Emigrazione, argentino Merlo sottosegretario esteri come 'chavista' Di Stefano

Finalmente un italiano residente all'estero sottosegretario agli Esteri per i connazionali che vivono oltreconfine: è l'italo-argentino Ricardo Merlo del Maie (Movimento associativo italiani all'estero) formazione di centro-destra prima in Sudamerica fondata dallo stesso Merlo (nella foto d'apertura, col premier Giuseppe Conte), che alle ultime elezioni è risultato il parlamentare più votato dagli iscritti all'Aire. Il Maie è quindi ufficialmente entrato nella maggioranza di governo, insieme a Movimento 5 Stelle e Lega. Fanno festa gli italiani nel mondo, soprattutto quelli d'Argentina che già hanno un loro connazionale addirittura alla presidenza del Paese latinoamericano, Ricardo Macri. Quest'ultimo ha il passaporto italiano ma non è il primo cittadino italiano a essere capo di Stato: prima di lui lo è stato un ennesimo Ricardo, Ricardo Martinelli, presidente di Panama ultimamente caduto in disgrazia giudiziaria. Non ha il passaporto italiano ma quello vaticano un altro capo di Stato oriundo italiano: è Papa Francesco, al secolo Jorge Mario Bergoglio, cittadino argentino come Macri e Merlo (che nella foto a destra sono il terzo e quarto da sinistra, insieme ad altri italo-argentini del Maie)

“Sono passati più di 12 anni, dalla prima elezione di parlamentari residenti all’estero, affinché succedesse ciò che la logica indicava che a occuparsi nel Governo di italiani all’estero, uno di noi, un italiano residente all’estero - scrivono con soddisfazione i consiglieri del Cgie argentini del Maie Rodolfo BorgheseMarcelo CarraraMariano Gazzola, Juan Carlos Paglialunga, Gerardo PintoMarcelo Romanello e Guillermo Rucci - Finalmente oggi un eletto all’estero, Merlo, ricopre l’incarico di sottosegretario con delega agli Italiani nel mondo. Noi che lo conosciamo siamo testimoni del suo lavoro e delle sue idee chiare a favore delle nostre comunità all’estero. Inizia così una nuova stagione in cui il Governo non solo ascolterà gli organismi di rappresentanza e la comunità degli italiani nel mondo, ma anche darà risposta alle nostre numerose istanze, costruendo una propria e vera politica per i piú di cinque milioni di italiani all’estero, che coinvolga i 60 milioni di italici e promuova il Sistema Italia nel mondo”. 

Se lo augurano tutti coloro che hanno a cuore gli italiani nel mondo e anche per ciò che possono fare per l'Italia (ma nessuno gliel'ha mai chiesto, né a Roma né nelle Regioni). Ma intanto il "governo del cambiamento" è anche il "governo dell'imbarazzo", già emerso fra i grillini di sinistra e i leghisti di destra, con la vicenda della nave Acquarius piena di migranti che vaga nel mar Mediterraneo. Nella scorsa legislatura, infatti, il Maie aveva attaccato più volte il governo del Partito Democratico per aver "abbandonato il Venezuela" colpito da una crisi spaventosa e senza precedenti grazie al governo chavista di Nicolas Maduro, sanzionato da Unione europea, Stati Uniti, Canada, Svizzera, Osa e altri. Ora Merlo si ritrova come collega sottosegretario agli Esteri il grillino Manlio Di Stefano, famoso nella comunità italo-venezuelana per le sue forti simpatie chaviste, condivise col suo Movimento che in America latina è "bolivariano". Di Stefano e altri parlamentari pentastellati andarono a marzo 2017 a Caracas per commemorare la scomparsa di Hugo Chavez. Furono ricevuti, fra gli altri, dall'allora ministra degli Esteri Delsy Rodriguez  (nella foto qui a fianco è la terza da sinistra preceduta da Di Stefano e gli ex senatori Ornella Bertorotta e Vito Petrocelli) e la comunità italiana si rifiutò di incontrarli nel previsto appuntamento al Centro italo-venezuelano della Capitale. Il nodo Venezuela tornerà quanto prima in Parlamento e vedremo come si comporteranno sia i grilli fino a oggi filo-chavisti, ma anche i leghisti che, come pure i pentastellati, sono fan del presidente russo Vladimir Putin. Sì, proprio colui che sostiene e si è appena congratulato con Maduro per la sua rielezione.

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