Abruzzo, le 'Valigie di cartone' andate in Argentina, Messico, Sudafrica e Usa

di Goffredo Palmerini (segue)Attualmente a Castel del Monte la storia della pastorizia e della transumanza è raccontata dal Museo omonimo, come pure dal Museo dell’Arte della Lana, mentre tre altri piccoli musei raccontano la cultura materiale e contadina. Ma soprattutto la pastorizia abruzzese è oggi rappresentata dall’annuale Rassegna degli ovini a Fonte Macina di Campo Imperatore, promossa dalla municipalità.

La storia dell’emigrazione, invece, ha trovato un’antesignana in Lina Petricola (terza da destra nella foto d'apertura), emigrata in Francia, che dieci anni fa, tornata al paese natale organizzò, con la collaborazione del Comune, la prima "Festa dell’Emigrante". Nel 2012 la manifestazione si arricchì con il Premio “La valigia di cartone”, organizzato dal Comune, grazie al forte impulso del sindaco Luciano Mucciante e dell’assessore Caterina Bernardoni. Da allora ogni anno si tributa il riconoscimento a personalità che all’estero onorano la terra d’origine o che in patria dedicano particolare attenzione all’emigrazione italiana e alla sua storia.

Straordinario e infaticabile coordinatore del Premio è Geremia Mancini, già sindacalista di rango nazionale, ma soprattutto appassionato studioso dell’emigrazione abruzzese, ricercatore attento delle storie che ne costituiscono l’epopea, ora raccolte insieme ad altre nella trilogia Abruzzo, Stars&Stripes, di cui sono usciti i primi due volumi - autori Generoso D’Agnese, Dom Serafini e lo stesso Mancini - per i tipi di Ricerche & Redazioni.

Il Premio, quest’anno, è alla sua ottava edizione. Chi scrive è venuto per assistervi. L’evento, come di consueto, si tiene nel teatro “Francesco Giuliani”. Nel corso degli anni ha insignito personaggi di caratura nazionale e internazionale. La cerimonia ha inizio appena dopo le 11, con l’intervento di saluto della Bernardoni, cui è seguita la relazione introduttiva di Mancini, che del Premio ha riassunto le più significative presenze nel corso delle edizioni precedenti, prima d’illustrare, con la collaborazione di D’Agnese, giornalista e saggista del fenomeno migratorio, le biografie degli insigniti.

Dapprima però la consegna di tre riconoscimenti speciali: alla Petricola per aver dato impulso alla "Festa dell’Emigrante", e a Vittorio Mastrangelo (nella foto qui sopra a destra, presentato dalla Bernardoni), scienziato e docente all’Università di Parigi (Francia), entrambi nativi di Castel del Monte; infine al parroco Josep Mazola Aynepa, d’origine congolese.

E’ quindi iniziata la consegna delle targhe del Premio “La valigia di cartone”, conferito per il 2019 a Maurizio Mariano (Sudafrica), Paolo Di Francesco (Messico), Berenice Rossi (Argentina), Anthony Molino (Stati Uniti), Pierluigi Spiezia e Stefano Monticelli, che non ha potuto essere presente. Quelle che seguono, in estrema sintesi, sono le biografie degli insigniti che, con parole e testimonianze molto toccanti, hanno ciascuno ripercorso la propria storia d’emigrazione.

Maurizio Mariano, 55 anni (nella foto a sinistra, fra la Bernardoni e Mancini), è nato a Johannesburg da genitori entrambi abruzzesi, padre di Fallo (Chieti) e madre di Villa Santa Maria (Chieti). Avvocato di successo, gestisce cinque studi legali, di cui uno nella capitale Pretoria. E’ uomo di spicco in Sudafrica, dove ha iniziato nel 2002 a fare politica nelle file dell’African national congress. E’ stato stretto collaboratore di Nelson Mandela, presidente del Sudafrica e Premio Nobel per la Pace.

Del grande uomo politico sudafricano (con l'avvocato abruzzese nella foto a destra), nell’intervento di ringraziamento per il Premio ricevuto, Mariano ha tracciato un ricordo personale, illustrando i valori profondi del pensiero politico e sociale di Mandela. Con Mariano erano presenti il sindaco di Fallo, Alfredo Salerno, e il consigliere comunale Annarita Di Paolo (seconda da sinistra nella foto del premio). Chi scrive conobbe Mariano nel settembre del 2007, in Sudafrica. Quell’anno si tenne là, a Johannesburg, il Meeting annuale del Consiglio regionale abruzzesi nel mondo (Cram) di cui ero uno dei componenti (nell'ultima foto in fondo*). Mariano, con l'Associazione abruzzese di Johannesburg, fu uno degli esponenti che contribuì alla perfetta organizzazione dell'evento, insieme al presidente dell'Associazione, Carmine Angelucci, e a Mario Di Cicco, consigliere del Cram. Mariano coordinò l’agenda degli incontri che il Cram ebbe con rappresentanti del governo e con altre istituzioni sudafricane, a Johannesburg e Pretoria.

