Patronati, riunione a Farnesina per nuova convenzione. Dentro Aire e cittadinanze?

"È certamente positivo il nostro giudizio sull’incontro che s'è tenuto ieri al Ministero degli Esteri tra Governo, patronati e parlamentari eletti all’estero. Ne diamo atto al Sottosegretario Vincenzo Amendola, che l’ha convocato e presieduto in quanto delegato per gli italiani all’estero, e al direttore generale Luigi Maria Vignali". E' quanto scrivono i deputati del Pd eletti all'estero sulla riunione tenuta alla Farnesina per la nuova convenzione fra il Ministero e i patronati italiani attivi anche all'estero per migliorare i servizi che le organizzazioni emanazioni dei sindacati e associazioni (nella foto sotto quello Acli a Vancouver, in Canada) garantiscono per conto di Stato e Inps a favore degli emigrati. "Sono anni, ormai, che il tema di una convenzione Maeci-patronati periodicamente riaffiora - proseguono i deputati Marco FediGianni FarinaLaura GaraviniFrancesca La Marca, Fabio Porta Alessio Tacconi (nella foto d'apertura sparsi insieme alle altre parti dell'incontro) - come un’indifferibile esigenza di sinergia e di collaborazione volta a migliorare, nel loro complesso, i servizi offerti alle nostre comunità e ai connazionali all’estero e altrettanto periodicamente esso esce dall’orizzonte delle concrete soluzioni operative. Ci auguriamo, per il vantaggio che ne può venire per i connazionali, che questa volta si abbia la volontà e la pazienza di arrivare fino in fondo.

"Si è avviato concretamente un percorso, al quale un tavolo tecnico chiamato a operare nelle prossime settimane dovrà dare una forma definita, fino ad arrivare a una bozza di convenzione da sottoporre alle decisioni di chi ne ha la responsabilità. Nello sviluppo del lavoro, abbiamo sottolineato l’esigenza che i termini della collaborazione tra il Ministero e i patronati tengano conto anche della flessibilità necessaria a salvaguardare le peculiarità dei diversi territori e delle diverse situazioni sociali nei quali i servizi ricadono. Allo stesso tempo, è stata sottolineata l’opportunità che alla ricerca di un costante miglioramento dei servizi resi dalla nostra rete consolare si accompagni, in parallelo, anche uno sforzo di miglioramento e di sempre maggiore qualificazione dei servizi resi dagli stessi patronati. I campi di possibile collaborazione certo non mancano: dall’Aire al rilascio dei passaporti, dalle pratiche di cittadinanza a quelle per i visti, fino ad arrivare alle informazioni sulla fiscalità concorrente. C’è poi la nuova ed impegnativa sfida dei nuovi flussi di emigrazione e delle nuove mobilità, che inducono sia le strutture pubbliche che la rete dei Patronati a innovare, arricchire e qualificare le loro funzioni per favorire l’insediamento, la mobilità e l’integrazione dei nuovi arrivati. Una volta definiti con precisione e nel rispetto delle normative i rispettivi ambiti di responsabilità e di azione - concludono i deputati d'oltreconfine - crediamo che una convenzione che metta in sinergia la rete consolare con quella altrettanto presente e radicata dei patronati possa essere una convincente risposta alla domanda di maggiore efficienza e tutela che insistentemente proviene dalle nostre comunità".

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