Venezuela, italiani in lutto, scomparso lo scrittore Nicola Di Teodoro

Lutto nel mondo della cultura e dell'emigrazione non solo italo-venezuelana ma di tutto il mondo: all'età di 76 anni è scomparso lo scrittore Nicola Di Teodoro, emigrato nel 1956 da Loreto Aprutino (Pescara) in Venezuela, a La Victoria. Di Teodoro, nella scorsa legislatura regionale, era stato consigliere del Cram Regione Abruzzo per il Venezuela, insieme ai colleghi Nicola Ciammaricone, suo fraterno amico, e Ana Maria Michelangelo, che aveva le funzioni anche di vice dell'ex presidente-assessore Donato Di Matteo, che sostenne molto l'attività culturale di Di Teodoro. Le ceneri dello scrittore sono state sparse intorno alla Piazza Italia della Victoria per sua espressa volontà: Di Teodoro aveva esplicitamente richiesto questa cerimonia in difesa della piazza-monumento all'italianità, difesa insieme alla comunità italiana e minacciata all'epoca dall'amministrazione comunale che voleva cambiare nome e monumento alla piazza. La cerimonia funebre è stata officiata da padre Jesus Esteves ha trasmesso parole d'incoraggiamento per la vedova Maria Sol (col marito nella foto sopra) e i suoi figli Dinora, Nicola junior e Gabriele. Durante la cerimonia, la famiglia e gli amici di Di Teodoro si sono alternati nell'esprimere parole emotive per ricordare le molteplici sfaccettature della vita dello scrittore, che era anche giornalista, attivista sociale e politico. Fra i suoi libri più importanti, "Sulle orme di Colombo" e l'ultimo "Amore bastardo", pubblicati anche in Italia da Tracce.

"Il dolore per la perdita di Di Teodoro s’è sparso tra la nostra collettività intenso e sincero - scrive il quotidiano "La Voce d'Italia", interpretando il pensiero della grande comunità italiana in Venezuela - La sua figura indimenticabile di abruzzese purosangue fautore di tantissime iniziative a livello letterario e dedicate con tutto il suo gran cuore alla grande Comunità abruzzese del Venezuela, restano insostituibili. La bellissima Piazza Italia inaugurata a La Victoria, grazie al suo impegno, oggi veglierà le ceneri del caro indimenticabile nostro corregionale. Il suo impegno insigne, dedicato alla significativa letteratura, al ricordo di quanti italiani sono passati per il Venezuela contribuendone alle sorti di generosa espansione, lo ha saputo descrivere nei propri libri in maniera egregia, stupenda, autentica. Non c’è stata meraviglia, quindi, quando ha lasciato detto ai propri famigliari che ne avrebbero dovuto spargere le ceneri (al momento della propria scomparsa definitiva), proprio con Nicola abbiamo parlato a lungo, scambiando ricordi del nostro amato Abruzzo. Nicola, amico sincero e leale, resterà intatto nei nostri ricordi quale connazionale emerito: italiano che ha saputo portare in alto la nostra presenza in Venezuela".

L'amico Ciammaricone, insieme al'ex presidente Cram Di Matteo e l'editore della "Voce d'Italia" Amedeo Di Lodovico, presidente della Fondazione "Abruzzo soilidale", di cui Di Teodoro era pure dirigente, avevano dedicato allo scrittore amico “poeta d’Abruzzo in Venezuela”, un "Tributo" nel 2007 (foto sotto) a Selva Piana (Teramo)  autore di numerosi testi sull’emigrazione come “Angelo, l’emigrante triste”, ma anche di poesie e racconti come il suo ultimo lavoro “Fabulas, sueños y realidades” (favole, sogni e realtà). Anche in quella occasione Di Teodoro si emozionò, come capita a tutti gli emigrati, nel ricordare la sua giovinezza passata tra le colline abruzzesi e dei difficili momenti che hanno accompagnato l’inizio della nuova vita in un paese straniero, "seconda patria sì - disse - ma nel cuore il primo posto è riservato alla mia terra natia, all’Abruzzo. La vita dell’emigrante è piena di contrasti tra cui quello di sentirsi estranei nel proprio paese d'origine, ecco perché nei miei racconti si avverte sempre quel sottile velo di tristezza che accompagna la figura dell’emigrante”. Nella successiva "Festa degli abruzzesi nel mondo" a Rosciano (Pescara), pubblicato da Tracce e patrocinato dal Cram, Di Teodoro presentò il libro “Sulle tracce di Colombo”, importante testo che narra la storia di personaggi noti e meno noti che, mossi dallo spirito di avventura o dal desiderio di fare fortuna, hanno attraversato l’oceano ripercorrendo il cammino del genovese Cristoforo ColomboDi Teodoro disse che con questo testo ha voluto rendere giustizia all’importante ruolo dell’emigrazione italiana e abruzzese nel Paese dove è emigrato “giacché la storia la scrivono i vincitori è, nel nostro caso, l’hanno scritta gli spagnoli che non hanno, però, raccontato tutta la verità”. Un ruolo da protagonisti, nella storia del Venezuela ce l’hanno avuto proprio gli abruzzesi, con uomini come Ciammaricone, presente all’incontro, la cui incredibile storia di emigrato di successo ma solidale verso i più sfortunati, è stata raccontata nel libro. Alla Famiglia le sentite e profonde condoglianze della nostra redazione, del presidente Antonella Allegrino e del nostro direttore Pierluigi Spiezia, amico dello scomparso.

 

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