Ricardo Merlo: 'Ora sì che c'è una politica per gli italiani all'estero'

Brexit, preparativi per il voto per le europee all'estero, un mini-bilancio di otto mesi al lavoro e soprattutto costante mobilitazione per il Venezuela: il senatore italo-argentino Ricardo Antonio Merlo (nella foto a sinistra), sottosegretario di Stato agli Esteri e Cooperazione internazionale, rivendica: "Ora c`è una politica per gli italiani all`estero". Con la Brexit, giunta ad un nuovo rinvio al 31 ottobre, ma senza un accordo risolutivo in vista, "il problema fondamentale è l`incertezza, incertezza che si trasmette dal governo della Gran Bretagna a tutti i cittadini - dichiara Merlo in una intervista all'agenzia di stampa Askanews - Veramente loro non sanno come andare avanti in questa fare e si crea un clima di grande nervosismo tra i cittadini. Noi noi abbiamo fatto un decreto, che prevede i fondi necessari per proteggere soprattutto le questioni consolari, ci saranno 30 unità in più nel consolato di Londra, rafforzeremo quello di Edimburgo e poi riapriremo il consolato di Manchester, chiuso nel 2014. Questo è uno sforzo grande, prova che ora c`è una politica per gli italiani all`estero".

Ma si farà questa Brexit? "Se si fa o non si fa è un problema del governo britannico. Noi agiremo per proteggere i nostri connazionali". 

Uno dei nodi da sciogliere riguardo la Brexit è se la Gran Bretagna parteciperà o meno alle elezioni europee di fine maggio. Di certo potranno farlo i nostri connazionali residenti nel Regno Unito. E nei preparativi per questo voto "tutto procede normalmente - assicura Merlo - potranno votare tutti nei consolati come per le precedenti elezioni, noi come ministero degli Esteri esteri abbiamo messo in campo tutte le misure necessarie: chi vuole votare si rivolge ai consolati e vota".

Presidente e fondatore del Movimento associativo italiani all`estero (Maie, primo partito in Sudamerica), Merlo rivendica un primo bilancio positivo per il governo di cui fa parte, anche se l'opposizione del Partito Democratico la pensa diversamente. "Ancora non è passato un anno, io ho iniziato lo scorso 14 giugno, comunque io, come nel calcio, valuto in base ai risultati. E quindi: 50 milioni di euro per la promozione della lingua e la cultura italiana, un record assoluto, mai nella storia era stata stanziata tale cifra. Poi 350 nuove unità per i consolati all`estero, che saranno assunti dal Ministero degli Esteri, ed erano 20 anni che non si faceva una cosa del genere. Poi stiamo riaprendo dei consolati, costruiremo un nuovo consolato a Montevideo (Uruguay), dove il precedente governo aveva chiuso il consolato e lì vivono 150mila persone. Inoltre riapriremo il consolato di Manchester, stiamo anche migliorando altre sedi consolari: questo significa fare una politica per gli italiani all`estero e questi sono i risultati in soli otto mesi". 

Quanto alla proposta di revisione costituzionale che implica anche il taglio dei parlamentari eletti all`estero e che alimenta proteste e tensioni tra i rappresentanti degli italiani iscritti all'anagrafe dei residenti all'estero, Merlo dichiara che "questa è una grande bugia: non si tratta di un taglio degli italiani eletti all`estero. Si tagliano i parlamentari, tutti. Il fatto è che noi abbiamo una percentuale di rappresentanti che non è quella che dovrebbe essere e lo dobbiamo alla legge Pd-Forza Italia votata nel 2001. La percentuale odierna è quella votata all`epoca dai Democratici di Sinistra e da Fi, che si chiamava Casa o Popolo delle Libertà. Loro hanno fatto questa legge. Questo taglio rispetta queste percentuali, non c`è un calo in percentuale. Però io credo che dobbiamo accrescere la rappresentatività degli italiani all`estero perché sono quasi cinque milioni, quindi questa percentuale votata da Fi e Pd deve per forza aumentare".

Eletto nella circoscrizione America meridionale, Merlo si occupa molto di Venezuela (nella foto a sinistra nella recente riunione in Ecuador del Gruppo di Contatto internazionale), Paese dove tanti nostri connazionali sono travolti da una crisi che sembra senza fine. "Noi - afferma - il governo italiano e la Farnesina, siamo molto legati ai nostri connazionali lì in Venezuela. Abbiamo aumentato fondi per la cooperazione, abbiamo mandato un milione di euro per comprare medicinali - è molto importante - e abbiamo speso circa 200mila euro per poi distribuire tra tutti gli italiani. E la posizione del governo italiano è molto chiara: noi non riconosciamo le elezioni dello scorso maggio, quindi non riconosciamo Nicolas Maduro. Il signor Maduro non è riconosciuto da noi come presidente del Venezuela. Sì, invece, riconosciamo l`Assemblea nazionale, che è l`istituzione parlamentare oggi la sola legittima in Venezuela". Peccato che il governo giallo-verde di cui Merlo fa parte non ha riconosciuto ufficialmente il presidente ad hinterim Juan Guaidò.

e-max.it: your social media marketing partner

 

JT Fixed Display

 

=