Siala) ma non dalle molte tribù che comandano nei vari territori libici su cui passano i migranti. Non si capisce perché il governo Conte abbia incontrato già tre volte il governo libico (che controlla, appunto, poco lo stato nordafricano) se Salvini ha promesso che con lui al potere il problema sarebbe stato risolto a Roma prima che a Bruxelles e in Africa.

e-max.it: your social media marketing partner

 

JT Fixed Display

 

=