'Arcolai d'argento' a donne speciali abruzzesi. Edizione dedicata a Loredana Ranni

L'associazione "Ambasciatori della fame" di Pescara ha celebrato anche quest'anno la consegna dei premi "Arcolaio d'argento" a donne abruzzesi che si sono distinte e fatte riconoscere nel lavoro e nella vita. Sabato scorso l'evento, giunto alla 14ma edizione, è stato ospitato dalla sala "Figlia di Jorio" della Provincia di Pescara. Geremia Mancini, fondatore dell'associazione, ha ricordato che fra le prime ad essere premiata c'è stata la deputata dell'Assemblea costituente Memena Delli Castelli - docente e prima sindaca d’Italia - impegnata per la famiglia, le Pari Opportunità e l’alfabetizzazione insieme al maestro Alberto Manzi nella trasmissione televisiva andata in onda nell'Italia del dopoguerra “Non è mai troppo tardi”. 

Un programma che consentì a molte persone sparse in paesini italiani di conseguire la licenza elementare. 

In apertura sono state proiettate foto di alcune donne premiate nel passato, carrellata conclusa con più immagini della giornalista Loredana Ranni, scomparsa prematuramente lo scorso ottobre - pochi mesi dopo aver ritirato il premio 2018 (nella foto fra Mancini e l'ex presidente della provincia Antonio Di Marco). Alla Ranni è stata dedicata questa edizione del premio, alla presenza del papa Mario Ranni che visibilmente commosso ed emozionato, ha ricevuto un premio speciale da Mancini. L'ex segretario nazionale dell'Ugl ha fatto ricordare la Ranni al suo amico e collega Pierluigi Spiezia, nostro direttore, che s'è emozionato non poco pure lui nel ricordare l'amica scomparsa a soli 56 anni a Milano, dove lavorava a "Image" e "Io donna" supplemento del "Corriere della Sera".

Tra le premiate 2019 Maria Di Valerio (seconda da destra nella foto d'apertura di gruppo), rimasta vedova nel 1956 a soli 18 anni, a seguito della morte del marito avvenuta nella miniera di carbone di Marcinelle (Belgio) dove morirono 262 minatori fra cui tanti abruzzesi e suo marito Camillo Iezzi (nella foto d'epoca a sinistra, con la moglie) che emigrò dalla sua Serramonecesca (Pescara) insieme al fratello minore Rocco, pure lui ucciso dalla strage. Si salvò il fratello maggiore Geremia Iezzi, che quel tragico 8 agosto 1956 dell'incendio non andò a lavorare. La signora Maria rimase sola con una figlia di 14 mesi, Gemma, e un'altra che portava in grembo e nacque lo stesso giorno che si celebrarono i funerali delle vittime alla cattedrale di San Cetteo a Pescara. Alla neonata f dato il nome di Camilla, come quello del padre. Entrambe le figlie erano presenti sabato alla cerimonia.

Le altre donne premiate sono state: la scienziata Federica Di Nicolantonio (seconda da sinistra nella foto di gruppo e intervistata nel video qui a destra nella sede dell'Università di Torino dove lavora per l'Ircc); Giulia Basel (terza da sinistra), direttrice artistica e fondatrice del Florian Metateatro; la scrittrice Maria Teresa Giusti (terza da destra);

la fotoreporter Romina Remigio (quinta da sinistra); l'enologa e produtrice di vino Cristina Tiberio (prima da sinistra); la giornalista Rai Angela Trentini (prima da destra), che ha parlato del suo libro sulla "Speranza oltre le sbarre"; Barbara Coccagna (quarta da destra), avvocato e componente dello staff del presidente Raffaele Cantone all'Autorità nazionale anticorruzioneUn riconoscimento particolare è andato a Carla Tibonipresidente dell'Associazione "Ennio Flaiano", che ha saputo continuare e portare avanti in maniera egregia il lavoro svolto dal padre Edoardo Tiboni, fondatore dei Premi Flaiano (ricevuto l'anno scorso dalla Remigio, nella foto sotto a sinistra con la Tiboni).


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