Venezuela, Cram Regione Abruzzo invia primi pacchi di farmaci tramite Ali e Fas

Quindici scatole per un totale di 120 chilogrammi. Sono i numeri del primo invio di farmaci che la Regione Abruzzo effettuerà la prossima settimana agli abruzzesi che vivono in Venezuela, Paese che sta vivendo da anni una grave crisi economica e politica senza precedenti. La nazione governata dal governo chavista di Nicolas Maduro è in piena emergenza sanitaria: gli ospedali sono al collasso, manca quasi tutto e soprattutto mancano i farmaci che il Paese importa nella quasi totalità. Come per qualsiasi altro bene importato, si paga in dollari Usa e le casse (anche quelle del Fondo monetario internazionale) sono vuote da tempo. Quindi, l'unico modo per curarsi è ricevere i farmaci tramite le organizzazioni umanitarie che operano in Venezuela "sottotraccia", perché "il governo non riconosce l'emergenza sanitaria e, quindi, sequestra, se intercetta, la merce che arriva dall'estero che, poi, finisce al mercato nero", ha detto Donato Di Matteo, assessore all'Emigrazione e presidente del Consiglio regionale degli abruzzesi nel mondo (Cram), durante la conferenza stampa di ieri in Regione, a Pescara, tenuta insieme ai protagonisti di questa difficile, delicata impresa. La Giunta regionale dell'Abruzzo, su richiesta di Di Matteo, ha stanziato 10mila euro per l'invio dei farmaci ed è la prima Regione in Italia a farlo "anche se attraverso il Coordinamento emigrazione delle Regioni stiamo stimolando le altre a fare altrettanto" ha aggiunto l'esponente del Pd che di professione fa il medico. Al prossimo Coordinamento a Roma delle consulte regionali dell'Emigrazione (18 ottobre), Di Matteo invierà il funzionario del settore Emigrazione Franco Di Martino (terzo da sinistra nella foto d'apertura), che sta facendo un ottimo lavoro, con la giusta sensibilità che si conviene a questo settore un po' speciali della Pubblica amministrazione: quello del rapporto con i nostri emigrati e discendenti che per l'Italia, dal dopoguerra in poi, hanno fatto tanto per risollevare il Paese dalla guerra e hanno avuto molto meno di quello che hanno dato. Come ha ricordato Francesca Granchelli, una delle signore italo-venezuelane intervenute (nella foto sotto è terza da destra), che ha rivelato che anche lei e suo marito sono stati curati grazie alla Pastillita. Alla raccolta farmaci provvede l'Associazione latinoamericana in Italia (Ail) guidata dal medico Edoardo Leombruni che siede nell'Osservatorio Emigrazione della Regione. La spedizione è invece a cura dalla Fondazione "Abruzzo Solidale" di Caracas, presieduta da Amedeo Di Lodovico (terzo da destra in foto d'apertura), in quanto organismo già accreditato dalla Regione per un altro progetto di assistenza sanitaria a favore degli abruzzesi indigenti in Venezuela, come ha pure ricordato Di Matteo e lo stesso Di Lodovico.

"Sono profondamente colpito dalla situazione drammatica dei nostri corregionali in Venezuela - ha aggiunto l'assessore - e dalle continue richieste di aiuto, che ogni giorno riceviamo sulle nostre mail istituzionali. Una volta arrivati in Venezuela, Abruzzo Solidale trasferisce i farmaci alla Fondazione Pastillita (organizzazione attiva nel settore e tollerata dal governo perché aiuta tutti senza distinzioni politiche, ndr) che fornirà farmaci ai nostri corregionali. Ho chiesto aiuto ai sindaci per mettere a disposizione alloggi dove ospitare gli italo-venezuelani rientrati e che rientreranno" perché l'esodo è continuo e per ora sono rientrati in Italia solo coloro che possono permettersi l'acquisto del volo, diventato di lusso a causa dell'inflazione galoppante del bolivar. "Sono particolarmente legato al Venezuela, che ho visitato e dove ho conosciuto persone straordinarie. Ai concittadini ripeto: non siete soli, noi vi siamo vicini", ha aggiunto l'assessore

Leombruni, con l'ausilio di una proiezione video (sopra a destra), ha spiegato il modo di lavorare e i risultati raggiunti da Ali e dal Programma de Ayuda Humanitaria para il Venezuela, ringraziando Di Matteo per "la passione e la competenza" ricordando i sette centri di raccolta farmaci di Ali e i 150 volontari che operano.
"I neonati vengono sistemati negli scatoloni, non ci sono più culle" ha rivelato Di Lodovico che ha ricordato che il programma di aiuto sanitario della sua Fondazione (grande lavoro e spola fra Venezuela e Italia è fatto pure da Franco De Antonis) è già attivo da nove anni grazie a un primo stanziamento di Di Matteo quando era presidente Cram dell'era Ottaviano Del Turco governatore. "Con gli 80mila della Regione abbiamo curato, anche chirurgicamente, 50 persone (fra cui anche una signora ultracentenaria, ndr). Il cambio parallelo dell'euro ci è sempre stato favorevole e, quindi, ci sono ancora fondi per aiutare altri malati. Ora impegnati anche in questa nuova avventura". Gli interventi chirurgici in cliniche private come la convenzionata B.O. Medical, anche complessi, costano al cambio favorevole, poco, da meno di 100 a qualche centinaio di euro, meno di ciò che costano in Italia e tanti italiani stanno rientrando nel nostro Paese per curarsi, "con un costo a carico del Servizio sanitario nazionale più elevato rispetto al sostegno delle cure in Venezuela, senza considerare le pensioni sociali e i vari assegni di sostegno a cui hanno diritto gli italiani se rientrano e prendono residenza" ha detto Leombruni, che lavora all'ospedale di Sulmona (L'Aquila).

Presenti all'incontro alcuni volontari dell'Ail e Antonio Innaurato (quarto da sinistra in foto d'apertura) e Maria Claudia Lopez dell'Osservatorio sull'Emigrazione del Cram, dove siede anche il nostro direttore Pierluigi Spiezia.

e-max.it: your social media marketing partner

 

JT Fixed Display

 

=