Cram Abruzzo, promozione del turismo e prodotti tipici riaccende il dibattito

(segue) - La seconda giornata dei lavori del Cram, riunito al Consiglio regionale di
L'Aquila (nella foto d'apertura, il gruppo davanti all'eMiciclo), è proseguita con la presentazione di un progetto dell'Università di Chieti di
stesura anagrafe degli abruzzesi nel mondo. Un problema storico per tutte le consulte e gli uffici di emigrazione dell varie regioni, giacché la banca dati Aire è a disposizione solo dei comuni e del Ministero dell'Interno e poi censisce solo gli italiani con cittadinanza (che sono circa cinque milioni) e non pure gli oriundi e discendenti che pare arrivino a 80 milioni, più della popolazione che risiede in Italia (60 milioni). Una banca dati per mappare tutti gli abruzzesi all'estero. L'ex presidente Donato Di Matteo ci provo quasi 10 anni fa prima con i consolati e poi con i comuni abruzzesi ma solo una cinquantina su 300 inviarono i dati. Difficile che ci possa riuscire l'Università; sarebbe utile che il Parlamento legiferi in questo senso e costringa i comuni a trasmette i dati Aire alle regioni.


L'ultima riunione del Cram prima del voto del prossimo febbraio ha visto l'ingresso di cinque consiglieri al posto di alcuni dimissionari: Marisa Di Giovanni del Venezuela (nella foto a destra, riceve l'attestato di "ambasciatrice abruzzese nel mondo dai consiglieri politici Franco Smargiassi e il presidente Antonio Innaurato e la sua vice Angela Di Benedetto), che ha sostituito Giovanni “Johnny” Margiotta, trasferitosi in Italia, come tanti italo-venezuelani costretti a fuggire dalla crisi nel Paese sudamericano.

Sempre in Venezuela neo consigliere e "ambasciatore" anche Norman Amati, che ha sostituito Gabriela Marcacci. New-entry dalla Bolivia, dove è nata da poco un'associazione, è, invece, Rony Colanzi, medico infettivologo di fama mnondiale, premio "Dean Martin" 2018 (nella foto qui sotto a sinistra, con sua moglie Rossy Colamarino, abruzzese di origine pure lei, presente alla riunione Cram). Colanzi ha annunciato che all'Università di Chieti, 
con il rettore Sergio Caputi e il professor Jacopo Vecchiet si stipulerà un pre-accordo per 
scambi di dottorandi e per debellare la tubercolosi in Bolivia, malattia endemica. Pure sul fronte ambientale Bolivia e Abruzzo stanno lavorando a un accordo di collaborazione fra il Parco nazionale della Bolivia, che ha deficiente organizzative ed è otto volte più grande del Parco nazionale d'Abruzzo.

Al debutto nel Cram, dagli Stati Uniti, anche Domenico Susi (al posto di Rosetta Romagnoli) e Chris Chiaravalli, che è passato dal Congresso giovanile al Cram.

 

Sandro Bucciarelli del settore Attività produttive della Regione Abruzzo, ha presentato il progetto di "microattività alimentare domestica", riportando al Cram l'antico dibattito se le associazoni siano in grado o meno di aiutare direttamente, soprattutto le piccole aziende abruzzesi, a essere presenti nei vari mercati internazionali. Un modo, per molti sodalizi, di creare opportunità di lavoro per i propri giovani. Angelo Di Ianni (Canada), che nella sua vita ha fatto il provveditore agli studi, si è detto scettico: "Non sono in grado di vendere i vini, posso trovare un importatore, un venditore ma io non sono capace. Ogni continente ha le sue differenze: ammiro i giovani sudamericani, più interessati, ma da noi è difficile coinvolgere i giovani".

Joe Delle Donne (Australia), ha detto che, come sempre accade, c'è troppa carne al fuoro: "Dobbiamo darci delle priorità, troppi progetti, come ogni anno. Poi non si riesce a stare dietro a tutto". Fernando Pizzuti, che di mestiere fa l'importatore di prodotti enogastromici nel suo Uruguay, ha detto che la sua "associazione non lo può fare. Abbiamo importatori, ma è pur vero che l'Abruzzo ha qualità ma non è competitiva con i prezzi rispetto ad altre regioni". 

Rocco Artale (Germania, nella foto qui sopra a destra, seguito da Di Ianni e Angelo Dell'Appennino) ha aggiunto che "bisogna ridefinire il ruolo degli italiani all'estero, perché quello nuovo nessuno ce lo ha ancora spiegato. Le associazioni devono fare il salto di qualità. Ora devo spiegare di accordi universitari, imprenditorialità, import-export, ai miei soci, a gente che è emigrata con poca istruzione. Restiamo con i pedi per terra, sennò facciamo cilecca. Forse si può fare in altri continenti ma in Europa no, io non vendo vino, promuovere usi e costumi sì, lo facciamo già". Di avviso opposto, pur vivendo in Europa come Artale, è Levino Di Placido (Belgio), che è imprenditore e da tempo chiede il sostegno istituzionale, nella sua Charleroi, per il suo progetto di Camera di commercio abruzzo-belga: "In Belgio è fattibile. L'abbiamo chiamata 'finestra'" distribuendo il deplinat a tutti i presenti. I link sui vari paesi all'estero dove trovare i prodotti, dovrebbe essere pubblicato sul portale 'Piazza Abruzzo'. Il nostro progetto si sviluppa su duemila metri quadrati. Noi come Associazione abbiamo importato vini al principio, poi abbiamo passato l'incarico a un importatore", cogliendo il senso del progetto: non si chiede alle associazioni di cambiare ragione sociale ma di sostenere le promozione e vendita del 'made in Abruzzo' tramite chiunque, dentro o fuori il sodalizio, voglia e possa fare questo mestiere. "In Abruzzo - ha concluso Di Placido - tanti produttori hanno bisogno di vendere all'estero, e non ci riescono". Sullo stesso tenore Marcello Castello (Argentina): "Voi Regione dovete approfittare delle nostre associazioni, delle nostre strutture, venite da noi, se c'è una fiera partecipate e chiedete a noi di gestire lo stand: conosciamo il luogo, parliamo la lingua locale meglio di chiunque potreste mandare e dover pagare". (segue)

 

 

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