Paolo Di Francesco, imprenditore e docente (nella foto a sinistra, riceve il premio). Emigrato da Atessa (Chieti) nel 1985, in Messico a Monterrey, capitale industriale ed economica del grande paese centroamericano, è presidente della "Dante Alighieri" di quella città. Insegna italiano alla Dante e all'Istituto tecnologico y de Estudios Superiores, una delle università di Monterrey. Da quasi 30 anni Di Francesco organizza programmi di scambio culturale per giovani tra l'Italia e il Messico. E’ inoltre impegnato con diverse imprese commerciali e industriali, per facilitare i loro rapporti con l'Italia. E’ stato addetto culturale del Consolato italiano a Monterrey e segretario generale della Camera di Commercio italiana in Messico. Notevoli le sue iniziative per la promozione della lingua italiana, ma soprattutto l'impegno, realizzato in collaborazione con l'Università di Monterrey, nella formazione professionale di giovani che ogni anno, dopo aver imparato l'italiano, vengono in Italia (e in Abruzzo) a formarsi in seno a fabbriche con alto contenuto tecnologico e in forte innovazione.

 

Berenice Rossi, docente e saggista del fenomeno migratorio italiano in Argentina, il Paese dove vive.

La Rossi (nella foto a destra, con i due coordinatori del Premio), in particolare, ha condotto sul campo un'approfondita ricerca sull’emigrazione abruzzese, poi pubblicata, indagando con interviste in seno alla costellazione dell'associazionismo abruzzese, che è diffuso su tutto il territorio del grande Paese latinoamericano.

L'Argentina, infatti, che ha la più alta incidenza di oriundi italiani (circa il 50% della sua attuale popolazione di oltre 45 milioni d'abitanti), conta anche una numerosa comunità abruzzese, con le presenze più significative nelle province di Buenos Aires, Santa Fe, Cordoba, Entre Rios e Neuquen.

La Rossi ha nel suo intervento richiamato l’importanza di inserire nei programmi delle scuole la storia dell’emigrazione italiana.

 

Anthony Molino, nato nel 1957 a Philadelphia (Stati Uniti), è psicologo, antropologo e traduttore. Da quasi 25 anni vive in Italia, tra Vasto e Pescara. Psicoanalista di formazione anglo-americana, ha conseguito il Ph.D. in Antropologia alla Temple University di Philadelphia. E’ anche membro della National association for the advancement of psychoanalysis (New York, Usa) e della Site for contemporary psychoanalysis (Londra, Regno Unito). In Italia ha pubblicato i seguenti libri: "Liberamente associati" (Astrolabio, 1999), "Psicoanalisi e buddismo" (Cortina, 2001), nonché due volumi di cui è co-curatore: "La vitalità degli oggetti" (Borla, 2007), e "Tra sogni del Buddha e risvegli di Freud" (Arpanet, 2010). Pluri-premiato traduttore di letteratura italiana, Molino ha pubblicato, per importanti case editrici americane, otto libri di traduzioni nonché commedie di Manlio Santanelli e Eduardo De Filippo, di cui ha reso in inglese “Natale in casa Cupiello”. Molino ha raccontato, con commozione, la storia dei nonni abruzzesi emigrati a New York. La nonna vi emigrò nel 1929, rimanendo vedova dopo appena sei mesi dall'arrivo negli States, per la morte sul lavoro di suo marito, mentre aveva due figli in tenera età.

Pierluigi Spiezia, giornalista e direttore responsabile della nostra testata web Ilmondo.tv (nella foto a destra, al microfono durante la premiazione). Attento al fenomeno migratorio italiano, Spiezia è componente dell’Osservatorio regionale dell’Emigrazione ed è stato collaboratore del Cram, seguendo negli ultimi 12 anni tutte le missioni e le annuali adunanze dell’organismo rappresentativo delle comunità abruzzesi nel mondo.

Assente giustificato da premiare Stefano Monticelli, (nella foto qui sotto a sinistra, inviato nel suo Abruzzo da Roma, su un tipico trabocco della costa teatina), giornalista del "Gambero rosso channel" e in passato di Mediaset e delle emittenti tv abruzzesi Telemare e Rete8.

Anche questa ottava edizione del Premio “La valigia di cartone”, brillantemente condotta da Mancini, presidente onorario dell’Associazione “Ambasciatori della fame”, non ha mancato di offrire spunti di riflessione e testimonianze, sulla scorta di esemplari vite vissute dentro e intorno all’emigrazione italiana. La splendente giornata nell’incantevole borgo di Castel del Monte, tra le suggestioni del prezioso centro storico intricato di viuzze, scalette, archi e case di pietra indorate dal sole, ha regalato agli insigniti e agli ospiti intervenuti all’evento non poche emozioni, in un angolo d’Abruzzo davvero assai ricco di bellezze architettoniche, artistiche e naturali.

 

 

 

 

 

* Nell'ultima foto qui a destra, l'ex presidente del Cram Donato Di Matteo, parla alla platea dei consiglieri e ospiti della riunione sudafricana del Cram Regione Abruzzo 2007. Palmerini è il terzo da destra, preceduto da Mariano a Giuseppe Tagliente, ex consigliere regionale e del Cram. A destra di Di Matteo, l'ex senatore Antonio Razzi, all'epoca deputato e consigliere Cram per la sua Svizzera. Primo a sinistra in prima linea, Carmine Angelucci, presidente dell'Associazione abruzzesi del Paese africano.

 

 

 

 

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