I piccoli aeroporti in crisi rinascono se investono sugli italiani nel mondo

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La scorsa settimana Vilma Mancini, una degli oltre 80mila abruzzesi od 800mila italiani che vive a Toronto (Canada), ha lamentato al quotidiano "Il Centro" il fatto che già da due anni non c’è più il volo diretto Toronto-Pescara, l’unico intercontinentale che atterrava allo scalo abruzzese. “Ora che ci sono le elezioni – scrive la signora – sarebbe il momento di portare avanti la discussione sull’aeroporto di Pescara - scrive nella lettera pubblicata dal direttore del quotidiano Mauro Tedeschini - Il 25 maggio 2012 ho spedito una lettera alle varie autorità abruzzesi per far capire perché troncare questa linea” ha creato “disagi non solo per i passeggeri, ma anche sull’economia abruzzese. Su otto destinatari, solo due mi hanno risposto”. Per gli abruzzesi del Canada “atterrare a Pescara era un po’ come arrivare dentro casa. Molti emigrati mantengono la doppia cittadinanza e hanno diritto a votare in Italia, ma adesso devono arrivare su Roma e questo aumenta lo stress del viaggio”, trattandosi perlopiù di anziani. “A Pescara i negozianti dicono che annullare il volo da Toronto è stata una perdita. A dicembre scorso ho visto tanti negozi chiusi: che tristezza”. I negozi a Pescara chiudono per la crisi e per i troppi cantieri elettorali che hanno stravolto pure il traffico ma certamente i turisti estivi aiutavano non poco l’economia locale. Alla signora italo-canadese ha risposto il giorno dopo Lucio Laureti, presidente della Saga: “Quando atterrava l’airbus, mi raccontano, lo scalo, i trasporti, il parcheggio, le attività dentro e fuori l’aeroporto ne traevano un gran vantaggio”. Laureti precisa: “Non ero presidente della Saga, ma ho vissuto quando la compagnia aerea Air Transat ha deciso improvvisamente e senza preavviso di cancellare il volo già programmato per il 2012 - prosegue - Le prenotazioni del volo Toronto-Pescara non stavano andando bene, per cui Air Transat l'ha cancellato, ritenendo che il Toronto-Roma potesse sopperire alla domanda dei canadesi. Che cosa potevamo fare? Abbiamo interpellato la compagnia aerea, la Regione che si è attivata a contattare le associazioni degli abruzzesi in Canada. Negli anni si stava esaurendo il flusso di emigrati che tornavano”. Laureti pensa che “la Saga da sola non abbia possibilità di riaprire la trattativa con Air Transat o altra compagnia. Credo, però, che certi risultati si possano raggiungere solo se si aggregano interessi e sforzi da parte di tutti: Regione, Camere di commercio, associazioni di emigrati. Se tutti insieme incontriamo la compagnia aerea e ognuno farà la propria parte, allora ci si potrà riuscire”. Chi scrive si occupò del problema per il settimanale "Pescara Pescara", chiedendo lumi a Tiziana Mergiotti di Vivere l’Italia by Turismo e Dintorni, la società che gestisce i servizi a terra per Air Transat: “Non ci sono più le prenotazioni che c’erano in passato – spiegò il tour operator leader nell'incoming in Abruzzo, per - mancanza di pubblicità e marketing in Canada e qua da noi, mai fatti tranne qualche nostra piccola iniziativa. Servivano pacchetti turistici con i voli, qua e là. Per l’Abruzzo, doveva entrare in gioco la Regione che ha finanziato e sostenuto voli verso l’Est Europa o compagnie tipo On Air, rivelatisi investimenti fallimentari. Il Toronto-Pescara è andato bene per via del solo traffico degli emigrati ma trattandosi di anziani era destinato a ridursi nel tempo. Figli e nipoti non hanno lo stesso legame con l’ Abruzzo, tranne se coinvolti con iniziative mirate. Toronto confina con gli Stati Uniti per cui si poteva abbinare anche il mercato Usa. Auratour aveva l’Abruzzo nel catalogo Italia, cancellato per il terremoto, altro capitolo su cui la Regione ha sbagliato tutto, creando a noi operatori problemi dai quali ci stiamo riprendendo con difficoltà e da soli. Spero che questo volo venga ripristinato – era l’augurio di allora della Mergiotti, anche lei figlia di emigrati in Svizzera, dov'è nata – perché il Canada è un ottimo bacino: sono turisti che fanno minimo 15 giorni di vacanza, così come tutti gli altri paesi a forte presenza italiana, sia nel bacino continentale, tipo Svizzera e Nord Europa, sia intercontinentale come Usa, Argentina, Brasile, Australia e Venezuela”. L’aeroporto di Pescara è in crisi per vari motivi. Gli unici voli internazionali non stagionale sono quelli low-cost garantiti dalla Ryanair. Da giugno partirà il volo Mosca-Pescara della compagnia russa Ural airlines che abbinerà pacchetti turistici sia per la Russia (Intourist) sia per l'Italia (Gartour). Ci auguriamo che i problemi aeroportuali abruzzesi siano risolti dalla prossima amministrazione regionale (l'Abruzzo va al voto il prossimo 25 maggio): quella uscente ha dimostrato totale disinteresse anche per gli abruzzesi nel mondo. I più feroci attacchi al presidente uscente e ricandidato Gianni Chiodi, che ha attaccato gratuitamente e a sorpresa il Cram (la consulta degli emigrati regionale) lo scorso gennaio, sono giunti proprio da Toronto.

 

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