Premio Zimei a Razzi, Mancini: "Pro Abruzzo da quando era emigrante"


L'Associazione “Ambasciatori della Fame” ha voluto conferire sabato scorso alla Provincia di Pescara il Premio "Antonio Zimei" al senatore Antonio Razzi. "Per colmare una lacuna del Premio - ha detto Geremia Mancini, vicepresidente dell'Associazione guidata da Giacomo Cecinato che dal 2005 organizza questi riconoscimenti alle "personalità abruzzesi di maggior spicco - ha spiegato. In passato il "Zimei" è stato conferito a personaggi come "Remo Gaspari, Giovanni Legnini, Gianni Letta, Franco Marini, Marco Pannella, il direttore d'orchestra Donato Renzetti" e a vari generali e ammiragli. "Abbiamo invitato anche Martha Heger, nipote di Benedetto Croce, per ritirare premio alla memoria - a questo altro grande e illustre abruzzese - Gaspari ha pianto nel ricevere il nostro premio eppure rappresentava il potere in persona. Letta sottosegretario del governo Berlusconi venne a ritirarlo nonostante l'arrivo del presidente Usa George Bush a Roma - ricorda e rivela Mancini - 'Alle 11 sarò li come promesso' mi disse Letta" e così fu.
"Mancava Razzi che con la sua veemenza ci rappresenta - ha spiegato Mancini, ex segretario regionale e nazionale dell'Ugl - perché Razzi si spende per la nostra terra anche da prima di entrare in parlamento, da quando era emigrante in Svizzera. Noi raccontiamo storie di emigrazione spesso sconosciute. Molti non ce l"hanno fatta; Razzi sì".
Katia Zimei, figlia dell'architetto Antonio, titolare del Grand Hotel Adriatico di Montesilvano (Pescara) che ha realizzato dopo essere tornato in Abruzzo dal Venezuela, ha parlato di Razzi come "amico che viene nel nostro hotel da sempre. Per me è come uno zio, sia lui sia sua moglie Maria", ha rivelato l'imprenditrice (a destra nella foto d'apertura, seguita da Mancini, Razzi. Andreacola e Cecinato).

Razzi, ex presidente degli abruzzesi di Lucerna e di tutta la Svizzera, ha ringraziato per il premio e ha ringraziato anche il nostro direttore Pierluigi Spiezia, per il lavoro giornalistico a favore anche degli italiani nel mondo attraverso il nostro giornale. "Il mio pensiero va al Venezuela dove ci sono tanti abruzzesi (fra cui pure suo fratello Marcello, ndr) - ha detto Razzi - Zimei è emigrato lì e lì ha costruito. E' stato un grande architetto. Ci sono 1,2 milioni di abruzzesi all'estero, c'è un altro abruzzo nel mondo - ha ricordato il senatore emigrato in Svizzera da Giuliano Teatino (Chieti) a 17 anni nel 1965 - Tanti sono corregionali di successo, anche alcuni politici. Se sono stato eletto in parlamento è grazie alla legge voluta dall'ex ministro Mirko Tremaglia. Noi parlamentari eletti all'estero siamo portatori di idee nuove anche in parlamento. In Svizzera mi sono dovuto integrare Come oggi gli immigrati lo devono fare qui. La Svizzera è montanara come l'Abruzzo. Per questo gli abruzzesi lì si trovano bene integrati e tutti benestanti". Come spesso capita a molti emigrati, anche Razzi si è commosso in un passaggio del suo discorso: "Mi candidai senza fare campagna elettorale per riempire la lista (all'epoca militava nell'Italia dei Valori di Antonio Di Pietro, prima di passare a Forza Italia, ndr) perché non avevo una lira - interruzione forzata dalla commozione. Bevuto un sorso d'acqua, ha ripreso la sua storia: "Prima di emigrare non avevo nemmeno la bicicletta e, quindi, non conosco tutto l'Abruzzo. Da un paese ad altro andavamo pure a piedi. Maurizio Crozza non ha dato popolarità solo a me ma a tutto l'Abruzzo. Mi prendono in giro perché sbaglio i congiuntivi ma a 20 domande fuori dai parlamenti mi hanno poi detto di averli sbagliati meno dei grillini Alessandro Di Battista e Luigi Di Maio. Io parlo in dialetto abruzzese apposta. Se altri possono parlare in napoletano o in siciliano allora io parlo abruzzese". Presente anche il sindaco di Giuliano Teatino Nicola Andreacola"Il mio sindaco è di altro partito ma ci vogliamo bene lo stesso", ha detto Razzi rivolgendosi al primo cittadino del Pd che di Razzi, invece, ha detto: "E' una persona semplice e umile ci conosciamo da prima. Sono stato anche a Lucerna. E' bravo nel riunire tante persone. Ricordo una volta ci bloccarono alla frontiere un bus stracolmo di arrosticini per una festa abruzzese, poi sbloccati". Intervenuto anche l'ex presidente della Provincia di Pescara Guerino Testa, oggi consigliere comunale a Pescara, che invece ha tessuto le lodi di Mancini "Sempre positivo che ha lavorato per il territorio. Mi auguro legge elettorale elettiva", per il futuro parlamento italiano oggi prevalentemente occupato da nominati. Lo ha ricordato pure Spiezia, che ha sottolineato che Razzi, a differenza dei parlamentari italiani, è stato eletto all'estero perché quelli che rappresentano gli italiani nel mondo si devono candidare e far votare. Di Razzi, Spiezia ha detto che "è rimasto umile come quando l'ho conosciuto prima che diventasse deputato, come consigliere del Cram Regione Abruzzo per la Svizzera. Sono stato anche da lui a Lucerna e ho visto quant'è bravo così come sua moglie Maria", presente alla premiazione (col marito nella foto sopra a destra, ospiti a "Domenica Live" da Barbara D'Urso).

Mancini ha ricordato con orgoglio di aver portato in Abruzzo l'ex presidente polacco Lech Walesa (i due nella foto a sinistra), mentre Adriano Tocco, nella sua duplice veste di direttore dell'Hotel Adriatico e consigliere comunale a Montesilvano ha ricordato l'esigenza di azioni politiche più incisive da Roma e da L'Aquila per lo sviluppo del turismo abruzzese. "Zimei per me era un padre - ha ricordato Tocco - mi ha insegnato l'arte dell'accoglienza - quella che manca a tanti albergatori e ristoratori abruzzesi - Albergatore è colui che apre la sua casa all'ospite".

Razzi fa bene all'Abruzzo? Sì a giudicare ciò che lui stesso ha ricordato e rivelato: "Solo io ho portato 20 ambasciatori alla Camera di commercio di Pescara e mò vi do una notizia in esclusiva: fra pochi giorni mi verrà a trovare in Abruzzo il principe del Bahrein e lo porto alla Sagra delle ciliegie a Giuliano Teatino".

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