Brasile, Battisti a processo con braccialetto elettronico, ma non per pericolo di fuga

L'ex esponente dei Proletari armati per il comunismo (Pac) Cesare Battisti - condannato all'ergastolo in Italia, che ne chiede l'estradizione da decenni - sarà processato in Brasile per violazione delle regole sul possesso di valuta estera, in relazione alla sua breve detenzione nel mese di ottobre che ha riacceso il dibattito sulla sua estradizione in Italia. Un giudice di Campo Grande (Nord) ha giudicato ammissibile l'incriminazione richiesta dal pubblico ministero. Lo ha reso noto la Corte federale. Battisti (nella foto d'apertura in Brasile), 62 anni, è stato arrestato il 4 ottobre al confine con la Bolivia, in possesso di una somma in valuta estera superiore all'importo consentito senza preavviso, mentre sembrava voler lasciare il Brasile su un taxi boliviano. Durante il suo interrogatorio, Battisti disse al giudice che non intendeva lasciare il Paese dove vive (e ha messo su famiglia dopo essere stati per anni in Francia) e che s'era recato al confine per comprare attrezzi da pesca, giacche di pelle e vino. Sospettato di aver tentato la fuga dal Brasile prima di un'estradizione alla quale il presidente Michel Temer è favorevole, Battisti è stato rilasciato poco dopo su ordine di un altro magistrato.

La decisione di questi giorni prevede inoltre che l'italiano dovrà recarsi a Campo Grande entro una settimana, per indossare un braccialetto elettronico. I suoi avvocati avevano chiesto che il braccialetto fosse collocato a Cananeia, località balneare nello stato di San Paolo (Sud-Est), dove Battisti risiede, ma il giudice ha respinto questa richiesta, considerando che Battisti possiede i mezzi per spostarsi a Campo Grande.

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