Cram, i saluti di Vescovo, Innaurato, Di Pangrazio, Lolli, Di Matteo e Smargiassi

(segue) - "Grazie a chi in questi anni ha creduto in questo Cram per rappresentare i nostri concittadini, la nostra storia e cultura. Grazie per l'immediato contributo alla ricostruzione del territorio dopo il terremoto. In questi giorni vedrete cosa è stato fatto a L'Aquila. Grazie all'ex presidente Donato Di Matteo. Noi rappresentiamo 155 associazioni iscritte all'Albo regionale, ora copriamo tutti i cinque continenti. Sono 187mila iscritti all'Aire su 1,3 milioni, il 14%. Ma sappiamo bene che sono di più, con gli oriundi arriviamo a 1,8 milioni di persone". Sono le parole di saluto del presidente Antonio Innaurato, all'apertura dei lavori del Cram da oggi al Consiglio regionale  di L'Aquila. E' seguito il saluto "benedetto" dell'arcivescovo di L'Aquila Giuseppe Petrocchi che si è detto "colpito dal significato simbolico di questo luogo che raccoglie l'Abruzzo nel mondo. Sono ascolano ma siamo parenti stretti. Non basta la presenza abruzzese nel mondo, ma attraverso voi il mondo è in Abruzzo. Sono qui da cinque anni inviato, come ogni vescovo, da Papa Francesco che ha molto a cuore le sorti delle persone che soffrono, a L’Aquila come nel resto del Centro Italia, a causa del terremoto. Il terremoto porta due tipi di traumi: uno visibile, quello degli edifici distrutti, e uno invisibile, quello dell'anima. Ci preoccupiamo del primo ma quello dell'anima destruttura la persona".

Giancarlo Della Pelle, consigliere comunale di L'Aquila, è stato delegato del sindaco Pierluigi Biondi ai saluti del Comune capoluogo, mentre la vicepresidente Cram Angela Di Benedetto ha voluto leggere un messaggio per la recente scomparsa dell'ex consigliere "svizzero" Enzo Alloggia (nella foto a destra, proiettata al Cram, è con la moglie): "Il Cram ha perso uno dei suoi grandi, che ho conosciuto nel 2006 al mio primo Consiglio di Turrivalignani (Pescara). Già lì vedemmo grande passione per la sua terra e la sua vicinanza ai giovani, col suo progetto, non ancora compiuto, dell'ostello per i giovani abruzzesi all'estero. Alloggia era in Abruzzo nella notte del terremoto, nella sua Camarda (L'Aquila), colpita pure duramente dal sisma, e aiutò subito come volontario e per raccogliere fondi per la ricostruzione della chiesa. Uomo tanto umile e generoso che lascia un grande vuoto nel Cram. Grazie per quello che hai fatto, Enzo, ci mancherai tantissimo".
Quindi i saluti del presidente del Consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio: "Grazie a chi si dedica ai rapporti con la comunità degli abruzzesi e sono contento per le nuove adesioni dei club negli Emirati arabi uniti e paesi del Golfo e Giappone. L'Abruzzese caparbio e sempre pronto all'aiuto, riferendosi alle parole dell'arcivescovo. Voi siete importanti come il lavoro mondiale che fa la Chiesa". Sul progetto caro ad Alloggia dell'ostello, ha aggiunto: "Creiamo un luogo punto di riferimento per chi ritorna temporaneamente: questo palazzo, comunque, è la casa di tutti gli abruzzesi nel mondo. Mi tengo aggiornato su di voi, leggo, molti di voi sono personaggi importanti in tutti i campi. Ho fatto tre viaggi e ho capito che siete importanti anche politicamente, come in Canada. Bravi a fare il Cram all'Emiciclo".
L'ex presidente e assessore, ma sempre consigliere regionale, Donato Di Matteo (primo da destra, nella foto d'apertura): "Avevo preannunciato all'ultimo Cram che forse avrei fatto delle scelte e quindi di lasciare la presidenza Cram e l'assessorato. Bisogna rinunciare quando non si è d'accordo con certe scelte politiche. Grazie a Innaurato, uno dei nostri. Fra poco si voterà, alcuni andranno via altri torneranno, vedremo le future politiche sull'Emigrazione". Su Alloggia ha rivelato che "al suo funerale non c'era nessuno a rappresentare la Regione. Nei prossimi mesi affrontare la questione del ritorno dei cervelli e allargare l'associazionismo in altri paesi, dopo i recenti nuovi arrivi di Dubai e Giappone. Ma ci voglio i fondi per operare all'estero, anche per la promozione commerciale attraverso le nostre associazioni. Bisogna stanziare i fondi non solo per riunire il Cram. Voi non siete mai sostenuti nemmeno dalle istituzioni nazionali, a cominciare dagli anni 50 quando siete stati mandati in Belgio nelle miniere senza regolari contratti e assicurazioni. Basta con le difficoltà burocratiche che bloccano fondi come quella fatta in Germania col consigliere Rocco Artale".
Il consigliere regionale e Cram Franco Smargiassi (primo da sinistra nella foto d'apertura) ha ripetuto il suo saluto: “Bentornati a casa", perché "come sempre, questa è la vostra casa. Ho sempre sentito la responsabilità di rappresentare gli abruzzesi, ma nel Cram all'inizio ero scettico, pensando che è una cosa che non serve a niente: dopo quattro anni ho percepito l'importanza del Cram soprattutto andando all'estero in Canada e Argentina. Là ho capito importanza del lavoro fatto da tutti voi, come fatto da Marcelo Castello per il Cram 2017. Grazie per avere rispetto per questa aula, dove noi si litiga e ci si distrae ma voi composti". Franco Di Martino ha portato i saluti di Giancarlo Zappacosta, ricoverato ieri (poco dopo l'inaugurazione della mostra sui Cascella, nella foto a sinistra, durante la presentazione, secondo da sinistra, seguito da Tommaso Cascella junior e Innaurato), in ospedale per un malore improvviso.

