Vescovi di Cuba dal Papa: isola aspetta altri cambi, dopo libertà religiose

A Cuba "c'è un'apertura, nel senso che c'è una maggiore comprensione del fatto religioso e quindi il popolo esprime la propria fede. Come pastori, vediamo che i cubani sono un popolo religioso, ma constatiamo anche che c'è poca formazione alla fede. Per noi vescovi è un problema difficile da affrontare. Tuttavia siamo una Chiesa creativa che è stata vicina al suo popolo e che adesso testimonia la sua fede". Lo afferma uno dei vescovi cubani ricevuti da Papa Francesco in occasione della loro periodica visita "ad limina apostolorum", monsignor
Dionisio Garcia Ibanez
, arcivescovo di Santiago de Cuba. L'isola caraibica, afferma il presule ai microfoni di Radio Vaticana, "sta aspettando cambiamenti. Sta aspettando cambiamenti! Alcuni procedono più velocemente di altri, ma, noi cubani, quali che siano le nostre idee personali, ci rendiamo conto che il popolo può vivere in migliori condizioni, spirituali e materiali, e che le cose devono cambiare".

La Chiesa cubana ha già conquistato più spazi anche fisici: "Il processo è solo all'inizio. E' già una cosa molto positiva. In certe diocesi sono stati restituiti alcuni immobili, ma è un processo lento e si tratta di casi molto circoscritti. Stiamo lavorando con lo Stato perché dopo 50 anni in cui la popolazione è cresciuta possiamo avere gli spazi per il culto di cui abbiamo bisogno. Nell'attesa abbiamo case di preghiera, ossia, i fedeli mettono a disposizione delle proprie comunità le loro abitazioni per riunirsi. Non ci sono le chiese parrocchiali con le loro strutture pastorali, ma la Chiesa comunque vive".

Gli altri vescovi della Conferenza episcopale di Cuba ricevuti da Francesco (nella foto sopra a destra) i monsignori Juan Garcia Rodriguez, arcivescovo di Camaguey e presidente della Conferenza episcopale; Juan de la Caridad Garcia Rodriguez, arcivescovo de San Cristobal de La Habana e il suo predecessore il cardinale Jaime Lucas Ortega y AlaminoLa visita dei vescovi cubani in Vaticano è giunta quasi due anni dopo il viaggio apostolico di Jorge Mario Bergoglio nell'isola caraibica. Nella foto d'apertura, il primo Papa latinoamericano nella simbolica Plaza de la Revolucion, con, sullo sfondo, la raffigurazione di uno dei suoi eroi, Ernesto "Che" Guevara, argentino come Bergoglio. Francesco è stato a Cuba anche nel febbraio 2016 quando - all'aeroporto di L'Avana - ha incontrato il Patriarca di Mosca e di tutte le Russie Cirillo I (Kirill I), tappa della sua missione in Messico e Stati Uniti.

Il papa che è riuscito a riportare ufficialmente la libertà religiosa nell'isola comunista è stato nel gennaio 1998 Giovanni Paolo II (Karol Wojtyla, nella foto ricevuto dall'allora presidente Fidel Castro), alla vigilia della sua storica visita che fu preceduta dal ripristino, fra l'altro, delle festività natalizie del 1997. I cubani ricominciarono ad andare in massa nelle chiese cattoliche (mai chiuse dal regime) e le messe dovevano essere tenute anche con megafoni all'aperto perché non tutti i fedeli riuscivano a stare dentro. Fidel Castro, nonostante i suoi studi nella scuola dei gesuiti come il fratello Raul Castro (oggi presidente), con la conversione della Rivoluzione cubana in "socialista", passò dal nazionalismo al comunismo e all'ateismo, come si conveniva ai regimi comunisti. La Chiesa cattolica rappresentava una minaccia "politica" per il regime castrista, più tollerante verso la Santeria, il sincretismo religioso (yoruba africano-cattolicesimo, nella foto a destra) molto praticato nell'isola caraibica (e diffuso anche in Brasile col nome di Candomblé), soprattutto dalla popolazione nera. I bianchi, d'origine spagnola, sono più inclini alla cattolica. Il sincretismo religioso in America latina nasce dal fatto che spagnoli e portoghesi costrinsero gli schiavi africani a convertirsi alla religione cattolica. Molte etnie si convertirono senza problemi; altre, come i neri Yoruba, più ribelli, facevano finta di pregare i santi cattolici davanti alle loro icone, in realtà continuarono a venerare di nascosto le proprie divinità animiste. Per questo che nella Santeria cubana a ogni santo cattolico (Gesù Cristo e Madonna compresi) corrisponde una divinità yoruba. 

 

 

 

e-max.it: your social media marketing partner

 

JT Fixed Display

 

=