Germania, Merkel di fine anno: "I rifugiati sono una chance per il Paese"

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Sarà in diretta stasera alle 20,30 il discorso di fine anno del presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella. Quindi, gli italiani non sanno cosa dirà il capo dello Stato nel suo primo discorso. I tedeschi, invece, sanno già cosa dirà la cancelliera Angela Merkel, perché il suo discorso di fine anno è stato già registrato. In Germania il cancelliere (il premier) parla alla nazione a fine anno mentre il presidente della Repubblica lo fa a Natale (la tradizione dei doppi discorsi, nata nel 1949, s'è capovolta nel 1969: prima era il capo di Stato a farlo il 31 dicembre).

La Merkel - leader del partito Cdu (Cristiani-democratici uniti) - parlerà molto dell'afflusso record di rifugiati in Germania che, secondo la cancelliera rappresenta "una chance" per il Paese. Il capo del governo metterà in guardia la nazione contro coloro che "pieni d'odio" vogliono "escludere gli altri. Ne sono convinta: se correttamente inteso, l'attuale grande compito di accogliere e integrare così tante persone è una chance per domani". Il discorso della premier tedesca è stato registrato ieri sera. "Raramente c'è stato un anno in cui siamo stati chiamati come adesso davanti alla sfida di mettere le nostre parole in linea con le nostre azioni", dirà la Merkel. "E' ovvio che l'afflusso di tante persone ci richiederà uno sforzo. Costerà del denaro, ci chiederà tempo e forza, soprattutto per quanto riguarda l'integrazione di coloro che vogliono rimanere qui a lungo". Secondo la prima cancelliera donna del Paese, che ricopre l'incarico da oltre 10 anni (nella foto-collage, la Merkel in tutti i discorsi fatti nel decennio) ed è originaria, prima della riunificazione, dell' ex Germania Democratica, è "evidente" che bisognerà "aiutare e accogliere coloro che cercano un rifugio da di noi". "E' importante non seguire quelli che, con il cuore freddo o pieno d'odio, rivendicano per sé stessi l'identità tedesca e vogliono escludere gli altri".

Quindi, per la Germania a guida conservatrice, motore dell'economia europea, i profughi, gli stranieri, sono una risorsa per il Paese, dove da sempre vivono grandi comunità straniere come quella turca ma anche quella italiana sia emigrata nel dopoguerra sia recentemente a causa della crisi di lavoro in Italia.

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