Festa multietnica dalla Allegrino: "Bello sentirsi ovunque a casa propria"

 

Stasera (sabato 17 maggio) dalle ore 19 alle 24, il nostro editore Antonella Allegrino, candidata indipendente per il Pd al Consiglio regionale d’Abruzzo, ospiterà la cittadinanza multietnica (stranieri e italiani) al suo Comitato elettorale di via Italica 7 – Pescara. Sarà una serata multietnica anche nella cucina e nella musica, sia live sia mixata. La festa è stata comunicata dalla Allegrino ai rappresentanti delle varie comunità di immigrati ed emigrati presenti a Pescara e provincia, riuniti in assemblea alcuni giorni fa (foto). L’incontro con la comunità straniera (albanesi, brasiliani, burundi, cubani, dominicani, eritrei, filippini, iraniani, libanesi, nigeriani, pakistani, senegalesi, serbi e venezuelani), fra cui anche rappresentanti delle comunità italo-brasiliana e italo-venezuelana che sono allo stesso tempo sia immigrati sia figli di emigrati di ritorno, è stato chiesto dalla Allegrino ai vari rappresentanti del mondo dell’immigrazione con la collaborazione di Patrick Guodabia, responsabile Cgil immigrazione Abruzzo. “L’immigrazione è legata alla politica – ha esordito Guodabia – perché è la politica che decide tutto. Ho deciso di sostenere Antonella, mettendoci la faccia, perché è da sempre persona sensibile ai nostri problemi”, riferendosi al suo impegno sociale con la onlus Domenico Allegrino che, fra l’altro, garantisce assistenza sanitaria alle famiglie in difficoltà, immigrati compresi. “Antonella è pure sposata con uno straniero”, ha rivelato il responsabile immigrati della Cgil, indicando e presentando il marito Joseph Mouawad, medico nefrologo libanese, direttore sanitario del poliambulatorio oltre che ospedaliero (nella foto sopra, la famiglia italo-libanese). Guodabia ha aggiunto che urge la riforma della legge regionale sull’immigrazione, “che non ha mai funzionato”, augurandosi che la riforma porterà l’Abruzzo a essere almeno per un settore modello per le altre regioni.

La Allegrino, citando Mahatma Gandhi, ha detto che in democrazia nessun fatto si sottrae alla politica. “Sono molto orgogliosa di essere moglie di mio marito – ha sottolineato la candidata del Pd – di aver incontrato una cultura diversa dalla mia. I miei figli si sentono sia italiani sia libanesi, si sentono cittadini del mondo, che è la cosa più bella, come è bello se tutti si possono sentire come a casa propria ovunque nel mondo”. Delle tremila prestazioni sanitarie l’anno che il poliambulatorio “Allegrino” garantisce “il 25% riguarda gli immigrati” ha rivelato la presidente della onlus famosa anche per gli orti urbani a Pescara. Il dibattito finale ha posto alla Allegrino le problematiche più comuni che gli stranieri hanno in Italia, “paese dell’immigrazione tardiva” rispetto ad altre nazioni d’Europa “dove l’Italia non si fa sentire abbastanza”. Positivo l’intervento di chi, avendo acquisito la cittadinanza italiana “non si sente più immigrato”. Il razzismo è, però, ancora forte ma viene da “persone culturalmente limitate”. I “buoni e i cattivi sono in ogni comunità”. Il problema, ha concluso Guodabia è quando “il razzismo è istituzionale. Per questo c’è bisogno che alla Regione vada gente come Antonella Allegrino”.

 

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