Italiani all'estero sono quasi 5 mln. Si emigra anche dal Nord. Regno Unito top

Paese di immigrazione ma anche, e ancora, di emigrazione. Al 1 gennaio 2017, infatti, gli italiani residenti fuori dei confini nazionali e iscritti all`Anagrafe degli italiani residenti all`estero (Aire) risultano essere quasi cinque milioni (4.973.942), esattamente l`8,2% degli oltre 60,5 milioni di residenti in Italia alla stessa data. Una popolazione, quella migrante del "Bel Paese" in costante crescita. In un anno, di 162779 unità in più. Il dato è contenuto nel nuovo "Rapporto Italiani nel mondo" 2017, redatto dalla Fondazione Migrantes, presentato ieri a Roma.
Quanti decidono di lasciare l'Italia per cercare fortuna altrove sono praticamente distribuiti su tutto il territorio, facendo tramontare il vecchio spereotipo del migrante proveniente dal Mezzogiorno. E' infatti la Lombardia la regione che ha visto, nel 2016, il maggior numero di partenze con quasi 23mila persone, seguita dal Veneto (11611), dalla Sicilia (11501) e dal Lazio (11114). Fanalini di coda la Valle d'Aosta con sole 275 partenze e il Molise con 786.
Le destinazioni principali restano, a livello continentale, l'Europa con due milioni e 770mila italiani, l'America latina con un milione e 600mila, seguite da America del Nord e Australia.

Gli italiani, testimonia lo studio di Migrantes, negli ultimi anni sono partiti da 110 territori diversi giungendo in 194 destinazioni nel mondo. Da gennaio a dicembre 2016 le iscrizioni all`Aire per il solo espatrio sono state 124076 (+16547 rispetto all`anno precedente), di cui il 55,5% sono maschi. Il 62,4% sono celibi o nubili e il 31,4% coniugati. Oltre il 39% di chi ha lasciato l`Italia alla volta dell`estero nell`ultimo anno ha un`età compresa tra i 18 e i 34 anni (oltre novemila in più rispetto all`anno precedente); un quarto ha tra i 35 e i 49 anni.

Le partenze non sono individuali ma di "famiglia", riferisce Migrantes, intendendo sia il nucleo familiare più ristretto, ovvero quello che comprende i minori (oltre il 20%, di cui il 12,9% ha meno di 10 anni) sia la famiglia "allargata", quella cioè in cui i genitori - ormai oltre la soglia dei 65 anni - diventano "accompagnatori e sostenitori" del progetto migratorio dei figli (il 5,2% del totale). A questi si aggiunga il 9,7% di chi ha tra i 50 e i 64 anni, ovvero i tanti "'disoccupati senza speranza, tristemente noti alle cronache del nostro Paese poiché rimasti senza lavoro in Italia e con enormi difficoltà di riuscire a trovare alternative occupazionali concrete per continuare a mantenere la propria famiglia e il proprio regime di vita", si legge nel rapporto.

Nel caso dei giovani italiani, però, nonostante molti di essi partano con il desiderio di tornare, con il tempo finiscono con lo stabilirsi neo paesi di approdo. Rispetto a quanto messo in evidenza lo scorso anno, le nazioni scelte per il trasferimento sono innanzitutto il Regno Unito, con 24771 iscritti, che fa registrare un primato assoluto tra tutte le destinazioni, seguito dalla Germania (19178), dalla Svizzera (11759), dalla Francia (11108), dal Brasile (6829) e dagli Stati Uniti (5939).

I dati non tengono conto di chi emigra, soprattutto nell'Unione europea, ma non trasferisce la residenza per motivi fiscali (proprietà di prima casa per esenzione Imu) o sanitari, per godere dell'assistenza alla salute gratuita in Italia e Ue in caso di malattie o perché l'assistenza sanitaria è garantita in tutti i paesi Ue grazie alla tessera sanitaria/codice fiscale.

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