Cram, ultima a Capestrano: il Guerriero lotterà contro crisi Venezuela

(segue) - Il presidente del Cram Antonio Innaurato si è chiesto durante la replica ai vari interventi dei consultori "quali sono gli interessi che vogliamo rappresentare? La Regione crede nel Cram e nel lavoro dei consiglieri e associazioni, ma promuovere l'Abruzzo dal punto di vista economico all'estero, rientra nell prerogative del Cram", in risposta ai vari consiglieri che hanno espresso perplessità sul nuovo ruolo che dovrebbero avere le associazioni all'estero: non solo cultura, tradizioni e folklore ma anche promozione del turismo e dei prodotti tipici, soprattutto per aiutare le piccole imprese che non riescono a esportare. Sul fronte della rappresentatività in seno al Cram, Innaurato ha replicato: "Dobbiamo essere noi a decidere in maniera intelligente a decidere quanti consiglieri deve avere il Cram. Il Consiglio regionale si è autoridotto per sua decisione. Non è che dobbiamo chiedere più fondi perché aumenta la rappresentatività ma perché facciamo progetti di promozione dell'Abruzzo e dobbiamo arrivare prima che decisioni vengano presi da altri. Non possiamo rappresentare tutti ma possiamo arrivare a tutti. Le proposte e i progetti oggi sul tavolo non costano niente al Cram.

Oggi la Consulta rappresenta l'allargamento in paesi in passato impensabili (si pensi a Cuba o alle nuove Dubai e Giappone, ndr) e, invece, abbiamo problemi di rappresentatività in alcuni posti di tradizionale emigrazione (come la Francia, scomparsa, ma anche la Germania o il drastico calo denunciato dalla Svizzera, ndr). Tutti si devono sentire rappresentanti non dai propri consiglieri ma da tutto il Cram, non mi piace sentir dire 'cosa riporto a casa?'".
Il progetto del turismo di ritorno presentato dal dirigente Francesco Di Filippo nella prima giornata dei lavori è stato poi spiegato tecnicamente dal coordinatore delle Dmc abruzzesi Claudio Ucci (nella foto a fianco, è il primo a sinistra, seguito da Angelo Dell'Appennino e Di Filippo), che si è detto d'accordo con le osservazioni fatte dallo svizzero Alessandro Corradi, agente di viaggio a Berna. Marcelo Castello ha detto che il "turismo di ritorno per imparare la lingua italiana è quello che funziona nella sua Argentina, ma è più facile farlo nelle Marche che in Abruzzo, anche se qua pure si sono fatti gruppi". Il connazionale Giovanni Scenna , decano del Cram, ha lamentato che "discutiamo di progetti e poi il nuovo presidente resetta tutto e non rispetta il nostro lavoro", come sempre è avvenuto in passato da quando esiste il Cram (ex Crei). "Qualcuno di noi dovrebbe partecipare al Comitato esecutivo (quello in cui si riuniscono i soli consiglieri Cram politici, ndr), per la memoria storica, perché il Cram siamo noi".
Norman Amati sul turismo (e non solo) ha detto che "bisogna essere aggressivi nel marketing" mentre il nostro direttore Pierluigi Spiezia (componente l'Osservatorio per l'Emigrazione come giornalista Fnsi-Sga) ha chiesto di portare avanti l'ottimo progetto "Wedding in Abruzzo"  (ora che Donato Di Matteo non è più presidente Cram e l'ideatrice Loredana Ranni è venuta improvvisamente a mancare a inizio ottobre scorso (i due durante la presentazione dell'anno scorso in Regione). Ucci ha confermato che la Regione lo ha fatto proprio e che andrà avanti, anche perché il neo assessore al Turismo Giorgio D'Ignazio aveva confermato la bontà del progetto di promozione dei matrimoni fra stranieri anche in Abruzzo, come va di moda in altre regioni. Innaurato (nella foto a fianco, è a destra col consigliere Cram e assessore Lorenzo Beradinetti) ha ricordato che esiste in Regione l'Assessorato al Turismo a cui fare proposte e con cui raccordarci e che il presidente vicario Giovanni Lolli è il coordinatore nazionale del turismo.

 

L'ultima giornata dei lavori Cram s'è tenuta a Capestrano (L'Aquila): mattinata in visita alle Grotte di Stiffe a San Demetrio dei Vestini (L'Aquila, nella foto d'apertura, il gruppo Cram durante il tour), seguito da un pranzo a base di cucina abruzzese "di un tempo" all'agriturismo Terre del Tirino, nella sala del Castello Piccolomini del borgo famoso per il suo Guerriero, simbolo dell'Abruzzo esposto al Museo archeologico di Chieti. La seduta finale ha approvato le richieste d'iscrizione all'Albo regionale delle associazioni nuove Abrussels (Bruxelles) in Belgio e quelle di Giappone e negli Emirati arabi uniti (Dubai) e Paesi del Golfo.
Sulla sede della prossima riunione Cram, Corradi ha detto che "l'assemblea, che è plenaria, si deve fare sempre in Abruzzo". Angelo Di Ianni (Canada) ha ricordato che "se n'è è sempre discusso in pasato sul farlo in Abruzzo e all'estero" e che s'era stabilito di "alternare fra regione ed estero. Qui è positivo perché scopriamo posti che non conosciamo anche per le nostre gite di gruppo ma anche andare all'estero è importante perché così scopriamo le altre realtà emigratorie nel mondo". Il consigliere regionale e Cram Pietro Smargiassi: s'è detto contrario a farlo solo in Abruzzo: "Dal mio scetticismo iniziale circa l'utilità dello stesso Cram, sono passato alla commozione delle persone che si sono messe a piangere perché l'istituzione regionale li è andati a trovare. Il Cram non siete solo voi ma tutta quella gente che non viaggia e non ci potrebbe altrimenti mai incontrare".

