Italia paese più razzista in Ue. Percezione di presenza stranieri superiore a realtà

Un popolo razzista. Sembrerebbe essere questo il verdetto finale, da quanto emerso dalla ricerca "Faith in european project reviving" del Pew research center. L'istituto di sondaggi americano ha svolto una ricerca su un campione di più di seimila persone di sei paesi dell'Unione europea: Francia, Germania, Gran Bretagna, Italia, Polonia e Spagna. Gli italiani, con il triste primato dell'86%, sono coloro che vedono con più sfavore i rom, gli "zingari". Solo nove italiani su 100 ne hanno un'opinione favorevole. È facile notare, anche solo guardando il grafico, come la percezione che gli italiani hanno dei rom sia molto differente rispetto agli altri paesi come Germania, Spagna e Regno unito, fatta eccezione per la Francia, che a fronte del 60% di opinioni negative ne affianca solo il 39% di positive. Un altro primato italiano riguarda la considerazione dei musulmani: 61 persone su 100 li vedono di cattivo occhio e solo il 31% positivamente. Un dato che farebbe pensare a un'altra ricerca, quella pubblicata a ottobre dall'Istituto Ipsos Mori. Secondo i dati raccolti, infatti, si segnalava un'ignoranza degli italiani riguardo alla percezione degli immigrati sul territorio: nel sondaggio gli italiani indicavano al 30% la presenza di migranti nel proprio paese, quando in realtà sono solo al 7%, e percepivano la presenza dei musulmani al 20% invece che al modesto 4%.

Questa discrepanza tra la realtà percepita e quella effettiva è stata ribadita anche dal "Rapporto immigrazione" di Caritas e Fondazione Migrantes in cui si evidenziano i forti pregiudizi da parte degli italiani nei confronti dei migranti, pur essendo l'Italia un paese che, a livello mondiale, è agli ultimi posti nel numero di migranti ospitati. Tutto ciò si pone in relazione anche con la prima parte del sondaggio del Pew research center: in quasi tutte le domande riguardanti la percezione della situazione economica gli italiani sono i più pessimisti. Una media di solo il 28% degli intervistati pensa che le condizioni economiche del proprio paese siano positive, e in questo parametro l'Italia si attesta all'ultimo posto con il 12%. Inoltre lo scarso 15% degli italiani pensa che i ragazzi di oggi possano stare meglio economicamente rispetto ai propri genitori (il numero più basso dopo i francesi al 14%) e sono anche molto scettici su un possibile miglioramento dell'economia nei prossimi 12 mesi.

C'è da considerare che è il sentimento di impoverimento economico che agevola il successo dei cosiddetti partiti "non tradizionali" e di leader che pongono maggiore enfasi sulle differenze etniche e sul "problema" dell'integrazione. Tutto sta a vedere quanto i problemi siano veri problemi e non piuttosto la cattiva gestione della presenza di migranti e rom sul territorio. È quanto sostiene anche Radames Gabrielli, segretario generale della Federazione nazionale "Rom e sinti insieme", in merito agli episodi successi a Roma: "Nessuno rifiuta l'integrazione. Il problema è che l'Italia non investe sull'integrazione, mentre spende tanti soldi per tenere segregati sinti e rom nei campi". Alla luce dei dati quindi, dedurre che siamo i più "ignoranti" d'Europa e ora anche i più "razzisti" dovrebbe essere un incentivo a guardare la realtà con i nostri occhi e non attraverso i toni allarmistici dei telegiornali o gli slogan di qualche politico a caccia di voti. (Martina Di Carlo)

Nella foto, Santino Spinelli, in arte Alexian, docente universitario e musicista di origini rom.

 

 

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