Pensioni Inps estere costose, Fedi (Pd) replica ancora a Boeri

Proseguono le repliche alle dichiarazioni contro i pensionati emigrati che il presidente Inps Tito Boeri ha fatto nell'audizione al Comitato degli italiani nel mondo (presieduta dall'italo-brasiliano Fabio Porta) del 19 luglio scorso. E a tornare sul tema è Marco Fedi, deputato del Pd residente in Australia, molto attento e preparato sulla materia previdenziale oltre che fiscale. Boeri, secondo Fedi, "non solo ha ribadito la sua contrarietà al pagamento all’estero delle prestazioni 'non contributive' (trattamento minimo e maggiorazioni sociali) ma ha anche, candidamente, rivelato che sono 100mila le pratiche di prestazioni indebite relative a residenti all’estero titolari di pensioni in regime convenzionale, di cui 60mila in corso di recupero per un totale di 270 milioni di euro da recuperare. Si tratta di somme allo stesso tempo stupefacenti e scandalose. Stupefacenti perché su 380mila pensioni circa erogate all’estero risulta che più di un quarto sono 'indebite'; scandalose perché innanzitutto gli indebiti devono essere restituiti da pensionati solitamente già poveri e in secondo luogo perché il fenomeno – che, va chiarito con forza, non dipende da atti dolosi dei nostri connazionali ma, ovviamente, dalle modalità e tempi di controllo da parte dell’Inps sul diritto all’erogazione delle prestazioni legate al reddito - non ha ricevuto lo stesso trattamento mediatico da parte di un certo giornalismo più attento alle rappresentazioni sensazionali che alla più 'banale' sostanza. Vende di più cioè la notizia che un miliardo di euro di pensioni è erogato a pensionati che 'non pagano le tasse in Italia', che, piuttosto, questi stessi pensionati siano vessati e tartassati a causa dell’inefficienza dello Stato italiano e delle sue Istituzioni". 

Per questi i deputati del Pd eletti all'estero (oltre Fedi e Porta, Gianni Farina, Laura Garavini, Francesca La Marca e Alessio Tacconi, nella foto a destra col loro capogruppo Ettore Rosato, terzo da sinistrahanno presentato un'interrogazione al ministro del Lavoro Giuliano Poletti "dove - spiega Fedi - dopo aver esposto e denunciato una situazione insostenibile (quella che ha portato alla costituzione di almeno 100mila situazioni debitorie all’estero), chiediamo: quanti sono complessivamente i pensionati residenti all’estero che devono restituire somme indebitamente percepite dall’Inps; quale è il numero disaggregato per ciascun paese di residenza dei debitori; quali sono le cause di un numero così obiettivamente elevato di indebiti pensionistici vista l’alta percentuale (25%) rispetto al numero complessivo delle pensioni erogate all’estero; quali sono esattamente le modalità adottate dall’Inps per il recupero degli indebiti in termini di frequenza; quali sono esattamente le modalità di recupero adottate dall’Inps in termini di trattenute sulle pensioni in pagamento e di salvaguardia del trattamento minimo; quali sono esattamente le modalità di recupero adottate dall’Inps in termini di pagamento con rimesse di denaro e di durata dei piani di recupero; a quanto ammontano finora le somme recuperate rispetto ai 270 milioni di euro che l’Inps sostiene di dover recuperare; infine, chiediamo se il Ministero non ritenga utile e opportuno valutare la possibilità di introdurre una sanatoria degli indebiti pensionistici per i pensionati italiani residenti all’estero i quali sono titolari di redditi complessivi inferiori agli importi della 'no tax area' Irpef italiana", cioè il reddito sotto il quale non si pagano tasse nemmeno se si vive in Italia, che è pari a 8125 per tutti, pensionati e lavoratori. 

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