Emigrazione, Farnesina promuove 'turismo delle radici' dopo il flop di Expo

Il Ministero degli Esteri italiano ha presentato ieri a Roma un`iniziativa di taglio innovativo per la promozione del cosiddetto "turismo di ritorno": viaggi verso il nostro Paese di italiani e italo-discendenti residenti all`estero, per riscoprire origini e storie familiari, territori di provenienza, tradizioni culturali, prodotti artigianali ed enogastronomia. Attraverso il "turismo delle radici" ci si propone di rafforzare i legami con l`Italia, contribuire alla crescita sostenibile delle realtà regionali, mobilitare risorse per la preservazione del patrimonio immobiliare, storico e culturale del nostro Paese in linea con l`azione promozionale svolta dalla Farnesina "Vivere all`italiana". Tale modello turistico - fa sapere la Farnesina - può interessare un bacino potenziale stimato tra i 60 e gli 80 milioni italo-discendenti, che intendono ristabilire un contatto con il luogo di provenienza familiare e ritrovare un sentimento di appartenenza con i luoghi di origine. 

E` partendo da questa riflessione e dalla ricerca di sinergie operative che è stato organizzato l`evento, promosso dalla Direzione generale per gli Italiani all`estero, insieme alla Direzione generale per la promozione del "Sistema Paese", nonché a Asmef e Raiz Italiana. "Il turismo delle radici rappresenta una straordinaria opportunità per aprire l`Italia a nuovi flussi di visitatori e per valorizzare luoghi e borghi italiani non ancora coinvolti dal turismo di massa - ha sottolineato il direttore generale per gli italiani all'estero Luigi Vignali (nella foto sotto a destra, intervistato in Venezuela da Mauro Bafile, direttore del quotidiano "La Voce d'Italia") - Connazionali e italo-discendenti sono del resto i primi consumatori dei prodotti locali, realizzati da artigiani e i cui ricavi vengono interamente riassorbiti dallo sviluppo dell'economia locale".

Nel suo intervento, il direttore generale per la promozione del "Sistema Paese", Vincenzo de Luca ha ricordato che "il Ministero degli Esteri e della Cooperazione internazionale ha avviato una strategia di promozione integrata, denominata 'Vivere all`italiana', che riunisce tutte le migliori qualità espresse dal tessuto culturale, economico e sociale dei nostri territori e che vede la rete diplomatico-consolare e degli Istituti di cultura divenire il perno dell`azione di promozione all`estero dell`immagine e dell`eccellenza italiana".

Speriamo sia la volta buona: gli italo-discendenti sono certamente più che gli italiani residenti nello Stivale ma sono praticamente ignoranti dalle istituzioni nazionale e regionali (a cui è pure delegata il collegamento con le comunità emigrate). Iniziative di turismo di ritorno sono naufragate persino in occasione dell'Expo di Milano. Per far sì che gli emigrati (che partirono con le valige di cartone sulle navi) e soprattutto i loro discendenti (che girano il mondo con quelle all'avanguardia e in aereo) vengano concretamente e sistematicamente in vacanza in Italia, bisogna fare marketing turistico ad hoc. Utile sarebbe sostenere il costo dei biglietti aerei (per i meno abbienti) con cospicui sconti: ne guadagnerebbe anche la nostra compagnia Alitalia, perennemente in crisi anche perché non ha operato in funzione degli italiani nel mondo e nemmeno per alcune mete turitstiche super gettonate negli anni 90 e 2000 (tipo Cuba). I voli sono per molti oriundi proibitivi e tanta gente e morta all'estero senza mai essere più tornata in Patria.

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