Badanti, evasione fiscale per 3 milioni di euro solo nel Livornese

Nell`ambito dell`operazione denominata "Alla fiera dell`Est", militari del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Livorno hanno individuato 75 collaboratori domestici, risultati evasori totali perché, pur avendo percepito, a fronte di assistenza prestata nei confronti di anziani e persone bisognose di cure fisiche e domestiche, compensi annui superiori alla soglia oltre la quale la legge impone l`obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi, non hanno adempiuto a tale onere, evadendo le relative imposte. I redditi non dichiarati da parte di 75 tra colf e badanti sono oltre tre milioni di euro.

I lavoratori domestici, infatti, sono dipendenti subordinati di datori di lavoro privati (anziani o altri componenti le famiglie) che non sono sostituti d'imposta ai fini fiscali. In sostanza, non trattengono le ritenute fiscali da versare poi al Fisco come avviene per i dipendenti di imprese. Se lo stipendio è inferiore alla "no tax area" (area di esenzione Irpef, pari a ottomila euro) non si pagano tasse e, quindi, il netto e il lordo coincidono (anche per dipendenti d'imprese). Se tale soglia viene superata, sulle buste paga tradizionali avviene le ritenuta d'acconto mentre su quelle di colf e badanti no. Pertanto, una volta ottenuto l'obbligatorio CU (ex Cud) da parte del datore di lavoro, bisogna provvedere poi a fare la dichiarazione dei redditi (in genere il modello 730) e versare l'Irpef sul reddito da lavoro dipendente domestico. Il lavorio domestico è svolto in gran parte da cittadini stranieri che ignorano (o fanno finta d'ignorare) che lo stipendio che percepiscono è lordo.

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