I saluti si sono completati con quelli del presidente vicario della Regione Giovanni Lolli (terzo da sinistra, nella foto d'apertura): "I consiglieri regionali e Cram tentano di convincerci (ma siamo un po' sordi) e ci dovete perdonare per i nostro orizzonti distretti, loro ce la mettono tutta ma mi faccio carico solo per la mia parte di responsabilità - ha detto Lolli che ha sostituito alla presidenza Luciano D'Alfonso due mesi fa - Ognuno di noi abruzzese c'ha un pezzo di famiglia all'estero. L'abruzzesità è più forte fuori che in Italia. C'è un aspetto economico importante: voi rappresentate centinaia di migliaia di persone emigrate da una regione che era la penultina più povera dopo la Basilicata. Qualcuno di voi ha costruito imperi. I dati del turismo, però, sono sempre sconfortanti: siamo la terzultima regione italiana, abbiamo solo turismo di prossimità, dalle regioni limitrofe. Da estero pochi gruppi, perlopiù tedeschi. Ma abbiamo tutte potenzialità per offrirsi al nuovo turismo, che sta cambiando. Non viene più l'operaio con i 15 giorni di ferie o lo sciatore della settimana bianca. Cresce una domanda diversa: il turista che vuol fare esperienze, guarda al cibo, secondo fattore di attrazione, ma anche cultura e natura. Noi abbiamo tutto regione più protetta d'Europa, in Italia, dopo le alpi, siamo l'unico posto con le montagne vere vicine al mare: a Lasso Lanciano scii e vedi il mare. Abbiamo un'enogastronomia d'eccezione, i borghi. Voi siete per noi uno dei veicoli possibili. L'Enit dice pure che siamo fra le prime regioni per fidelizzazione: chi viene torna. Noi abbiamo l'industria Honda ad Atessa (Chieti) e ho pensato di far fare a loro i nostri testimonial. Il manager che va via dall'Abruzzo si dispiace: lui è il miglior testimonial per noi. Borghi si svuotano, non solo per emigrazione ma perché viverci è scomodo. Penso ai privati per esperienza come Santo Stefano di Sessanio (L'Aquila). Edifici storici dove i proprietari sono scomparsi, lontani. La Regione finanzia tramite i Comuni, per rintracciare i privati, in quel caso si espropria e ci si rivolge ai privati emigrati che vogliono tornare". (segue)

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