Inps aumenta assegni familiari anche a emigrati e coppie di fatto

L’Inps ha ricalcolato gli importi degli assegni per il nucleo familiare (Anf), cioè quegli importi che vengono erogati anche all’estero a pensionati italiani o lavoratori dipendenti da imprese o enti italiani, con familiari a carico. Contestualmente sono aumentati anche i limiti di reddito da far valere per avere diritto all’assegno. Lo ha annunciato l’Inps in una sua recente circolare (n.68 dell’11 maggio 2018)”. “L’aumento dell’assegno sarà dell’1,1%. L’Anf rappresenta un mezzo di sostegno per le famiglie dei lavoratori e dei pensionati da lavoro dipendente, i cui nuclei familiari siano composti da più persone e che percepiscano redditi inferiori ad un limite stabilito per legge. - riportano i parlamentari del Partito Democratico eletti all'estero, la senatrice Laura Garavini e i deputati Angela Schirò e Massimo Ungaro - In base ai regolamenti dell'Unione europea di sicurezza sociale e ad alcune convenzioni bilaterali, gli assegni per il nucleo familiare vengono concessi anche ai pensionati in convenzione, titolari di una pensione (pro-rata) italiana. Al seguente link del sito Inps, si può accedere alla circolare e alle relative tabelle contenenti i nuovi livelli reddituali nonché i corrispondenti importi mensili degli assegni da applicare dal 1° luglio 2018 al 30 giugno 2019, alle diverse tipologie di nuclei familiari".

Il reddito familiare annuo è dato dalla somma dei redditi lordi di chi richiede l’Anf e dei familiari che compongono il nucleo. Il periodo di riferimento è quello dei 12 mesi precedenti il primo luglio dell’anno per il quale viene effettuata la richiesta di assegno e ha valore fino al 30 giugno dell’anno successivo. Il requisito essenziale per ottenere l’Anf è che il 70% del reddito familiare provenga da lavoro dipendente. Per richiedere gli Anf è necessario compilare il modulo Anf/Dip–Cod. Sr16 per il biennio 2018–2019. È possibile compilarlo in autonomia, anche via web o col pin Inps, o con l’aiuto di un Caf. La domanda quindi va presentata da uno dei componenti del nucleo familiare al proprio datore di lavoro o all’Inps, se si è pensionati, percettori di Naspi (indennità di disoccupazione), mobilità o cassa integrazione a pagamento diretto dell’Inps, lavoratori parasubordinati iscritti alla gestione separata, lavoratori con contratto di lavoro domestico. Gli Anf vengono pagati normalmente ogni mese, aggiunti in busta paga dal datore di lavoro, che recupera poi il quantitativo dall’Inps attraverso il pagamento dei contributi previdenziali e imposte (con l'F24). Se la persona che ha diritto agli Anf non riesce a presentare la domanda, ha cinque anni di tempo per chiedere il pagamento, anche degli arretrati.

In seguito alla legge "Cirinnà" è ora possibile anche per le coppie di fatto, le famiglie monogenitoriali e le unioni civili fra persone dello stesso sesso richiedere gli Anf. Al modulo da compilare, sarà necessario richiedere l’autorizzazione direttamente all’Inps tramite modello Anf42.

Nella foto d'apertura, la famiglia di Antonella Lamelza, la supermamma di Cupello (Chieti) premiata recentemente a Pescara col "Sì all'Uomo" della onlus "Domenico Allegrino", che si prende cura, col marito, di 10 figli (nella foto solo quattro). La famiglia è premiata da Assunta Allegrino e Anna Michetti. L'anf per un solo figlio con reddito familiare sotto i 14541,59 (fascia più bassa) è fini a fine giugno 2018 di 137,50 euro ma per una famiglia con 10 figli come quella della Lamelza arriva a 1368,75.

 

 

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