Francia, revoca cittadinanza a terroristi: Hollande non ha i numeri

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All'indomani degli attentati di novembre a Parigi il presidente francese François Hollande propose la riforma costituzionale di revocare la cittadinanza francese a chi si macchia di reati terroristici, Una proposta che portò persino la ministra Christiane Taubira alle dimissioni (nella foto, con Hollande). Nemmeno i recenti attentati a Bruxelles (Belgio), hanno fatto cambiare idea a tanti deputati francesi, di destra e sinistra, visto che per la riforma costituzionale c'è bisogno di una maggioranza che va oltre quella di governo. E così Hollande ha dovuto abbandonare il suo progetto: "Ho deciso, dopo un incontro con i presidenti dell'Assemblea nazionale (dominata dalla sinistra di governo, ndr) e del Senato (dove ha maggioranza l'opposizione di destra, ndr), di chiudere il dibattito costituzionale" ha dichiarato il capo dell'Eliseo in un breve intervento al termine del Consiglio dei ministri di ieri. "Un compromesso era fuori dalla nostra portata" ha detto Hollande sulla questione della revoca della nazionalità, contestata anche da sinistra. "Penso che una parte dell'opposizione sia ostile a ogni riforma costituzionale, deploro profondamente questo atteggiamento, perché dobbiamo fare di tutto per evitare le divisioni ed evitare di alzare la posta" ha aggiunto, attribuendo alla destra la responsabilità del fallimento del suo progetto. Per rivedere la costituzione è necessario il voto favorevole del tre quinti del Congresso (a camere riunite) su un un testo comune, ma Assemblea nazionale e Senato hanno approvato due testi diversi.
Tre giorni dopo gli attentati di Parigi, che causarono 130 morti e centinaia di feriti e furono rivendicati dall'Isis "avevo proposto una revisione della Costituzione per garantire l'uso dello stato d'emergenza e per privare della nazionalità francese chi volge le armi contro il proprio Paese - ha ricordato Hollande - L'avevo fatto con un appello a superare le frontiere partigiane" ha aggiunto, deplorando l'impossibilità di unire la classe politica su un progetto di riforma costituzionale. Il presidente francese ha ribadito che "la minaccia resta più alta che mai", come dimostrano gli attentati di Bruxelles e Lahore (Pakistan). "Il terrorismo islamista ci ha dichiarato guerra, alla Francia, all'Europa, al mondo intero", ha aggiunto, parlando di una guerra "lunga".

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