Franco Santellocco (Algeria): "All'estero capita di voler parlare con persone non politiche ma emigrate come loro. Vedere in Cile la scuola italiana senza i bagni ha consentito di attivarci per risolvere il problema". Rocco Artale (Germania, nella foto a fianco è a destra con Di Ianni): "Per sapere cosa succede agli abruzzesi nel mondo bisogna andare, anche cosa succede con le seconde, terze e quarte generazioni. Cram prossimo in Europa", confermando la sua disponibilità a organizzarlo nella sua Wolsburg. Smargiassi ha, quindi, ricordato che questo Cram si doveva fare in Australia, che rimane candidata ma Fernando Cardinale dell'associazione di Melbourne (nella foto a destra è al centro mentre conversa con gli argentini Castello e Joaquin Negri), ha detto che il suo club presto sarà cantiere, meglio ospitarlo nel 2020. Per l'australiano Joe Delle Donne (ex sindaco di Cunning, dove vive) "alternare Abruzzo ed estero. Chiederò a Sydney, Brisbane o Perth loro disponibilità". 

Il belga Levino Di Placido, da sempre sostenitore dell'esclusività in Abruzzo, ha replicato che "si possono fare anche delegazioni per vedere le altre realtà, non è necessario farci il Cram". mentre il consigliere-assessore Lorenzo Berardinetti ha ricordato che "a febbraio si vota e potremmo non esserci più nessuno di noi politici al prossimo Cram.

Ci stiamo sforzando per far mettere più soldi. La Germania va bene come proposta europea; ce ne vuole una oltreoceano: ok l'Australia". A quel punto Norman Amati ha avanzato anche la candidatura del Venezuela che "è disposto, se altri non ce la possono fare".
Ospite dell'ultima parte è stata la preside Istituto turistico di Tagliacozzo Patrizia Marziale: che ha voluto presentare la sua "scuola dove si parla inglese, francese, spagnolo e quarta lingua opzionale. Noi ospitiamo studenti europei ma mai finora oltreoceano - esprimendo l'interesse a sviluppare rapporti con gli studenti abruzzesi all'estero che vogliano venire a studiare in regione, anche per brevi scambi - Alloggiamo gli studenti presso le famiglie, che è anche meglio perché si vive in famiglia e si partecipa di più alla scoperta delle tradizioni, usi e costumi".
Rafael Petrocco (Brasile) ha chiesto di attivare una "Commissione dei consiglieri giovani del Cram per le attività giovanili".

I lavori si sono conclusi con un ampio "Focus" sulla situazione in Venezuela (come tutti gli anni), che ha visto la partecipazione anche dell'ex consigliere Giovanni "Johnny Margiotta" (che ora vive a Pescara, come tanti italo-venezuelani costretti a trasferirsi in Italia per problemi economici e di sicurezza (nella foto a destra i tre consiglieri Cram venezuelani - Gianmarco Flaviani, Amati e Marisa Di Giovanni, con Edoardo Leombruni dell'Osservatorio Emigrazione del Cram e presidente di Ail).

"Il Cram ha dedicato grande attenzione alla drammatica situazione in cui versa il Venezuela - ha ricordato Innaurato - Ci si è impegnati a trovare soluzioni che possano superare gli ostacoli di ordine burocratico che impediscono di recapitare in Venezuela le somme destinate all'acquisto dei farmaci. Il consigliere e presidente dell'Associazione di Milano, Angelo Dell'Appennino, coordinerà inoltre la raccolta che interesserà tutte le associazioni di abruzzesi in Italia. Nel 2018 sono stati stanziati dal Cram diecimila euro, e si spera di poterne destinare ancora diverse migliaia, contando anche sulla collaborazione di diverse associazioni".

E' stato proiettato il video qui a sopra a sinistra, realizzato da Arianna Michelangelo, che ha intervistato tre giovani abruzzesi in Venezuela (Gino Giampaolo, Marcos Cappelletti e Mariye Rivas), che hanno raccontato le proprie testimonianze di ragazzi costretti a vivere in un Paese in preda a una delle crisi più drammatiche che siano mai capitate nel pianeta. (segue)

 

 

 

 

 

 

 

 

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