Anche a Pescara la Festa dei Popoli della Caritas, nel segno di pace e integrazione

“Apri il tuo mondo al Mondo” è stato il titolo della "Festa dei Popoli" celebrata anche a Pescara ieri in piazza della Rinascita dalla Caritas e Arcidiocesi di Pescara-Penne. Otto edizioni, celebrate perlopiù in piazza "Salotto" con qualche cambiamento in passato al porto turistico o a Villa Sabucchi, pure buone location. Ma il "salotto" dei pescaresi ben si confà a far incontrare la variegata comunità dei vari popoli, degli immigrati, con la città. L'evento - che è stato organizzato con il contributo del Comune di Pescara - ha visto la partecipazione di 17 paesi del mondo e 25 associazioni del territorio chiamate ad animare la giornata con musica, laboratori, attività e, soprattutto, "tanta voglia di costruire legami e amicizia – ha spiegato don Marco Pagniello, direttore della Caritas - In questo clima di chiusura nei confronti dell’altro la Festa dei Popoli è senza dubbio un’occasione per aprirci e parlare in maniera diversa d'immigrazione. Vogliamo continuare a dire che c’è la possibilità di incontrarsi e sperimentare concretamente l’integrazione e che questa rimane l’unica via per governare un fenomeno che ci attraversa e ci attraverserà indipendentemente dalle nostre scelte".
L'assessore comunale alla Cultura Giovanni Di Iacovo ha detto di essere felice come amministrazione "di portare in piazza questi valori che ci appartengono storicamente come comunità e che oggi più che mai devono renderci uniti e forti per affrontare in modo chiaro i grandi temi dell'attualità. Non è la paura la prospettiva giusta per parlare d'immigrazione, ma è la conoscenza. La Festa offre un'occasione concreta e diretta di incontro e scambio fra etnie che possono convivere pacificamente e lo fanno da decenni anche nella nostra terra. Solo in questo modo potremo dare una risposta giusta all'emergenza che va affrontata senza strumentalizzazioni, ma per quello che è. Una via necessaria e utile anche ad arricchirci umanamente e culturalmente, aprendo le braccia”.
I saluti alla Festa sono giunti anche dall'assessore alle pari Opportunità e Immigrazione Antonella Allegrino.

Belli i laboratori per grandi e piccini (come nella foto a destra): dalle attività interculturali di arti e mestieri ai laboratori di percussioni africane, di danza egiziana, di capoeira (la danza-lotta brasiliana). Dalla pizzica salentina, i "free hugs" (gli abbracci gratuiti) e lo yoga del primo pomeriggio. Momento crucuale del'evento è stata la "preghiera interreligiosa" tenuta da rappresentanti delle varie confessioni, alla presenza del vescovo di Pescara Tommaso Valentinetti.
La consueta sfilata dei popoli con spettacoli sul palco - presentati da Federico Perrotta -  è stato il momento clou del concerto dell'orchestra popolare "La notte della taranta". Ogni nazionale ha sfilato, cantato e ballato con costumi e musiche tradizionali, sia fra il pubblico sua sul palco: Bolivia, Bulgaria, Brasile (foto in alto a destra), Burundi, Costa d'Avorio, Cuba (nella foto a sinistra mentre si prepara a sfilare), Egitto, Filippine, India, Italia, Kurdistan, Repubblica Dominicana (stessa foto di sinistra, una dominicana col costume e copricapo), Romania, Senegal, Tunisia, Ucraina (foto d'apertura) e Venezuela. Quest'ultimo Paese, non ha voluto festeggiare, contrariamente agli altri e alla sua indole sudamericana, a causa della tremenda situazione che sta vivendo. Lo spettacolo (video linkato) è stato sì fatto con i costumi tipici ma la danzatrice Caroni Mora è salita sul palco simbolicamente ammanettata, a sottolineare la privazione delle libertà del regime chavista.

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