Volo Toronto-Pescara, Di Ianni: "In Canada turismo si promuove a scuola"

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“Se c’è il cliente c’è il servizio, se non c’è il cliente non c’è il servizio”: è il primo commento di Angelo Di Ianni, consigliere canadese del Cram, la consulta degli abruzzesi nel mondo, nel rispondere alla nostra domanda del perché, secondo lui, il volo Toronto-Pescara della Air Transat è stato soppresso e mai riattivato. Il tema è tornato di attualità nei giorni scorsi, “forse qualcuno l’ha tirato apposta fuori in campagna elettorale”, pensa Di Ianni, che vive ad Hamilton, vicino Toronto, dove è stato direttore dell’Educazione di tutte le scuole cattoliche dell’Ontario e provveditore agli studi di tutte le scuole, anche laiche, dello Stato canadese. Originario di Villetta Barrea (L’Aquila), Di Ianni (foto d'apertura) è emigrato in Canada nel 1956, dove si è laureato in Psicologia. Suo fratello Larry è stato sindaco di Hamilton, eletto nel 2003, la prima volta di un italiano e di un non anglosassone. Di Ianni è senza dubbio il consigliere più autorevole (oltre che fra i più longevi) del Cram dal punto di vista “politico”, anche se il Cram che si appresta a concludere la sua legislatura è stato quello più umiliato nella storia: cinque anni interi senza avere nemmeno un euro in bilancio, solo i pochi denari necessari per riunire la Consulta almeno una volta all’anno, come previsto dalla legge. “Sì, è vero la Regione ci scrisse”, ricorda il consigliere italo-canadese, riferendosi a quanto dichiarato da Lucio Laureti (foto a destra), che rispondendo alla signora Vilma Mancini sul "Il Centro", raccontò di un interessamento della Regione verso le associazioni di abruzzesi per salvare il volo soppresso, che ha costretto i canadesi ad atterrare su Roma, per venire in Abruzzo o nelle altre regioni limitrofe.  “Finì, però, lì – prosegue (ormai era troppo tardi) – Noi abbiamo operato molto all’inizio per promuovere il collegamento” che registrava il tutto esaurito ogni stagione estiva, fino al 2011, l’anno prima dello stop. La Regione, secondo Di Ianni, poteva fare di più, come “pubblicità all’estero o per attrarre ‘soci’ nell’iniziativa, creare pacchetti turistici completi, per esempio, di ingressi gratuiti a musei e altre cose capaci di attrarre i giovani, come fanno tante altre istituzioni pubbliche nel mondo. In Canada diversi tour operator sono di origine abruzzese e, per quel che mi compete, qui si fanno molte iniziative turistiche con le scuole perché presidi e docenti hanno molta influenza sui giovani, sulle loro vacanze”.

Ha ragione Tiziana Mergiotti dell’incoming Vivere l’Italia by Turismo e Dintorni, che garantisce in servizi a terra di Air Transat, quando ha parlato di pacchetti estensibili anche al vicinissimo mercato Usa con cui confina l’Ontario: le cascate del Niagara sono fra Canada e Stati Uniti “e molti americani di Buffalo vengono a Toronto per volare a New York o Los Angeles – ha concluso Di Ianni - così come per uscire dal Paese”. Se si è raggiunto l’obiettivo a Pescara di attivare un volo Mosca-Pescara con relativi pacchetti turistici in Italia e Russia a maggior ragione bisogna lavorare per ripristinare l’unico volo intercontinentale che aveva l’aeroporto di Pescara, per collegare una regione che nella sola Toronto ha 80mila abruzzesi (la seconda città dell’Abruzzo dopo Pescara, per intenderci) e 800mila italiani, oltre quelli del Canada e Stati Uniti. Puntare sugli italiani all’estero, giovani compresi, soprattutto laddove sono numerosi è il primo obiettivo che deve avere un aeroporto in crisi per non morire. Le consulte degli emigrati servono alle Regioni anche per questo: l'hanno capito all'Expo 2015 che punta sugli italiani nel mondo per il suo successo.

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