Dopo "La Zanzara" con Siffredi, Razzi "propheta in patria" al Samboa

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Reduce dalla migliore performance di tutti i tempi a “La Zanzara” su Radio24, in cui ha duettato con “l’altro abruzzese più famoso nel mondo”, Rocco Siffredi, il senatore Antonio Razzi è stato ospite al Samboa di Pescara vecchia, storico locale brasiliano di Stefania Di Blasio e Tony SantacroceLa “fenz” (dal vocabolario razziano) pescarese è stata omaggiata da Razzi con la t-shirt “Te lo dico da amico, fatti li cazzi tuoi”, subito indossata dalla Di Blasio per farsi immortalare (foto) con l’illustre ospite che ormai passa più tempo in tv, radio e interviste a riviste patinate che in Parlamento. “Solo in Abruzzo, Tv6 a parte, non m’invita mai nessuno” s’è lamentato il senatore forzista che, come se non bastasse la parodia fissa di Maurizio Crozza, ora è diventato un mito internazionale pure per la foto (sotto) del suo matrimonio in cui sfoggia una foltissima capigliatura anni 70 da fare invidia alle più grandi rock-star. “M’hanno detto al 'Corriere della Sera' che è stata l’immagine più cliccata della storia del giornale online, oltre un milione e mezzo di volte”, ha rivelato Razzi. Eppure “nemmeno i sindaci della mia Giuliano Teatino m’invitano: né quello di destra né quello di sinistra”, lamenta l’ex operaio emigrato in Svizzera dal comune nel Chietino quando aveva 17 anni. Ma, si sa, “nemo propheta in patria”.

La Di Blasio ha fatto i complimenti a Razzi sulla sua proposta di legge per regolamentare l’esercizio della prostituzione, rivelando al parlamentare, che vive a Pescara: “Quando corso Manthoné era via principale della vecchia città, la parallela via delle Caserme era invece la strada del piacere per gli uomini, piena di case chiuse. Dove ora si trova il Samboa – prosegue la titolare del locale - c'era un forno e al piano di sopra una signora, sempre affacciata con i suoi enormi seni, aspettava i clienti. Sempre in via delle Caserme, subito dopo il giardino della casa di Gabriele D'Annunzio, si trovava un altro tra gli ultimi bordelli chiusi nel 1958 con la legge Merlin, segnato con un grande cerchio che diversi anni fa il pittore Franco Summa valorizzò in opera d'arte di cui, però, s’è persa traccia”. Sono ricordi trasmessi alla titolare del primo club di Pescara vecchia, aperto nel 1992, “da quegli artigiani storici che sono stati ‘cacciati’, nel vero senso dalla parola, dal centro storico” per fare spazio ai tanti (troppi, oltre 90) locali notturni di oggi che hanno rovinato la serenità del bel quartiere d'un tempo. Oggi al centro storico regna l’insicurezza d’inverno (per via degli esercizi che vendono i cicchetti alcolici a un euro) e la desertificazione d’estate, favorita da una sbagliata politica amministrativa che ha trasferito gli spettacoli sulla riviera (molto frequentata, anche senza show) abbandonando il quartiere che fino a qualche anno fa era pure portato come esempio di movida notturna dai media nazionali. “Magari, visti i degradanti risultati in termini economici e di ordine pubblico, di certo non per colpa nostra – conclude la Di Blasio - se la legge Razzi sarà approvata, Pescara vecchia sarebbe meglio riportarla all'origine! Meglio delle sane notti di sesso a pagamento che droga e alcool scadente ai minori".

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