Lolli: 'Turismo di ritorno in aiuto ai borghi'. Di Matteo: 'Mio progetto sta là'

"Incentivare il 'turismo di ritorno' degli emigrati nei piccoli borghi per contrastarne lo spopolamento. Basti considerare che sono 80 milioni le persone nel mondo di origine italiana". Lo ha sostenuto Giovanni Lolli, vicepresidente della Regione Abruzzo e coordinatore della Commissione Turismo per la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome. Il tema è stato al centro del convegno "Il turismo di ritorno. I viaggi delle radici tra identità culturale e promozione dei territori" che s'è tenuto alla Farnesina. "In Abruzzo, per esempio - ha spiegato Lolli - si sta portando avanti il progetto in base al quale i comuni possono intervenire con piani di ristrutturazione dei centri storici dei paesi abbandonati, favorendo emigranti-investitori laddove i proprietari delle case non siano interessati. Non è da sottovalutare, poi, che così facendo si favorisce un turismo destagionalizzato e più diffuso. Il nostro è un Paese bellissimo che offre molto dal punto di vista culturale ed enogastronomico - conclude Lolli – ma a differenza di quanto si potrebbe pensare non è il primo tra le mete turistiche più frequentate. Ciò significa che il settore deve impegnarsi a promuovere di più la nostra storia, i nostri monumenti, il territorio”.

A Lolli, replica Donato Di Matteo (nella foto d'apertura è a destra con Lolli), consigliere regionale e fino a pochi giorni fa assessore all'Emigrazione e presidente del Cram, la consulta regionale degli abruzzesi nel mondo che, come gli italiani, sono poco di più di quelli residenti in regione. "Ho appreso dagli organi di stampa del progetto 'Turismo di ritorno', che Lolli sta portando avanti. Si riconferma quanto scrittogli nella mia lettera di qualche mese fa, in cui chiedevo il mio coinvolgimento per contribuire, attraverso la mia esperienza diretta, a un argomento per il quale mi sono speso molto come presidente del Cram. All’iniziativa, che ho già avviato da tempo, ho trascinato anche le associazioni di categoria e alcuni comuni abruzzesi. Nella riunione Cram in Argentina, nel novembre 2017 abbiamo raggiunto un accordo con Confcooperative Abruzzo, coinvolgendo i consiglieri Cram e le varie associazioni degli abruzzesi nel mondo, per evitare lo spopolamento dei nostri borghi. Il turismo di ritorno vuole promuovere il territorio concepito nella sua più completa omogeneità senza dimenticare le varie sfaccettature storiche e culturali che caratterizzano quei luoghi più nascosti all’incoming. L’Abruzzo ha tutte le caratteristiche per rispondere a questi requisiti. I numeri parlano chiaro: il 24% dei turisti diretti in Italia provengono da paesi oltre l’Europa, un numero considerevole arriva proprio dal Sudamerica ecco perché la mia proposta illustrata proprio a Rosario. Un milione e seicentomila abruzzesi risiedono fuori regione, la seconda città abruzzese al mondo è Toronto scelta come sede della prossima riunione mondiale del Cram. Il progetto del Cram mira a potenziare l’investimento nei piccoli borghi ormai abbandonati e ancora troppo poco conosciuti rispetto alle aree del turismo di massa. Nel focus svolto in Argentina, con i rappresentanti della Camera di commercio di Rosario ho illustrato il progetto al congresso degli Abruzzesi nel mondo ribadendo come da anni coltivo il sogno di costituire una rete di abitazioni, specie nelle aree pedemontane, che soffrono di spopolamento per darle in uso ai nostri emigranti che desiderano rientrare in Abruzzo, in particolare penso agli abruzzesi nei Paesi che in questo momento patiscono crisi umanitarie come il Venezuela. In questa proposta di riqualificazione dei borghi converge anche il progetto 'Cervelli di ritorno', che si propone di offrire opportunità di studio e lavorativa ai nostri giovani emigranti costretti oggi a trasferirsi in altri paesi per un futuro migliore. In tal senso ci siamo già attivati con alcuni imprenditori locali. Il progetto dalla duplice finalità, non faticherebbe a trovare finanziamenti e al momento ha riscontrato notevoli consensi dal sistema delle cooperative, pronte ad attivarsi in tempi rapidissimi. Anche se con le dimissioni da assessore sono stato costretto a lasciare la delega di Presidente del Cram, auspico che Lolli valuti seriamente la mia proposta e che possa inserirla nel prossimo tavolo della Conferenza delle Regioni".

Poche ore fa il governatore-senatore Luciano D'Alfonso ha assegnato la presidenza del Cram al consigliere regionale Maurizio Di Nicola e non a un neo assessore, come, per esempio Lorenzo Berardinetti (nella foto a sinistra con D'Alfonso) che è tuttora nel Cram come espressione del Consiglio regionale. Berardinetti aveva chiesto la delega degli "abruzzesici" (delega così ribattezzata dal presidente abruzzese) perché ha competenza e passione. Di Matteo ha abbandonato la Giunta regionale per contrasti che ha sempre avuto con D'Alfonso ma mantiene buoni rapporti con Lolli, che è stato invitato e presente alla recente festa di compleanno (60 anni)  dell'ex presidente Cram. Il nostro pensiero sul 'turismo di ritorno' serio e produttivo lo abbiamo ribadito due giorni fa. L'Expo è stata un'occasione persa ma non è mai troppo tardi. Bisogna fare investimenti seri e produttivi sia sull'emigrazione sia sul turismo legato ad essa. Gli italiani nel mondo sono tanti; oltre a essere turisti sono spesso uomini e donne di successo che il 'Sistema Italia' non ha mai messo in rete, non ha mai sfruttato per migliorare non solo il turismo nel Paese più bello del mondo ma per lo sviluppo economico in generale. Di Matteo ha lasciato in eredità anche un altro importante progetto per il turismo, quello del "Wedding in Abruzzo" (nel video sopra a destra), ora in mano al neo assessore al Turismo Giorgio D'Ignazio, che ci ha confermato il suo interesse massimo per far sì che vada avanti. La classe politica che non investe nell'emigrazione è miope e questo è, ahinoi, riscontrato anche nella Regione Abruzzo dove D'Alfonso ha deluso le aspettative

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