Nuove opportunità per l'insegnamento dell'italiano in Svizzera

Da oltre 40 anni sono presenti in Svizzera scuole di lingua e cultura italiana finanziate da Roma.
Non sono sorte nella Svizzera italiana (Canton Ticino - nella foto - per intero e in parte Cantone Grigioni), dove l`italofonia non risulta minacciata, ma oltre il Passo del san Gottardo. I beneficiari sono stati per lungo tempo soprattutto i figli degli emigrati ai quali il Consolato di Berna voleva garantire un legame con la patria d`origine. Oggi istituti di questo tipo continuano a esistere in molti cantoni e sono frequentati da oltre diecimila studenti ma la loro funzione è mutata nel corso dei decenni. Da un lato si riscontra un interesse generalizzato per la cultura italiana non solo tra gli emigrati di seconda e terza generazione, dall`altro però le politiche di risparmio intraprese ultimamente dallo Stato italiano e dalle autorità cantonali hanno penalizzato questo insegnamento.

Come l`altra lingua minoritaria (il francese), l`italiano tende a sparire dai programmi scolastici a tutto vantaggio dell`inglese, nonostante accordi cantonali (Harmos) impongano l`insegnamento dell`idioma di Dante Alighieri come materia opzionale nelle scuole dell`obbligo. Ma in questi mesi qualcosa sta cambiando. È infatti in via di costituzione una fondazione italo-svizzera che, con l`appoggio delle autorità federali, premerà sui cantoni affinché i corsi promossi da Roma vengano integrati nei piani di studio elvetici. 

Per la sopravvivenza della lingua italiana - è stato recentemente convenuto anche nei periodici incontri organizzati dal Forum per il dialogo tra la Svizzera e l`Italia - è indispensabile coordinare le numerose iniziative portate avanti a livello locale e agire attraverso organi che abbiano un certo peso politico all`interno della Confederazione helvetica.

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