Venezuela, console chavista a Milano Di Martino (abruzzese) brucia foto di Guaidò

Nei giorni scorsi all'ingresso di molti consolati del Venezuela nel mondo sono state appese durante la notte le fotografie del "presidente ad hinterim" Juan Guaidò, riconosciuto da molti paesi occidentali e ieri anche dal Parlamento europeo. Alcuni consoli lo hanno pure riconosciuto e qualche diplomatico si è persino rifiutato di obbedire all'ordine del presidente Nicolas Maduro di rientrare dagli Stati Uniti, a seguito della rottura delle relazioni diplomatiche.

Anche al Consolato di Milano la foto di Guaidò presidente, con tanto di fascia tricolore giallo-blu-rossa, è apparsa nella notte del 30 gennaio. Il console venezuelano Giancarlo Di Martino - italo-venezuelano e figlio di emigrati abruzzesi a Maracaibo, dove è stato pure sindaco ai tempi di Hugo Chavez, di cui era fedele amico - l'ha presa malissimo, è non appena giunto al piano e uscito dall'ascensore dell'edificio di corso Europa 5, è andato su tutte le furie.

Di Martino s'è fatto poi riprendere e ha pubblicato foto e video nel quale stacca la foto dal muro e la brucia, dando del "codardi" a chi aveva attaccato l'immagine nottetempo. "Questo è il destino che spetta a questo signore", aggiunge Di Martino mentre dà fuoco con un accendino alla foto staccata di Guaidò e chiede rispetto per l'entrata della "Repubblica bolivariana del Venezuela". In un altro video Di Martino si fa riprendere all'interno degli uffici mentre brucia un'altra immagine di Guaidò, evidentemente attaccata da qualche altra parte, sempre all'estero del Consolato. "Questo signore farà la fine che sta facendo ora: cenere. Chi si mette contro di noi fa la fine della cenere. Presidente del Venezuela? Nemmeno in sogno!".

 

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