Zuckerberg (Facebook) attacca Trump sul Daca: "Giorno triste per Usa"

"Questo è un giorno triste per il nostro Paese. La decisione di mettere fine al Daca non è solo sbagliata. È particolarmente crudele offrire ai giovani il 'sogno americano', incoraggiarli a uscire dall'ombra e a fidarsi del governo, e poi punirli per questo". È il commento su Facebook del fondatore e amministratore delegato del social network, Mark Zuckerberg, dopo la decisione dell'amministrazione di Donald Trump (a destra nella foto d'apertura, a fianco al giovane imprenditore) di mettere fine al programma "Deferred action for childhood Arrivals" (Daca, appunto, "azione differita per gli arrivi d'infanzia"), voluto nel 2012 dall'ex presidente Barack Obama, che consente agli immigrati senza permesso, entrati da bambini nel Paese, di evitare il rimpatrio e ricevere un permesso di lavoro biennale e rinnovabile.
"I giovani protetti dal Daca sono i nostri amici e vicini. Contribuiscono alle nostre comunità e all'economia. Ho conosciuto alcuni 'Dreamers' ("sognatori", così vengono chiamati, ndr) negli ultimi anni e sono sempre rimasto impressionato dalla loro forza e determinazione. Non meritano di vivere nella paura" ha scritto Zuckerberg che insieme a oltre 300 amministratori delegati di aziende statunitensi, aveva scritto una lettera aperta indirizzata a Trump per chiedere di non cancellare il Daca.

Il provvedimento è stato annunciato dal segretario alla Giustizia Jeff Sessions (nella foto a destra), perché secondo lui è "incostituzionale". Il dipartimento di Giustizia e quello della Sicurezza interna hanno reso noto che le persone attualmente protette dal Daca "non saranno toccate" dalla fine del programma "prima del 5 marzo 2018, in modo che il Congresso abbia il tempo di trovare le soluzioni legislative appropriate". Confermate, quindi, le indiscrezioni della stampa: Trump ha dato sei mesi di tempo al Congresso per trovare una soluzione per le quasi 800mila persone interessate dal provvedimento. Secondo Sessions, il Daca ha sottratto posti di lavoro agli statunitensi e ha incoraggiato l'immigrazione illegale. "Non possiamo accettare tutti coloro che vogliono venire qui. È semplice" ha detto il segretario alla Giustizia, che non ha accettato le domande dei giornalisti, dopo aver parlato per oltre dieci minuti. La decisione dell'amministrazione "renderà il nostro Paese più sicuro".

Secondo fonti della Cnn, Trump non sarebbe poi così contento della decisione finale sul Daca, che ha visto opporsi due fazioni all'interno dell'amministrazione. Di sicuro, Sessions era il maggior sostenitore della fine del programma e, anche per questo, a lui è stato dato l'onere di annunciarlo alla nazione.

Trump ha ignorato l'appello Zuckerberg e degli altri manager Usa che avevavno ricordato nella missiva che tutti coloro che sono protetti dal Daca "sono cresciuti in America [...] e pagano le tasse. Oltre il 97% studia o lavora, il 5% ha aperto un business, il 65% ha acquistato un veicolo e il 16% ha acquistato la sua prima casa. Almeno il 72% delle prime 25 aziende della classifica di Fortune hanno dipendenti che usufruiscono del Daca". Secondo i top manager, cancellare il Daca farebbe perdere all'economia "460,3 miliardi di dollari al Pil e 24,6 miliardi di dollari in contributi per la Social security e il Medicare", due programmi di assistenza. Tra i firmatari anche Jeff Bezos di Amazon, figlio di un immigrato cubano, e gli indiani-americani Satya Nadella (al centro della foto a sinistra fra Trump e Bezos) e Sundar Pichai, rispettivamente ceo di Microsoft e GoogleAlla fine dello scorso anno, quasi tre persone su quattro risposero, al sondaggio del Pew research center, di essere favorevoli alla protezione degli immigrati irregolari arrivati da bambini. Addirittura il 60% dei repubblicani affermava che fosse "importante" dare uno status legale a queste persone.

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