Consolato a Barcellona (Spagna) scoppia da 11 anni, Schirò interroga ministro

Angelo Schirò, deputata del Partito Democratico eletta in Europa ha presentato un’interrogazione al ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi "per sapere quali misure urgenti s'intendano assumere davanti alla crescente preoccupazione per la capacità operativa del Consolato generale di Barcellona (Spagna) e in che tempi si preveda venga ripristinato integralmente l’organico esistente - scrive la giovane deputata residente in Germania - Chiedo, inoltre, di sapere se esistano prospettive concrete per un aumento del personale al fine di evitare inevitabili riflessi negativi sulla qualità dei servizi consolari offerti agli utenti".  


La questione del Consolato catalano che scoppia è vecchia di 11 anni: nell'aprile 2007 il nostro direttore Pierluigi Spiezia aveva allora lo stesso ruolo nel giornale "Abruzzo24ore.tv" , oltre che responsabile della comunicazione del Cram Regione Abruzzo. Accompagnò per una missione in Spagna l'allora onorevole Antonio Razzi, deputato e componente del Cram per la sua Svizzera. Razzi incontrò nella sede diplomatica italiana l'allora console generale Roberto Natali (nella foto qui sotto scatta nel Consolato sito in Carrer de Mallorca 270, è a sinistra con Razzi), diplomatico di origine abruzzese, oggi ambasciatore inviato della Farnesina nei paesi caraibici. Natali già allora ci disse che il Consolato necessitava di un adeguamento delle risorse per far fronte al notevole aumento dei cittadini italiani residenti in Spagna, sia quelli provenienti dall'Italia sia soprattutto i molti italo-sudamericani (argentini in testa e senza contare l'attuale esodo dei venezuelani). Italiani in molti casi oriundi, che una volta ottenuta la cittadinanza italiana, a causa delle situazioni socio-economiche nei loro paesi, decidono di trasferirsi in Spagna più che in Italia, per motivi linguistici e riconoscimento titoli di studio più facili. Oppure si trasferiscono e avviano in loco le pratiche per l´ottenimento della cittadinanza e del passaporto, in molti casi più rapido rispetto ai paesi di origine dove ci s'impiegano molti anni di più.

Sono passati 11 anni e oggi la Schirò denuncia l'insostenibilità di Barcellona (ma ce ne sono altre, come quella in Venezuela: "I nostri connazionali che chiedono servizi efficienti e rapidi, ma anche di sostenere gli sforzi e l’impegno del Console e di tutto il personale che opera ormai decisamente al limite delle possibilità in una circoscrizione che ha problematiche importanti e specifiche - prosegue la deputata - La collettività residente nella circoscrizione, che da qualche anno è tra le mete preferenziali della nuova emigrazione italiana, ha superato infatti la soglia dei 90.000 connazionali regolarmente iscritti ed è in continua crescita.

La pressione sull’operatività del Consolato (oggi guidato dal console Gaia Danese, nella foto qui sotto a destra), fa sapere la Schirò, è accentuata, inoltre, da "alcune peculiarità: il numero rilevante di cittadini non iscritti all'Aire (la Spagna è la prima destinazione di studenti Erasmus italiani e meta turistica di centinaia di migliaia di connazionali) e la crescente pressione migratoria di cittadini di origine italiana provenienti dal Venezuela e dall’Argentina. Al momento sono registrati in anagrafe 25089 cittadini provenienti dall'Argentina (pari al 28,12% del totale iscritti) e 3110 cittadini venezuelani (pari al 3,48% del totale iscritti). Il Consolato di Barcellona svolge inoltre un importante ruolo in materia di navigazione e assicura un’intensa attività di promozione integrata del Sistema Italia e di valorizzazione della collettività italiana residente (in chiave sistematica e strategica, con i progetti Itmakes ed 'Experience It' rivolti soprattutto alla nuova emigrazione italiana). Grazie all’impegno straordinario del personale, all’apporto dei digitatori e alla formazione di apposite task-force interne, nel 2017 le iscrizioni all’Aire sono cresciute del 29% rispetto al 2016, l'emissione dei passaporti del +22% e l'Etd (documento di viaggio d'emergenza) del +9%, mentre sono restate stazionarie le carte d’identità (-2%) e gli atti trasmessi in Italia per la trascrizione di stato civile (1%)".

La Schirò conclude la sua interrogazione ricordando che il Consolato a Barcellona "ha un organico di 23 persone delle quali prestano servizio soltanto 19 dipendenti, di cui sei di ruolo, tre a contratto a legge italiana e 10 a contratto a legge locale. Da agosto 2017 a inizio 2018 ha dovuto operare con ben sette unità in meno presenti in sede. La situazione attuale rende pertanto indispensabile un veloce adeguamento dell'organico della sede che ha l’esigenza di essere reintegrato e aumentato per evitare riflessi negativi sulla qualità dei servizi consolari prestati e per corrispondere alle potenzialità della nuova sede che presto sarà inaugurata".

L'interrogazione Schirò precede l'approvazione di ieri al Senato della Legge di Bilancio (che ora va alla Camera) che, secondo Ricardo Merlo, sottosegretario agli Esteri per gli Italiani nel mondo (nella foto qui a sinistra, esulta ieri in Senato),  potenzierà (si legge in un giornale del suo movimento Maie da lui postato su Facebook), con più risorse umane e senza tagli, la rete consolare all'estero. Staremo a vedere.

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