Consolati "Nessuna banca dati soci di associazioni italiane all'estero"

 

"Nessuna banca dati contenente i nominativi dei membri delle associazioni italiane all’estero sarà creata presso gli uffici consolari". La rete consolare s'è affrettata a tranquillizzare quanti hanno espresso perplessità, rispetto alla richiesta del nominativo dei soci per il monitoraggio delle associazioni italiane all’estero avviato dai Consolati.

Ciò anche in vista delle imminenti elezioni dei Comites, i comitati di rappresentanza degli italiani all'estero che, per legge, curano i rapporti di ogni tipo fra gli italiani e i rappresentanti diplomatici. Perplessità manifestate anche in alcune interrogazioni che parlamentari eletti all’estero hanno rivolto al ministro Emma Bonino. l Comites, lo ricordiamo, sono organi di "rappresentanza degli italiani all'estero nei rapporti con le rappresentanze diplomatico-consolari", recita la legge istitutiva 286/2003, nei paesi dove ci sono più di tremila cittadini italiani. I paesi dove ci sono fino a centomila elettori attivi (ai sensi della legge elettorale per gli italiani all'estero) si eleggono nei Comites 12 compomenti, che salgono a 18 per i paesi con più di centomila italiani. Non sono elettori attivi e passivi gli italiani che hanno perso o non hanno mai chiesto chiesto la cittadinanza, che, però, tramite le associazioni di italiani, appunto, eleggono per cooptazione un numero pari a un terzo dei 12 o 18 membri effettivi che li rappresenta nei Comites. Le associazioni che eleggono gli stranieri di origine italiana sono quelli riconosciute dai consolati, previa anzianità di costituzione di almeno cinque anni. Ne bastano solo tre, invece, per essere iscritte nell'Albo regionale della Regione Abruzzo o addirittura zero se si è prime associazioni in paesi dove non ve ne sono, come recita la riforma regionale 43/2012 della 47/2004. Iscrizione sempre previo nulla osta consolare, per poi eleggere nel Cram (la consulta regionale) il proprio rappresentante. Sarebbe, pertanto, necessario più armonia fra le leggi nazionali e regionali in merito al riconoscimento e iscrizione delle associazioni d'italiani che, per esempio e giustamente, nel caso di quelle abruzzesi possono essere costituite da italiani e stranieri di origine italiana, discendenti compresi anche per solo padre o madre. Urge una norma nazionale che disciplini in maniera omogenea il riconoscimento e la disciplina a cui sono tenute le associazioni d'italiani all'estero nei confronti dello Stato e delle Regioni, soprattutto perché queste ultime non riescono ad avere una banca dati dei propri corregionali all'estero, condizione indispensabile per le comunicazioni formali che oggi sono delegati solo ai rappresentanti Cram o presidenti dei sodalizi iscritti. Ma per far sì che ciò diventi realtà è necessaria, appunto, una riforma, perché oggi i consolati non ne vogliono sapere di collaborare con le Regioni che volessero avere una propria banda dati. Ci provò l'Abruzzo nella scorsa legislatura per volontà dell'ex assessore e presidente Cram Donato Di Matteo che iniziò a creare la banca dati abruzzesi nel mondo ma solo grazie a una parziale collaborazione dei Comuni (elenchi Aire) perché i consolati risposero picche trincerandosi dietro le legge sulla privacy, nonostante la stessa dica che fra enti pubblici, per motivi di pubblica utilità, ci si possono scambiare dati personali. Ecco perché oggi i consolati si affrettano a chiarire che non verranno create banche dati delle associazioni riconosciute, precisazione non dovuta perché i consolati, come tutti gli enti locali che hanno a che fare con servizi demografici, sono liberi di fare ciò che ritengono opportuno per l'esatta conoscenza dei cittadini residenti all'estero, stranieri d'origine compresi, visto che sono comunque riconosciuti come "italiani" dalle regioni e gli stessi Comites, godono di contribuzione economica per servizi e possono riotttenere la cittadinanza per sé o i propri discendenti, in qualsiasi momento.

"I consolati - prosegue la nota diplomatica di chiarimento - si limiteranno a prendere visione della consistenza numerica degli associati, dandone atto in una nota da inserire nel relativo fascicolo agli atti che specifichi il numero di soci italiani accertati, e restituiranno la relativa documentazione, che sarà pertanto prodotta al solo fine della verifica dei requisiti per l'iscrizione nel database delle associazioni. Le associazioni ad esplicito carattere religioso, filosofico, politico o sindacale, e quelle che abbiano una connotazione etnica o razziale (versandosi in un'ipotesi di 'dati sensibili' ai sensi del Codice in materia di protezione dei dati personali) – viene chiarito – dovranno presentare personalmente l'elenco degli associati, ai fini dell'iscrizione, assicurandosi così che nessuna copia ne sia fatta per gli atti della Sede consolare". Quindi, si precisa che "sono le associazioni a essere obbligate al rispetto delle normative 'locali' (quindi del paese straniero dove operano, ndr) sulla protezione dei dati personali, poiché depositarie dei registri degli iscritti e pertanto responsabili per la conservazione e il trattamento degli stessi".

Fra i componenti abruzzesi dei vari Comites nel mondo ricordiamo Elio Carrozza (Belgio, foto sopra) che è anche il segretario generale della Conferenza generale italiani all'estero (altro organismo di rappresentanza, però a Roma) e Franco Santellocco (foto a destra), presidente del Comites di Algeri, componente Cgie e vicepresidente del Cram. Della Consulta abruzzese, sono nei Comites anche Levino Di Placido (Charleroi, Belgio), Francesco De Santis (Lussemburgo), Giovanni Scenna (Mar del Plata, Argentina), Rita Blasioli, presidente del Comites di San Paolo del Brasile. Illustri abruzzesi sono anche il senatore pdl Antonio Razzi (Comites di Lucerna, Svizzera) e l'ex presidente della Federazione associazioni abruzzesi del Venezuela, Francesco Michelangelo (Caracas). Armando Pizzuti è il presidente del Comites di Montevideo (Uruguay). Faceva parte del Comites di Maracaibo (Venezuela), anche Giovanni Margiotta, scomparso l'anno scorso, presidente della Fedrazione associazioni abruzzesi del Venezuela, papà del consigliere Cram Johnny.

 

e-max.it: your social media marketing partner

 

JT Fixed Display

 

=