Casoli, fede, dedizione e tanti ricordi in “Memorie a Palazzo Tilli”

Fede, dedizione e ricordi si sono incontrati sabato scorso nell’evento “Memorie  a Palazzo Tilli”, organizzato dall’imprenditrice pescarese Antonella Allegrino, che ha riaperto l’edificio settecentesco di Casoli (Chieti) dopo averlo sottoposto a un complesso intervento di restauro conservativo. Alle 17, la campana del Palazzo ha suonato consentendo l’accesso ai fedeli, che si sono riuniti per recitare il Santo Rosario alla Madonna del Carmine (nella foto qui sotto a destra la Allegrino è nella cappella con suor Geltrude Odorisio). In questo modo è stata ripristinata l’antica abitudine della famiglia Tilli di accogliere nella cappella gli abitanti del paese per le funzioni religiose. Subito dopo, la Allegrino ha incontrato numerosi casolani nell'atrio dell’edificio (nella foto d'apertura) per ascoltare racconti di vita legati al Palazzo e alla "Palazzina della Memoria", che, dal 1940 al '43, ha "ospitato" un campo d'internamento.

“E’ stato davvero interessante ascoltare tanti spaccati della vita della famiglia Tilli che non conoscevo, pur avendo cercato di ricostruirne minuziosamente la storia, anche attraverso  documenti ritrovati nell'edificio - ha spiegato l’imprenditrice - Ci sono stati anche momenti di commozione quando è stato ricordato il campo d'internamento. A Casoli c’è una grande ricchezza documentale rispetto ad altre parti d’Abruzzo. La storia ci consente di capire quali sono i valori da coltivare e gli errori da evitare. Ho ascoltato anche ricordi della storia più recente legati ad abitudini e tradizioni del paese. Sono grata ai casolani che hanno accolto il mio invito partecipando all'incontro”.

Tra le testimonianze più interessanti c’è stata quella di Giancarlo Talone, profondo conoscitore delle vicende della famiglia Tilli, che ha ricordato le figure di don Innocenzo e della moglie Rosina, ultimi proprietari del palazzo. “Alla fine degli anni 50 - ha raccontato Talone (nella foto a sinistra mentre parla, ascoltato dalla Allegrino e dalla nostra collaboratrice inviata Mariagrazia Cammarano) - ho fatto il chierichetto. Accompagnavo il sacerdote, don Tancredi, nella cappella per celebrare la messa. Confessava e dava la comunione a don Innocenzo, che aveva 90 anni ed era molto malato. Pensavo che donna Rosina fosse sua figlia, perché aveva 20 anni meno di lui. Era  una donna dal carattere forte, molto energica. Ricordo il 'Salone della armi', dove c’erano armature del 600, ritrovate nell’oliveto dei Tilli, e la 'Sala dei merlettiì, dove Rosina invitava le donne a cucire e ricamare. C’era poi la 'Sala dei colombi' (in passato 'Salone dei matrimoni') dove i Tilli stipulavano accordi prematrimoniali con notabili della zona. Verso questo palazzo don Innocenzo e donna Rosina hanno sempre manifestato un amore sviscerato, pur non avendo avuto figli. E’ stato tenuto sempre bene rispetto ad altri palazzi che, invece, sono andati in rovina”. 

Le abitudini di donna Rosina sono state ricostruite anche attraverso i ricordi di Trieste Amoroso, un’anziana signora che per sette anni è stata la sua dama di compagnia. Ogni mattina, dopo la colazione, la accompagnava a fare la spesa e poi la aiutava nella cucina. Al pomeriggio, mentre la nobildonna riposava, la signora Amoroso aveva il compito di aprire la porta agli ospiti. Quando Rosina si svegliava, la invitata a indossare un grembiule bianco per ricevere gli invitati che si recavano al palazzo e offrire loro caffè e biscottini. Pasquale Imbastaro, invece, ha ricordato la sua bravura ai fornelli (nella foto d'apertura, mentre interviene in piedi). “Donna Rosina sapeva fare ottimi dolci - ha affermato - Preparava dei buonissimi biscotti all’anice, poi chiamava noi bambini e ce li regalava”. 

Faustina Verratti (nella foto a destra), che risiede a Milano ma per molti anni ha vissuto in Belgio, ha ricordato la sua infanzia nel paese natio segnata dall’incontro con i prigionieri del campo d'internamento. “Mamma era vedova - ha detto - Lavava i loro piatti. Poi, io li impilavo sulla testa e li riportavo al campo. Ricordo che c’era un giovane che era sempre sul terrazzo e leggeva. Tutti dicevano che era un bravo uomo perché studiava l’intera giornata, ma nessuno in paese aveva il permesse di parlare con lui o con gli altri prigionieri”. 

Al termine dell’incontro con i casolani, è stato possibile accedere alle visite guidate al Palazzo, che si ripeteranno il 23 e il 30 luglio, e dal 3 al 14 agosto (orario 18-20-22). Per prenotazioni e informazioni sull’acquisto dei biglietti d’ingresso si può telefonare al numero 342.5501354. Il 13 e il 14 agosto, infine, alle ore 21, ci saranno rispettivamente un concerto sul terrazzo e una rappresentazione teatrale in cantina.

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