Cram Abruzzo a L'Aquila, anche per essere testimoni della ricostruzione

(segue) - Alessandro Corradi, consiere Cram della Svizzera è un imprenditore del turismo a Berna (al centro, nella foto d'apertura con altri colleghi Cram). Con competenza è entrato nel merito del progetto di turismo di ritorno che Regione, Enit e Governo nazionale hanno lanciato e finanziato: "Il turismo per essere sviluppato ha bisogno di infrastrutture sul posto - ha detto - ma anche di collegamenti. Siamo una regione troppo lontana per essere vicina e troppo vicina per essere lontana. Si parla di turismo di ritorno. Credo che ci sia bisogno di turismo tutto a 360 gradi. Oggi il turismo e cambiato. Non si chiede solo l‘ombrellone al mare, ma un turismo più variato, molto eno-gastronomico e culturale. Come Abruzzo abbiamo di tutto, anche quello religioso, balneare e artistico. Ma bisogna fare proposte concrete. Penso a viaggi di gruppo che possano poi accendere la fiammella Abruzzo come destinazione e quindi la voglia di tornarci. Come esperienza abbiamo lavorato per anni su un‘operazione di turismo per seniors a prezzi da straccio. Nei periodi di spalla, per allungare loro la stagione. Dobbiamo fare conoscere la nostra regione. Dobbiamo farla conoscere anche ai nostri abruzzesi all‘estero. Se dobbiamo essere 'ambasciatori d‘Abruzzo', dobbiamo conoscere la regione. Ci aspettiamo che si possano avere prezzi interessanti per poter incentivare la destinazione".

Da alcuni consiglieri Cram, anche giovani, come l'argentino Federico Mandl, (primo a sinistra, nella foto a destra) s'è sviluppata una discussione senza precedenti nella storia del Cram: quella sull'opportunità o meno di far entrare nuove associazioni (e, quindi, nuovi membri nel Cram) in un momento in cui si fa fatica a raccogliere fondi per riunire la Consulta. "Ho si aumenta il budget o deve diminuire la rappresentanza - ha detto Mandl, che ha pure chiesto se - in Giappone ci sono effettivamente questi abruzzesi". Corradi sul tema ha detto: "Molte volte nel Cram si rappresenta solo se stessi. In Svizzera siamo scesi da 20 a solo quattro associazioni nella Federazione Feas - guidata dallo stesso Corradi - Non so quanti soci rappresento, forse il 10% degli abruzzesi in Svizzera, dove, secondo me basta un solo rappresentante nel Cram. O diventiamo meno conservatori, come è accaduto per 40 anni nelle nostre associazioni, o sennò saremo destinati all'estinzione".

Il presidente Antonio Innaurato (nella foto qui sotto a sinistra è al centro insieme a Marianna Cespa, del nuovo club a Tokyo), ha replicato sui nuovi club entranti che "la legge è rispettata nel controllo e nel vaglio che passa anche per i consolati italiani. Sono 155 le associazioni all'Albo e sono una minima parte di rappresentanza dei 1,8 milioni di abruzzesi reali nel mondo" e che, quindi sono sottorappresentati nell'attuale Cram.

Anche Rocco Artale (Germania) scettico sulle new-entry: "Ciò che facciamo è giusto? Se arrivano altre associazioni si complica la rappresentatività. Rappresentiamo in maniera equa l'abruzzesità in Europa? Centinaia di italiani che vivono all'estero in povertà assoluta o che vengono in Germania a lavare i piatti, noi non li rappresentiamo proprio!".

Franco Santellocco (Algeria, nella foto a fianco è a destra con il belga Levino Di Placido), ha lanciato la proposta che "chi ha tre rappresentanze dovrebbe passare a due per dare spazio ai nuovi".
Chris Chiaravalli (Stati Uniti) ha detto che "nuove adesioni significa nuove idee per il Cram, c'è bisogno di una piattaforma sempre più ampia dove cercare i giovani".
Marcello Castello (primo a sinistra nella foto d'apertura) ha detto che la "Regione deve stare attenta alla rappresentatività democratica nel Cram perché la sua Argentina è il primo Paese anche come numero di parlamentari ed elettori", mentre Norman Amati (Venezuela), ha ribadito che "la legge c'è e va rispettata e che semmai la cambiano i politici non noi. L'abruzzese che ha problemi in Germania è un problema non solo tedesco ma di tutti noi".

Antonio De Fabritiis ha parlato di "problema mal posto: abbiamo una legge e va rispettata. Per modificarla ci possono essere anche nostre indicazioni.Ci si arricchisce e non impoverisce con più rappresentanza", ha detto il presidente dell'Associazione abruzzesi a Cuba, fra quelle nate negli ultimi anni e in un nuovo paese di emigrazione.

Joaquin Negri (Argentina, secondo da sinistra dopo Mandl, nella seconda foto sopra a destra), ha detto che "il Cram deve produrre qualcosa sennò cosa veniamo a fare? Cosa raccontiamo alle nostre 15 associazioni che rappresentiamo in Argentina?".Una preoccupazione ricorrente, come se non ci fossero i verbali e articoli giornalistici come questo.
Angelo Dell'Appennino: "Rappresento 12 associazioni in Italia di cui due che non sento da tempo. 'Piazza Abruzzo' già provata senza risultati, lavoriamo per potenziarla. Nel primo giorno di assemblea ci sono stati tutti i presidenti e questo serve a dare visibilità al Cram. Per quel che ci riguarda, un solo consigliere per l'Italia è poco: bisogna aumentare almeno a due visto che siamo 10 attivissime" e, quindi molte di più che in Svizzera, che esprime tre consultori.

Nella foto qui sopra a sinistra, Dell'Appennino (primo a sinistra) con la delegazione Cram, visita uno dei più importanti cantieri di ricostruzione post-terremoto: quello della Chiesa di Santa Maria del Suffragio, detta delle "Anime sante". Il presidente dell'Associazione Mattioli di Milano ascolta con Innaurato l'architetto Franco De Vitis, direttore dei lavori. La Chiesa sarà riaperta il prossimo 6 dicembre e, fra le autorità, sarà presente anche il capo dello Stato Sergio Mattarella. (segue)

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