Australia, Casa d'Abruzzo di Melbourne ospita inviata di 'AbruzzoHome' Quisillo

La nostra amica e lettrice Naira Quisillo, docente di Fisica all'Istituto Industriale "Alessandro Volta" di Pescara, è a Melbourne, in Australia, dov'è volata per conoscere e stare con il suo primo nipotino Leonardo, figlio della primogenita Giulia Campomizziemigrata pochi anni fa in Australia con suo marito Nicola Toson. Non è il primo viaggio che Naira fa in Australia ma è la prima volta che ci va da nonna e che visita la Casa d'Abruzzo e Molise club di Melbourne (che ha sede al 55 di O'Herns road - Epping Melbourne Vic. 3076). Il Club è presieduto da Fernando Cardinale (nella foto d'apertura è il secondo da destra, con Naira, al centro, e altri soci del club), che è anche consigliere del Cram Regione Abruzzo, la consulta degli abruzzesi nel mondo. La Casa d'Abruzzo è nata nel 1975 dalla fusione di tre associazioni alla quale due anni anni dopo se n'è aggiunta un'altra. In Australia i club associativi sono vere e proprie società con fine di lucro che pagano le tasse. La storia prosegue nel 1978 quando il sodalizio decide coraggiosamente di acquistare otto ettari di terreno rurale dove sorge l'attuale sede, grazie alla generosità di molti soci, che hanno pure fatto gli operai e i muratori per realizzare il tutto, sostenute dalle proprie donne che cucinavano abruzzese per i ristori dei lavoratori volontari.

La Casa d'Abruzzo è stata inaugurata nel 1982 alla presenza dell'allora ambasciatore d'Italia Sergio Angeletti e da Lindsay Thompson premier dello Stato australiano di Victoria, di cui Melbourne è capitale. Oggi il Club è anche una struttura commerciale che ospita eventi sportivi, ricreativi e persino matrimoni e catering.

Naira - che a Cavaticchi di Spoltore (Pescara) vive nel suo B&B "Villa Naira" dove ospita molti turisti (emigrati di ritorno compresi) - ha presentato alla Casa d'Abruzzo il suo progetto "AbruzzoHome" destinato agli emigrati e discendenti che voglio scoprire la propria terra d'origine oltre che agli stranieri che vogliono vivere una vacanza completa di storia, cultura, cibo, tradizioni locali e anche migliorare la lingua italiana. "Per stare in vacanza ma al tempo stesso a casa propria", spiega Naira che è rimasta stupita al suo ingresso nella Casa d'Abruzzo australiana. 

"Nella mia mente immaginavo un salone con i tavoli per giocatori di carte e un bar - racconta la prof con la passione per l'accoglienza turistica - invece quando il presidente Cardinale, nell'accogliermi, mi dice 'ecco lì il club', vedo uno spazio esterno enorme e una bella e moderna struttura.Campi da tennis e calcio, ampio parcheggio… otto ettari in totale! Entro attraversando una splendida porta con a terra uno stemma e una scritta che mi riempie il cuore: 'Forti e gentili', (nella foto a sinistra, ndr): un po’ mi commuovo. Dentro è incredibile! Bar, due ristoranti, una sala enorme per mangiare e ballare, sale più piccole che accolgono diverse feste e premiazioni, otto campi da bocce interni, sala biliardi e sala slot machine con 75 macchine! Adulti, bambini, italiani e australiani in un’atmosfera festosa... Incredibile! Fernando mi spiega che il club offre i suoi spazi e le strutture non solo agli abruzzesi ma a tutto il quartiere. E' un punto d'incontro per tutti. Il personale è giovane, attento ed efficiente. Tutti regolarmente assunti. Ovviamente durante la serata incontro e conosco tanti abruzzesi che sono a Melbourne ormai da anni ma sempre con la loro terra nel cuore. Si capisce dallo sguardo, dal modo di salutare, da quella voglia di parlarti in italiano e chiedere 'di dove sei?', dal desiderio di raccontarti la loro storia. Forti, è vero. Sono stati 'forti' nel decidere di lasciare la terra amata, nel rialzarsi dopo le cadute, nel superare le difficoltà che la nuova terra presentava, nel reggere la nostalgia, nell’aggrapparsi alla convinzione di meritare un futuro migliore.

'Gentili', nel rispetto della nuova terra, nel perdonarsi l’errore d’aver lasciato gli affetti, nel riportare alla memoria i posti, le persone e le abitudini lontane. Un filo con l’Abruzzo mai spezzato, come avere due cuori pulsanti in petto! Un’altra cosa mi colpisce moltissimo: mi vengono presentate persone di un’età matura e percepisco una grande apertura di mente e di cuore, ancora a progettare la loro vita, niente routine…un futuro ancora da vivere".

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