Veneto, nuova Consulta immigrati Lanzarin: "Integrare i 'nuovi veneti'"

Corsi di lingua e di formazione civica, orientamento professionale, sostegno scolastico e programmi di integrazione per minori, supporto alle donne per l’inserimento sociale e la piena integrazione: sono gli obiettivi del programma annuale di iniziative e a favore degli immigrati in Veneto presentato oggi dall’assessore regionale al sociale e ai flussi migratori Manuela Lanzarin (Lega Nord) alla Consulta regionale per l’immigrazione che s'è riunita stamane (nella foto d'apertura) per la prima volta in questa legislatura. Della consulta fanno parte rappresentanti delle associazioni degli immigrati, delle organizzazioni per gli immigrati, dei patronati, delle autonomie locali, delle organizzazioni imprenditoriali, di Veneto lavoro e rappresentanti del Ministero dell'Interno, tutti chiamati a dare il proprio parere consultivo al piano triennale degli interventi e al relativo programma annuale.

“I progetti messi in campo dalla Regione, in collaborazione con enti locali, associazioni e forze imprenditoriali – ha spiegato l’assessore presidente della Consulta – sono volti a favorire e rafforzare l’integrazione dei 'nuovi veneti’. Il Veneto è una delle regioni d’Europa con la maggior percentuale di immigrati residenti regolari, pari al 10,4% della popolazione. Con 511558 stranieri residenti, di cui 250mila occupati (pari al 12 % del totale dei lavoratori regionali), quasi 100 mila studenti dalla scuola d’infanzia all’università e la prevalenza di presenze femminili (le donne sono il 52 % delle presenze straniere) la realtà dell’immigrazione in Veneto dà prova di buona integrazione. Ma molto resta ancora da fare, soprattutto nei confronti dei soggetti più deboli, le donne e i minori, in particolare i minori stranieri non accompagnati. Sono loro infatti i destinatari privilegiati delle iniziative di integrazione programmate per i prossimi mesi”.

Il programma degli interventi 2016, sostenuto dai finanziamenti dei Ministeri dell’Interno e del lavoro (per oltre cinque milioni di euro) e cofinanziato dalla Regione Veneto con 350mila euro per un totale complessivo di cinque milioni e 487mila euro, prevede iniziative di formazione linguistico-civica per gli adulti e percorsi formativi e di orientamento in ambito lavorativo (70mila euro di cofinanziamento regionale), interventi di prevenzione contro le discriminazioni etniche o razziali, programmi di inserimento e supporto per donne e minori (180mila euro di cofinanziamento), incentivi per i rientri volontari assistititi (a carico dei ministeri) e il finanziamento delle attività di studio e monitoraggio dell’osservatorio regionale per l’immigrazione e della rete informativa sull’immigrazione (100mila euro).

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