Pd a parti inverse contro Maie: niente in bilancio per gli italiani all'estero

“La maggioranza composta da Movimento Cinque Stelle, Lega e Maie ha deciso di portare all’approvazione dell’aula di Montecitorio una legge di bilancio annuale e triennale che, per sua stessa ammissione, è un documento provvisorio, anzi finto, in attesa di definire i termini di un accordo con la Commissione europea che possa fermare le sanzioni connesse alla procedura di infrazione già avviata”. Così, in una nota congiunta i parlamentari del Partito Democratico eletti all’estero, i senatori Laura Garavini e Francesco Giacobbe, e i deputati Nicola Carè, Francesca La Marca, Angela Schirò e Massimo Ungaro (questi ultimi due agli estremi nella foto qui sotto a destra, con la Garavini e Vignali), attaccano il Governo che ha respinto gli emendamenti da loro presentati a sostegno delle politiche per gli italiani all’estero. Nella scorsa legislatura era il Maie che criticava il Pd che al governo si dimenticava di emigrati e discendenti e ora che, per la prima volta, un parlamentare eletto all'estero, l'italo-argentino Ricardo Merlo del Maie (nella foto d'apertura, è al centro fra Michele Schiavone del Cgie e Luigi Vignale del Maeci), è diventato sottosegretario agli Esteri con delega agli Italiani nel mondo, nulla sembra cambiare per chi vive oltreconfine nei pensieri dei governanti nazionali.

Anzi, il Maie non solo ha attaccato spesso il Pd quando governava ma è entrato nello specifico di questioni delicate come quella in Venezuela, dove la situazione, da quando c'è il sudamericano Merlo al governo, è addirittura peggiorata. La fila dinanzi ai consolati italiani non solo non è diminuita ma è anzi aumentata, grazie anche al fatto che il personale diplomatico è diminuito cerca di andar via da una situazione insostenibile, insieme ai tanti connazionali che cercano di fuggire dalle difficoltà di sopravvivenza. Il sito web per prendere appuntamenti per passaporti e cittadinanze è collassato, ci racconta una signora italo-venezuelana che non riesce a prendere appuntamento per fare i passaporti ai due figli minori per venire in Italia. Ma la pagina web sembra andare a singhiozzo volutamente per far fronte, con poco personale chiuso nei fortini consolari inespugnabili, alle migliaia di richieste. Abbiamo chiesto spiegazioni a una collaboratrice consolare esterna che pure lei ci ha detto che ha difficoltà a interagire col personale di carriera. E in tutto questo caos, Merlo e il governo giallo-verde fanno "orecchie da mercante". Inoltre, il tema "italiani in Venezuela" è scomparso dall'agenda parlamentare e non è difficile capire perché.

Il Pd dell'ex deputato sudamericano Fabio Porta (nella foto a fianco, è a destra col senatore ex premier Matteo Renzi e La Marca), ha lavorato in maniera esemplare per la crisi venezuelana.

“Non era mai accadutoproseguono i parlamentari dem sul bilancio vuoto anche per l'estero – che in un passaggio parlamentare non fosse approvato nemmeno un emendamento che li riguardasse. Anche questo è accaduto, nonostante che alcuni nostri emendamenti fossero stati accolti dalla Commissione esteri e trasmessi alla Commissione bilancio. 

"Così, la maggioranza Cinque Stelle-Lega-Maie ha ritenuto che non fossero da accogliere il prolungamento del Fondo per la promozione della lingua e della cultura italiane nel mondo, l’istituzione di un fondo per il turismo di ritorno, il reintegro dei contributi di Comites e Cgie  ai livelli di quest’anno, il consolidamento dei contributi alle Camere di commercio italiane all’estero, gli sgravi fiscali per favorire il rimpatrio dei connazionali andati all’estero, l’aumento dei fondi da ristornare ai consolati per il miglioramento dei servizi ai connazionali e quello per l’assunzione dei contrattisti, l’aumento delle risorse per i consolati onorari, l’estensione delle cure ospedaliere urgenti a tutti gli iscritti all’Aire, l’esenzione del pagamento del canone Rai per i residenti all’estero, il ripristino della facoltà per i Comuni di decidere sull’eventuale esenzione dall’Imu, la proroga del termine per l’accesso alla collaborazione volontaria per l’emersione dei redditi prodotti all’estero e l’attenuazione delle sanzioni per l’omessa dichiarazione di tali redditi, l’esenzione dalla Tari delle abitazioni di proprietà di iscritti all’Aire, e così via. Tanti 'no' agli italiani all’estero, che questo Governo ha nominato una sola volta, quando li ha indicati potenziali fabbricatori di brogli elettorali. Naturalmente, non finisce qui: riprenderemo al Senato la nostra battaglia per fare in modo che le piste aperte per gli italiani all’estero negli ultimi anni non si chiudano drammaticamente e dannosamente. Dannosamente, non tanto per noi, quanto per l’Italia”.

 

 

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