Il violinista italo-uruguayano Cicchini entra nell'orchestra della Rai

 "Ottimismo e sacrificio, tanto sacrificio, perché le soddisfazioni un giorno ripagheranno". E' questo lo spirito che ha spinto Aldo Sebastian Cicchini, violinista italo-uruguayano, a trovare il suo posto nel mondo. Risale a pochi giorni fa il suo debutto nell'Orchestra sinfonica nazionale della Rai. Di origini abruzzesi, suo padre arrivò in Uruguay appena nato, quando i genitori lasciarono Cupello, paesino in provincia di Chieti nei drammatici anni del dopoguerra, in cerca di migliori opportunità in Sudamerica. Aldo, 26 anni, racconta di aver vissuto quotidianamente "l'italianità" nella sua infanzia: tra i ricordi più piacevoli ci sono le domeniche in famiglia accompagnate da ravioli di ricotta e spinaci preparati dalla nonna. Iniziò a coltivare la sua passione per la musica classica sin da bambino quando, contemporaneamente, frequentava la Scuola italiana di Montevideo. A soli 18 anni, nel 2007, scelse di fare il percorso inverso rispetto a quello che affrontò la sua famiglia molti anni prima: partire alla volta dell’Italia, Milano, per seguire il suo sogno musicale. Pochi giorni prima, a Montevideo, suonò in onore della delegazione del Cram Regione Abruzzo, che fece visita agli abruzzesi in Uruguay. Quando il maestro Daniele Gay lo sentì suonare, gli offrì subito un posto al Conservatorio "Giuseppe Verdi" di Milano, dove vinse una borsa di studio e si diplomò nel 2010. Continuò gli studi a Vienna, con la professoressa Dora Schwarzberg, dove si diplomò anche questa volta con il massimo dei voti. Cicchini ha il privilegio e la responsabilità di suonare il violino Michael Boller del 1785, affidatogli dalla Fondazione “Sergio Dragoni” di Milano. Nel capoluogo lombardo seguì un anno di audizioni e partecipazioni in orchestre fino alla grande notizia: un contratto a tempo indeterminato presso l’Orchestra sinfonica nazionale della Rai. L’assunzione alla Rai è solo l’ultimo traguardo ottenuto dopo una serie notevole di soddisfazioni in così poco tempo. Cicchini è cosciente di essere stato molto fortunato nell'assicurarsi un lavoro in un’epoca di enormi tagli alla cultura in Italia. Dal 7 aprile comincerà a lavorare fisso a Torino, dove la compagnia ha sede dal 1994. Di lasciare la città lombarda, però, non ne vuole sapere e intanto si prepara alla vita da pendolare. Rispetto all'aereo che prese da Montevideo a 18 anni, i chilometri non sono ovviamente gli stessi, ma lo spirito è rimasto uguale: “Ottimismo e sacrificio. Non arrendersi mai”. (Noemi Trivellone)

Nel video sotto, Aldo Cicchini (secondo da sinistra) compone il Sestetto d'archi dell'Accademia Teatro alla Scala.


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