Migrantes, emigrati a +5,1 mln. Ora vanno via dall'Italia anche gli over 50

Crescono ancora gli italiani all'estero, e non solo i giovani: il rapporto 2018 della fondazione Migrantes (Cei) certifica che aumentano gli over 50 che lasciano l'Italia in cerca di lavoro, sale il numero di pensionati che scelgono di trascorrere la vecchiaia in paesi fiscalmente e meteorologicamente vantaggiosi come Portogallo, Thailandia, Cuba, o negli Stati del Maghreb. Negli ultimi sette anni, peraltro, 422 italiani in Australia sono stati portati in centri di detenzione per immigrati irregolari. Quanto ai ragazzi, aumentano gli studenti di lingua cinese già durante le superiori. I genitori nutrono sempre meno speranza che i figli tornino in Italia. Tra le mete prescelte, in generale, la Germania torna ad essere la prima scelta, mentre crolla il Regno Unito del dopo Brexit. Il rapporto della Migrantes evidenzia un dato singolare: "Sulla base dell`esperienza che noi abbiamo - afferma il console generale Marco Villani - c`è stato un incremento dei senzatetto così come c`è stato un incremento dei connazionali ricoverati nei centri di salute mentale", soprattutto a Londra.

Dal 2006 al 2018, si legge nel rapporto, la mobilità italiana è aumentata del 64,7% passando, in valore assoluto, da poco più di 3,1 milioni di iscritti all'Anagrafe degli Italiani Residenti all'Estero (Aire) a più di 5,1 milioni, con un aumento di oltre 140mila unità (variazione 2,7% rispetto al 2017). Soffermandosi alla sola percentuale per espatrio (52,8%), si tratta in valore assoluto di 128193 italiani partiti dall'Italia nel corso del 2017 spostando la loro residenza fuori dei confini nazionali. Le partenze, in questo ultimo anno, sono state generalmente più contenute in valore assoluto, ma resta un trend che merita attenzione e analisi in quanto, se nell'ultimo anno la crescita è stata del +3,3%, considerando gli ultimi tre anni la percentuale sale a +19,2% e per l`ultimo quinquennio addirittura a +36,2%. A partire sono sicuramente i giovani (37,4%) e i giovani adulti (25,0%), ma le crescite più sostanziose, come si è visto dettagliatamente in precedenza, si notano dai 50 anni in su. Un fenomeno che Migrantes come la risposta alle necessità di provvedere alla precarietà lavorativa di italiani dai 50 in su rimasti disoccupati e soprattutto privi di prospettive in patria (definiti "migranti maturi disoccupati"). Si tratta di persone lontane dalla pensione o che hanno bisogno di lavorare per arrivarvi e che, comunque, hanno contemporaneamente la necessità di mantenere la famiglia.

I pensionati, da parte loro, definiti "migranti previdenziali", scelgono Marocco, Thailandia, Spagna, Portogallo, Tunisia, Repubblica dominicana, Cuba, Romania: sono luoghi in cui la vita è climaticamente piacevole, spiega il rapporto, dove è possibile fare una vita più che dignitosa (affitto, bolletta, spesa alimentare) e dove a volte con il costo delle assicurazioni sanitarie private si riesce a curarsi (o almeno a incontrare un medico specialista rispetto al problema di salute avvertito) molto più che in Italia. che siano pensionati "di lusso", colpiti da precarietà o sull`orlo della povertà, si tratta di numeri sempre più importanti. Le traiettorie tracciate da queste partenze sono ben determinate: si tratta di paesi con in corso una politica di defiscalizzazione, territori dove la vita costa molto meno rispetto all`Italia e dove il potere d`acquisto è, di conseguenza, superiore. Ma non è solo il lato economico a far propendere o meno al trasferimento: vi sono anche elementi altri, più inerenti alla sfera privata quali il clima, la possibilità di essere accompagnati durante il trasferimento e la permanenza.
Per quanto riguarda i ragazzi, il Rapporto italiani nel mondo 2018 rileva che combattuti tra ammirazione verso le scelte dei figli, sindrome del "nido vuoto" e crescente disillusione nei confronti della politica e del futuro dell'Italia, i genitori dei giovani expat manifestano aspettative eterogenee rispetto al rimpatrio dei figli: la maggioranza dei genitori non augura ai figli di tornare, soprattutto nel breve periodo, rinunciando così all`aspettativa di una prossimità spaziale e di una convivenza diretta che non esclude, tuttavia, momenti di temporaneo ricongiungimento.
In generale, Gli italiani partiti da gennaio a dicembre 2017 sono andati in 193 località del mondo di ciascuna realtà continentale ma soprattutto in Europa (70%) e in America (22,2%) e, più nel dettaglio, nel Sudamerica (14,7%). Tra le mete dell`America latina, entro le prime dieci posizioni, vi sono il Brasile (9016) e l`Argentina (5458), rispettivamente in quinta e ottava posizione. La Germania (20007) torna a essere, quest`anno, la destinazione preferita distanziando, di molto, il Regno Unito (18517), la Francia (12870). Con oltre seimila arrivi in meno, il Regno Unito registra un decremento del -25,2%.

 

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